Sono particolarmente legato a questo posto: uno de...

Recensione di del 12/04/2008

Taverna dei Lords

34 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 34 €

Recensione

Sono particolarmente legato a questo posto: uno dei ricordi cibici più intensi della mia gioventù è proprio la prima gestione di questo locale. Chi fossero e se poi si spostarono non era dato saperlo, all'epoca - parliamo di un venti-venticinque anni fa.
Si sono poi succedute diverse gestioni, ed il locale ha anche cambiato nome per qualche tempo, tornando poi all'antica denominazione di "Taverna dei Lords".

Dopo aver guardato il sito internet, che propone soprattutto cucina marchigiana, erano molte le speranze con cui mi sono avventurato in questi lidi. Ho affrontato invece dignitosamente la delusione cocente di trovarmi di fronte all'ennesimo ristorante bolognese: hanno infatti cambiato il cuoco (ad oggi in carta è firmato Andrea Fani ed il suo staff), che ha rivoluzionato il menu, reindirizzandolo sulla cucina tradizionale.

Prima del menu, esposto fuori, c'è una sorta di dichiarazione di intenti dello chef - bellissima fra l'altro -, in cui parla della cucina tradizionale su cui non hanno senso né alleggerimenti, né sgrassamenti, che la priverebbero della sua dignità ed essenza. Un applauso! E' esattamente la mia linea di pensiero e la mia visione della cucina nostrana, ma anche in generale di quella tradizionale.
Detto questo, io, come mi pare molti altri Bolognesi (è una domanda che mi diverto a fare anche solo a conoscenti), quando abbiamo voglia di mangiare cucina tradizionale, dove andiamo? La risposta è invariabilmente la stessa: Trattoria.
Può variare ovviamente la trattoria che consideriamo più valida, ma è rarissimo che qualcuno, che non sia un turista, cerchi la cucina tradizionale al ristorante. Rispetto ad una decina di anni fa, poi, la cucina bolognese è stata ripresa alla grande, talmente alla grande che si arriva a fine inverno con una lieve nausea da tagliatelle-tortellini & Co.

Questa premessa per spiegare come mai, anche se questo è probabilmente il punto di forza del locale, io ho accuratamente evitato ragù e cotoletta alla bolognese, il classico menù-trattoria: quando vado al ristorante cerco proprio qualcos'altro... a mangiare anche questo sabato tradizionale, non ce la posso fare. Spero che decidano di aggiornare il sito, perché crea false aspettative. Quindi molte cose sono mutate anche rispetto alla recensione precedente, nemmeno le insalatone sono più in carta. Esiste la carta base, con le proposte del giorno aggiunte a parte.

Il menu risuta così composto.
Antipasti: inizio tradizionale di salumi nostrani, la polenta fritta con lo squacquerone, salsiccia appassita con bruschette di pane alle noci, polpettine dorate della nonna, radicchi di campo con pancetta croccante all'aceto balsamico. Proposte: tortino brisè ai porri con crema di rapa rossa, insalata di carciofi e patate tiepide, crudità di cavolo cappuccio, valeriana e noci.
Abbiamo provato le polpettine della nonna, che hanno attutito la salivazione dell'aspettativa sulle olive ascolane creata dal sito. Scherzi a parte, sono molto molto buone, sembra davvero il ripieno delle olive... otto polpettine, fritte alla perfezione e servite belle calde.
La polenta fritta con lo squacquerone è anche essa valida: sono gonfiottini di polenta serviti nel loro cartoccino e caldissimi. Buona la qualità del formaggio e servito in giusta proporzione, forse un terzo elemento come anche solo una inflazionata rucola, servirebbe per modulare meglio il sapore, a mio avviso un po' troppo bidimensionale con solo questi elementi nel piatto.

Primi piatti: i nostri tortellini in brodo di cappone, tagliatelle classiche alla bolognese, tortelloni con ricotta al "burro e oro", strette al condimento di gambuccio di prosciutto leggermente macchiate al pomodoro, lasagna tradizionale al forno (15 minuti di cottura).
Come proposte di menu tradizionale, ci siamo perfettamente; oltretutto i tortelloni burro e oro non si trovano spessissimo e il condimento di prosciutto macchiato di pomodoro ricorda quello classico che faceva mia nonna. La proposte del giorno sono: zuppa di farro al profumo di caffè, mezzelune farcite di fegato e grana gratinate al forno, paccheri con pomodorini, rucola e grattugiata di ricotta.
Ci ho riflettuto parecchio, è stata una decisione sofferta, ma non per la troppa scelta, per l'esatto contrario: se si esclude la cucina bolognese per i motivi sopradetti, abbiamo la zuppa di farro che faccio spesso a casa, il fegato non lo amo e i paccheri mi sembrano normale pasta secca che di norma non ordino mai quando mangio fuori. Non riesco a trovare nulla che mi vada e quindi passo ai secondi. La cosa poi andrà bene, perché il secondo sarà consistente quindi non risentirò dell'assenza del primo. Stessa cosa decidono mia moglie e la sorella, anche loro non particolarmente ispirate dalla carta.

Come proposte del giorno sui secondi abbiamo: petto di pollo al rosmarino e riduzione d'aceto (forse con un fucile spianato alle spalle riuscirei ad ordinare del petto di pollo da mangiare fuori casa, ospedale a parte), salsiccia grigliata con cipolla spadellata, lepre in salmì (questa molto invitante come proposta: sono stato molto indeciso). I secondi della carta invece comprendono: costata di manzo senz'osso ai ferri, sale grosso e rosmarino, ventaglio di bue al radicchio caramellato, pinoli ed aceto balsamico, stinco di maiale in tegame con pagliuzze di patate dorate, cotoletta petroniana (cotoletta glassata in tegame con prosciutto di Parma e scaglie di grana). Insalata dei Lords (questa è rimasta): valeriana, pomodori, patate arrosto, straccetti di carne e grana; "Composizione Vegetariana": insalata mista con orzo, sformatino di formaggio, caciotta fresca della collina e verdure ai ferri; Grigliata di verdure all'extravergine e formaggio fresco. Spiedo dei Lords (minimo per 2): 300g di bocconcini di carne di bue arrostita in griglia servita con patate al forno e verdure ai ferri.

L'indecisione è invece qui stata notevole fra la lepre, il ventaglio di bue e lo spiedo, ma alla fine io e mia moglie abbiamo optato per lo spiedo dei Lords ed è stata una buona scelta. Arriva un tagliere con sopra uno spiedo, di cui ci avevano chiesto anticipatamente la cottura desiderata: entrambi abbiamo confermato al sangue (essendo uno spiedo immagino sia complicato aver due cotture diverse, da prendere quindi solo se si condividono le stesse preferenze sul tipo di cottura, secondo me). Sotto lo spiedo, un letto consistente di patate, zucchine, qualche peperone, melanzane alla griglia e pane grigliato e condito con il sugo della carne. Molto buono. Cottura della carne giusta, buona la qualità.
La sorella della consorte prende lo stinco, molto bellino da vedere con le patate che lo ricoprono; l'ho assaggiato ed era tenero ma non particolarmente saporito - fra l'altro poco rosolato per i miei canoni - ed il sughetto sottostante era molto salato, tanto da farmi sospettare l'aggiunta di un qualche esaltatore di sapidità. Lo spiedo è sicuramente più coreografico.

Dolci: panna cotta al forno, torta di riso classica alla bolognese, la zuppa inglese della nonna (crema gialla tenera al cucchiaio, ciambella bagnata con poco liquore, servita con cioccolato liquido), cremino al cioccolato (budino cremoso con due cioccolati servito con crema di mascarpone), millefoglie e chantilly, gelato di crema con pere calde e babà, crostata dello chef (crostata di pasta sfoglia con nostra marmellata servita con crema alla vaniglia), mascarpone dei Lords. Il mascarpone è davvero buonissimo, morbido e vellutato con la salsa di cioccolato sopra ma non troppa da essere invadente e soprattutto senza evidente presenza di albumi crudi.
Il gelato di crema con le pere, è davvero buono: c'è un piccolo babà che un po' scompare nella ciotolina, appena si avverte e non aggiunge nulla al tutto, decorazione, a parte, ma è comunque valido come presenza di rum e spugnosità.

Esiste anche una "selezione di formaggi locali con piccoli assaggi di marmellate della nostra dispensa". Eventualmente anche frutta fresca o sciroppata. Commovente il coperto e servizio inclusi.

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