Il locale è tutto in legno con le bottiglie che ri...

Recensione di del 25/06/2005

Trattoria Ai Butteri

40 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Il locale è tutto in legno con le bottiglie che ricoprono i muri e che vengono prelevate sopra la vostra testa mentre mangiate con una sorta di pinza allungata, il posto è microscopico, ci saranno 7 o 8 tavoli in tutto, chiude la domenica, il sabato sera invernale è da evitare causa sovraffollamento, è in ogni caso un locale da godersi con calma nel mezzo della settimana.

Andarci di questo periodo è meraviglioso per via del fatto che c'è poca gente in città, ma pazzesco perché le proposte del locale sono quelle da climi freddi anzi, preferibilmente da primi freddi autunnali dove anche i funghi fanno da padroni. Adesso può essere il rifugio di chi ha una improvvisa voglia di carne, nell'accezione toscana della suddetta.
E' piccolo ma c'è l'aria condizionata, non molto alta, ma sono io che preferisco il polo anche se artificiale, al minimo sentore di caldo. Siamo a pochi passi dal centro, il parcheggio permane difficoltoso perché via Murri non offre molte possibilità a riguardo, solo le stradine laterali possono offrire qualche aiuto.
Non è la prima volta che ci vado, è uno dei punti fermi in cui ogni tanto torno e che riesce a mantenersi sempre uguale a se stesso (a volte è una fortuna).

Come antipasto consiglio senza riserve il loro misto della Maremma, ci sono bruschette con pomodoro e senza, carciofini alla brace sott'olio strepitosi ed un tripudio di salumi davvero notevoli.
Il cestino di pane toscano è a lato ma andateci piano, nemmeno noi, il che è tutto dire, riusciamo ad ordinare antipasto + primo + secondo + dolce. anzi si arriva a stento a finire il secondo. La porzione è generosa ma chi prende l'ordinazione normalmente saprà consigliarvi se fare un antipasto in due o saltare il primo; nella scelta dell'antipasto ci sono anche bruschette e buonissimi crostini alla toscana.
Il menù come dicevo è sempre uguale a se stesso, i primi sono di pasta fresca: pappardelle, spaghetti sottili alla chitarra, gnocchi che possono venir conditi con: cinghiale (molto buono e non pomodoroso) oppure con la lepre (mi manca, sarà il prossimo assaggio) ai funghi o alla bracconiera: ho appunto chiesto spiegazioni su questo ragù ed è stato descritto come un ragù misto di cacciagione, dal cervo al daino ai volatili con il quale consigliano i chitarrini. Infatti si è rivelato molto buono, molto sapido, il pomodoro era solo un'ombreggiatura, ed gli spaghetti freschi erano indubbiamente la morte sua. Ci sono in menù anche buonissime zuppe come quella di funghi e quella di farro, talvolta anche l'acquacotta.
Veniamo ai secondi, le proposte sono quelle in casseruola come il cinghiale al Buglione oppure quelle alla griglia come la rosticciana, la favolosa porchetta grigliata, una fetta alta due dita con tutta la sua crosticina attorno croccante e saporita, la bistecca fiorentina e la tagliata. Qui chiedo venia ma non ho avuto mai tempo di "intomellare", come diciamo noi, il patron sulla provenienza esatta delle carni e sui tagli, quindi, vi so dire molto poco a riguardo, tranne il fatto che è sempre molto buona e tenera, non ho il palato ancora allenato o educato da poter distinguere e controllarne la razza. Debbo però far notare che il patron dopo averci preso in giro simpaticamente perché ordinavamo anche acqua che "fa male e non serve" (cit.) ha fatto un po’ il grosso quando abbiamo sottolineato di cuocere pochissimo la tagliata... dicendo che ci mancherebbe altro e che non son cose da dire... sempre ridendo ovviamente, noi abbiamo replicato che in genere lo sottolineiamo perché ci piace più cruda del normale "al sangue" ma non credo ci abbia ascoltato molto perché la carne era ottima ma normalmente al sangue e non sanguinante come la nostra perversione avrebbe desiderato.
Come contorno ci sono delle buonissime patate al forno e degli imperdibili fagioli all'uccelletto. Ai dolci normalmente non ci arrivo oltretutto non ci sono concessioni al clima quindi niente gelati né sorbetti come il mio palato avrebbe reclamato ma tiramisù mascarpone e qualche altra cosa, che il mio cervello non ha trattenuto dopo l'orgia di carne e vino rosso fuori stagione.

Il caffè è servito intonato al locale: in bicchierini di vetro con bustina di zucchero. C'è anche una buona carta dei vini, abbiamo provato un morellino 2002 san Giuseppe che, pur facendo il suo sporco lavoro, non ha lasciato molta memoria di sé.

Giro di grappe finali, che ci sono state lasciate tranquillamente sul tavolo.

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