La facciata esterna principale di questo storico H...

Recensione di del 18/11/2005

Locanda Dello Sterlino

27 € Prezzo
6 Cucina
5 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 27 €

Recensione

La facciata esterna principale di questo storico Hotel-Ristorante da tre stelle, prospicente su via Murri, è gradevole e ben tenuta: le foto si possono anche vedere dal sito dove si nota anche la "lapide" che ricorda il fatto che in questo posto si fermò Goethe nel soggiorno a Bologna, quando scrisse Viaggio in Italia. E' una piccola nota di colore in un locale che si configura come una storica trattoria di quartiere.

L'entrata è unica e si accede direttamente in sala da pranzo. L'estetica, come ho già rilevato nella segnalazione precedente, è quella di una pizzeria vecchio stampo. I camerieri sono vestiti eleganti, strichetto incluso, ed è buffo questo contrasto con l'arredamento del locale.
Il servizio è solerte, gentile e cordiale.

Fanno anche la pizza, molto normale, su questo c'è ben poco da aggiungere: diciamo che è una pizza non malvagia e che rientra nella norma, ovviamente sottintendendo che è "normale" per Bologna.

L'impaginamento del menu è francamente orrendo: quei "cosi" marroncino, plastificati, piccolini, scritti sembra ancora con la macchina da scrivere, con le proposte del giorno separate dalle offerte più "canoniche", quindi nemmeno comodi da leggere.

Pizze a parte, l'offerta parte dagli antipasti: salumi, come nella norma.

Noi ci siamo concentrati sui primi: gramigna alla salsiccia.
Il condimento è corretto ma la pasta è "pasta secca": una "signora gramigna" alla salsiccia andrebbe fatta indubbiamente con pasta fresca all'uovo.
Le tagliatelle al ragù sono corrette: il ragù è abbondantemente tirato con il latte e il pomodoro è impercettibile. Rammento che questo è uno dei tanti modi possibili per un canonico ragù bolognese.
Ricordo che le lasagne prese la volta scorsa erano buone, ma questa volta ho voluto "sentire" anche i tortellini in brodo: il brodo non è male, un po' torbido, anche se dà l'idea del casalingo. I tortellini sono discreti, il sapore della pasta e la sua consistenza sono però predominanti; il ripieno scompare.

Visto che siamo in periodo, in menu è anche presente la petroniana con tartufo bianco, ossia la versione "lusso" della cotoletta alla bolognese, a 35 euro. La trippa ordinata dal tavolo vicino, non è in porzione esagerata ma ha un bell'aspetto.

Noi non riusciamo a rinunciare alla cotoletta alla bolognese, e questa è una delle migliori che ho mai mangiato. Per me è "comfort food", qualcosa che mangio dall'infanzia ed è un tradizionale, anche se non antico, piatto nostrano. Posso però capire che da altri possa esser considerato un "masagno pasticciato": cotoletta, con la sua bella doratura esterna, che viene diversa da quella milanese per via del pane emiliano che rende più dorata l'impanatura, e prosciutto crudo. Poi qui si diversifica: chi mette del formaggio che si fonde, chi, come in questo caso, della besciamella leggerissima con abbondante parmigiano. A volte gruyère, e diventa più tipo Salsa Mornay; qualcuno ci aggiunge una punta impercettibile di salsa di pomodoro e nella versione "lusso" della cotoletta bolognese o petroniana, il tartufo.
Come dicevamo, nel caso specifico, la cotoletta è molto buona, la besciamella con parmigiano perfetta, perchè tenuta più fluida.
Gli spinaci al burro si accompagnano splendidamente.

Sui dolci la nota "positivissima" è data dal fatto che nel pur deprecabile menu, vi sono elencati sotto anche i rispettivi ingredienti. Gelatina e vanillina mi fanno dunque fuggire lontano dalla panna cotta dato che non amo molto la panna cotta addensata, oltre a detestare la vanillina rispetto alla più genuina vaniglia.
Mi tuffo invece sul crème caramel che recita soltano: zucchero, uova e latte. Ed infatti è davvero molto buono.

Da segnalare nel conto la presenza di un primo in più perchè una "abbondante" gramigna alla salsiccia si è trasformata sulla carta in due primi, ma, sostanzialmente, non lo trovo scorretto: era davvero abbondante e lo preferisco a chi comunque ne mette giusto una cucchiaiata in più o non considera la richiesta.

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