Bologna è sempre stata famosa per due caratteristi...

Recensione di del 09/04/2010

Osteria Bottega

41 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 41 €

Recensione

Bologna è sempre stata famosa per due caratteristiche: l’amabilità delle gentili bolognesi e la golosità della sua cucina. Per limiti di età, ormai costretto a concentrarmi sul secondo aspetto, posso riferire di un incontro veramente felice: l'Osteria Bottega.
Questo ristorantino minuscolo (poco più di trenta coperti) è vicino alla chiesa di Santa Caterina. Le costruzioni sembrano mediovali, ma la zona è poco trafficata e, se si è in auto, si può posteggiare facilmente. Altrimenti da Piazza Enzo l'autobus 20 porta a 50 metri dal locale. Non avendo trovato posto per la cena, abbiamo prenotato per il pranzo del giorno seguente.
L'accoglienza è cordiale, ci si sente graditi ospiti, tutti cercano di suggerirti quello che pensano ti possa fare piacere, quasi una gara nelle proposte.

Avevamo letto che i tortellini in brodo valevano il viaggio e così li abbiamo subito ordinati: tortellini perfetti, gustosi e ben cotti, il brodo ben sgrassato, forse un po' troppo leggero.
Mia moglie ha poi preso asparagi conditi con olio e granella di tuorlo di uovo sodo, in modo da poter aggiungere anche una deliziosa mezza porzione di culatello. Gli asparagi di Altedo erano gustosi e cotti alla perfezione, cioè appena scottati, secondo i gusti della mia compagna.
Merita menzionare che dietro il banco del bar, dentro a scomparti con ante di vetro e illuminati, fa bella mostra di se una collezione di culatelli da contemplare con golosa anticipazione.
Il mio secondo, buono e bello, è consistito di zucchine ripiene, contornate da minuscole polpettine in umido. A seguire, intanto che mia moglie attaccava il suo culatello, gentilmente mi hanno portato da assaggiare due polpettine di salsiccia cruda al pepe nero, tanto buone da piangere.
Abbiamo bevuto una bottiglia di un vino che prende il nome dal vitigno Pignoletto, vitigno autoctono dei colli bolognesi. Bianco paglierino, sapido, fresco: un buon vino.
In un impeto di nostalgia, a fine pasto abbiamo chiesto dell'Albana passito, io per meglio assaporare un assaggio di zuppa inglese (che dal conto è poi risultata offerta!). L’Albana scendeva così soave che, considerando che non dovevamo guidare, ne abbiamo fatto il bis.
I tavoli si presentano bene. I servizi sono minuscoli, ma ben tenuti.
Abbiamo speso 41 euro a testa. Vale il viaggio.

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