La curiosità su questa trattoria di apertura relat...

Recensione di del 22/03/2008

Trattoria Bertozzi

32 € Prezzo
5 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

La curiosità su questa trattoria di apertura relativamente recente è sorta non appena l'ho notata. Essendo su una strada di passaggio frequente, comincia ad essere già nota e frequentata, anche se c'è da dire che, per quanto mi concerne, la difficoltà di parcheggio non la rende una meta più invitante del centro storico. Ecco perchè ho temporeggiato qualche tempo prima di andarci. Qualche possibilità per la macchina si riesce a trovare su via Valeriani: il locale si trova poco dopo l'incrocio con Andrea Costa, sulla sinistra.

Come già ben descritto nella recensione precedente, il posto è minuscolo, i tavoli - otto in tutto - sono ben distanziati, e bella è l'ambientazione, in cui le pareti sono state lasciate abbastanza sgombre, a parte qualche mensola per le bottiglie e la grande specchiera. L'apparecchiatura è particolarmente curata per una trattoria: diciamo che si configura come una trattoria elegantina o un ristorantino, non è il posto ruspante o rustico vecchio stampo. L'atmosfera è tranquilla: non essendoci tavolate o cene organizzate, ma al massimo due tavoli con quattro persone e tutti i restanti occupati da coppie, non ci è capitato di osservare le istrioniche doti dello chef, che anzi abbiamo appena intravisto. Questo a sottolineare che non si tratta di un posto goliardico e da "casino", ma anche romantico e tranquillo a seconda dell'occasione.

Il menù è recitato a voce, il che è sempre un peccato: infatti, se le proposte non sono quelle classiche, il menù a voce è un poco fastidioso, non ci si concentra e le proposte cambiano da tavolo a tavolo. So che continuo a lamentarmene ad ogni rece, ma questa cosa di non sapere tutte le proposte del giorno perché chi te le recita se le dimentica o le cambia di sua iniziativa, mi infastidisce alquanto.
Ci viene chiesto se gradiamo un flute di Prosecco come aperitivo (che poi non sarà presente sul conto, davvero grazie), molto piacevole (non vi aspettate da me analisi sui vini, per me è un mondo a parte che non mi compete).

I tortellini in brodo li prenderò una prossima volta - me lo segno a futura memoria -, dato che comincia a non esser più la stagione ideale.
C'erano delle tagliatelle con prosciutto e asparagi, delle strette verdi con petto d'oca affumicato e formaggio di fossa, delle penne con carciofi e prosciutto e la gramigna Bertozzi con guanciale, zafferano, zucchine e grana. Probabilmente la colpa è mia se quando sento pasta secca mi deprimo all'istante. La pasta secca la cuocio a casa, anche di qualità eccellente, ma come proposta serale in una trattoria emiliano-romagnola non riesco proprio a vederla: non c'è valore aggiunto nel mangiar fuori qualcosa che cucino a casa, spesso meglio. Non è stata però solo la delusione nel vedere che la gramigna, pasta tipicamente nostrana, era di pasta secca anzichè della fresca e spessa pasta all'uovo, ma la mia faccia quando ho visto il sugo pannato è stata un programma! La panna, by the way, non la citano mai quando vi raccontano i piatti (e da quello che ho visto passare sono quasi tutti pannati)... Speravo che questo genere di cucina ce lo fossimo lasciato alle spalle con gli anni '80.
Fortunatamente le tagliatelle con il petto d'oca ed il formaggio di fossa erano buone e ben fatte, anche se il fossa era molto poco ed il condimento comunque scarsino.

Secondi: filetto di maiale al latte con pecorino di fossa (questo mi ispirava, sarà per una prossima volta), polpettine della nonna, brasato e cosciotto d'agnello disossato. Il cosciotto d'agnello era buonino, cotto in tegame o se era al forno sarà stato coperto perchè non aveva rosolatura; un filo troppo sapido il sugo. Invece era buonissimo il brasato, veramente tenerissimo e con una salsa ben strutturata senza addensanti. Forse la porzione di carne risulta un poco scarsa perché il piatto è composto da carne e contorno - buonissime patate sbollentate e passate in padella -, ma almeno metà della porzione risulta costituita dalle patate. In trattoria preferirei ordinare il piatto ed il contorno a parte - sempre se lo voglio -, al ristorante invece è già diverso.
Il susanello, ossia mio figlio, ha preso le polpette, piuttosto buone con pomodoro (buono) e piselli. Al tavolo accanto ho sentito citare anche la cotoletta alla bolognese: stavolta non credo l'avrei ordinata visto che ultimamente la prendo spesso quando provo la cucina tradizionale, ma... uff, perchè a noi cinque minuti prima non è stata proposta? Sempre colpa del menù a voce: se ti vedono incerto aggiungono altri piatti rispetto a quelli citati fra i primi.

Dolce: abbiamo preso tutti la tenerina con mascarpone, torta che mi piace molto. La servono caldina, ottima scelta perché si esalta il sapore cioccolatoso, il mascarpone è il migliore che mi sia capitato di sentire da molto, molto tempo a questa parte, di che farsi una cofana solo di quello (ed il susanello ovviamente non sì è dato pace finché non l'abbiamo ordinata). Forse nella tenerina mi è sembrato che un po' di farina aggiunta ci fosse: io la faccio più morbida, nella versione ferrarese senza farina, ma era comunque molto buona. Non abbiamo preso vino, ma ho visto che vanno a bicchieri perché hanno praticamente solo magnum.

Conto finale di 32 euro a testa, con 2,50 euro di coperto.

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