Col di Villa (60 persone) è un “locus amoenus “ su...

Recensione di del 27/08/2011

Kohlern

44 € Prezzo
6 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 44 €

Recensione

Col di Villa (60 persone) è un “locus amoenus “ subito sopra Bolzano, raggiungibile tramite una funivia costruita nel 1908 (rassicuratevi, ammodernata nel frattempo) o circa otto chilometri di curve e tornati che s’inerpicano fino a 1130 m.s.l.m. per condurvi in uno dei polmoni verdi di Bolzano nonché una riserva naturale dove vige un divieto assoluto di edificazione. Poche case sparse, una chiesetta e un pregevole esempio di Jugendstil alpino rappresentano l’abitato. Un’aria vibrante ed una vista che si stende su Bolzano ne fanno una meta amata da chi vuole fuggire dal trambusto. L’albergo ristorante Kohler gestito dal 1966 dalla famiglia Schrott è una costruzione risalente al 1870 dotata di una meravigliosa veranda che si affaccia sulla valle. Al ristorante si accede dalla veranda esterna dove - non fosse per la nuvoletta da impiegato - avremmo potuto pranzare. Entriamo e ci troviamo in una stube con bancone da bar mentre sulla destra si accede ad una piccola ma deliziosa saletta per le colazioni. Il proprietario, credo, ci fa accomodare con un sorriso piacevole nella veranda coperta interamente in legno che si affaccia su Bolzano, ci accomodiamo su solide ma comode sedie intagliate ad un tavolo apparecchiato con gusto e sobrietà. Il proprietario, viso aperto e sorridente e battuta garbata ma pronta, ci consegna le carte e chiede se desideriamo un aperitivo.
Perché no, ma niente prosecchi o champagne però! Manteniamoci nel solco della tradizione e quindi chiedo uno "spritz", l’unica concessione alla modernità è l’Aperol al posto del bitter.
Acqua naturale ed una paniera col classico semel e pane di segale con frutta secca si materializzano assieme ai due "spritz" sul tavolo.
Mia zia – che alla tenera età di 84 anni pur lamentandosi dell’artrite mi ha ignominiosamente “cenciato” durante una camminata – lascia perdere la tradizione ed opta per Carpaccio di manzo con rucola e parmigiano ed una fetta di Linzertorte , io confermo invece le mie ascendenze optando per un menu tutto locale che accompagneremo con un quasi chilometro zero, un St. Magdalener Untermoserhof di Georg Ramoser , cru bolzanino per eccellenza.

Il mio antipasto è rappresentato da Testina di vitello all’agro con vinaigrette ai pomodorini eccellente! Non la solita testina industriale ma i tagli misti scelti di carne della testa, guancia, lingua, etc. avvolti in una delicata cotenna servita calda con un una salsina agra di cipolle aceto e pomodorini, il piatto migliore della giornata!

Passiamo al primo Crostini di milza in brodo rispetto ad altre ricette i crostini non erano fritti risultando più delicati ma forse meno golosi, il brodo di manzo ben filtrato ed arricchito da tanta erba cipollina. Buono ma avrei preferito la versione più “aggressiva”!

Il secondo per il quale ho optato prosegue sulla linea “Cucina dietetica, chi è costei?”, si tratta infatti di altro piatto tipico, pensato per riutilizzare avanzi e ridar energia ai montanari: “Gröstel” di patate e carne di manzo con insalata di cavolo cappuccio con lo speck .
In una padella di ferro mi arriva una porzione da montanari di patate lesse a fette e tocchetti di manzo lessato rosolati con burro e cipolla. Accompagna il tutto un’insalata di cavolo verza tagliato affettato finissimo condito con un po’ d’aceto e briciole di speck rosolato.

Incomincio a mostrare la corda ma non rinuncio alla fetta di Linzertorte, una tra le mie preferite.
L’impasto è quello della frolla con un’abbondante aggiunta di mandorle, in questo caso, piuttosto che di nocciole tritate, spezie miste. Con l’impasto si prepara poi una sorta di crostata abbastanza alta con marmellata di mirtilli rossi. Per garantire che non si scenda in termini di contenuti calorici e colesterolici la torta è servita con un arioso ciuffo di panna montata al naturale.
Che dire? Luogo ameno anzichenò nonostante la nuvoletta da impiegato che mi ha perseguitato, servizio inappuntabile e gentile, cucina della tradizione ingentilita e raffinata. Discreta carta dei vini giustamente molto concentrata sul territorio.
Da tornare, ho ancora da provare la zuppa di trippa acida, gli Schlutzkrapfen e magari un bel piatto di affumicati locali con Kren e Schüttelbrot, il classico pane croccante di segale con cumino e finocchio che rende felice il tuo dentista.
Consiglio di utilizzare la funivia che dista a piedi solo 10 minuti dall’albergo lasciando l’auto nel parcheggio della stazione a valle.
88 euro di cui 27 di cantina ed aperitivo. Ricevuta 6704/09.
Buon Appetito.

Gabriele

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