Barbieri o non Barbieri?

Recensione di del 03/07/2017

Fourghetti

80 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 80 €

Recensione

Basta un nome ed un cognome, Bruno Barbieri, per far partire la cena con le aspettative altissime, viste le ben 7 stelle Michelin che lo chef bolognese si porta sulle spalle, fardello non da poco e soprattutto non da tutti.

E' a Bologna, nella sua città natale, che Bruno, un anno prima della mia visita, nel 2016, ha deciso di aprire Fourghetti, locale molto bello ed elegante da fuori, estremamente ricercato e prezioso all'interno. Peccato per il bel tavolo in marmo nero che però mi è risultato molto, troppo piccolo, soprattutto per tre persone, e che consentiva ben poco margine di movimento. Accolto da un personale di sala giovane e alle volte impacciato, esitante e superficiale, vengo fatto accomodare con gli amici nel tavolino (non mi sento di chiamarlo tavolo!) e decido di procedere con ordini dalla carta.

Di antipasto un frullato di melone con stracciatella di burrata e battuto di fiocco: piatto molto buono, nulla da dire.

Salto il primo e mi butto sul secondo, forse sbagliando la scelta: cartoccio di patate con intingolo di acciughe sott'olio di erbe e ventresca di tonno. Piatto stanco, privo di anima e personalità, e pensare che il costo è di 18€ fa veramente venire i brividi.

Il giudizio della cena torna sulla soglia della sufficienza grazie al dolce: cannoli alle mandorle con ricotta agli agrumi in un frullato di fragole e fiori di sambuco. Un Dolce con la "D" maiuscola, pulito, fresco, leggero, gustoso, di quelli che ne ordineresti in successione diversi piatti.

Mi permetto di caricare anche le foto, successivamente alle tre riguardanti i miei, dei piatti ordinati dai miei commensali. In ordine: battuto di pesce bianco con intingolo di pistacchi e aroma di taralli alle spezie; minestrone di frutta in brodo di camomilla con sorbetto al pompelmo rosa; ciotola di zuppa inglese; spaghetti di semola alla chitarra con le conchiglie e verdure croccanti all'olio di scalogno.

Ecco, quest'ultimo piatto è il vero disastro della serata: chi l'aveva ordinato, nel consumarlo, si è ritrovato in bocca un nocciolo di ciliegia. Un "piccolo" ma grave, gravissimo errore di distrazione, sintomatico di superficialità e disordine in cucina, dal momento che la ciliegia non era un ingrediente del piatto, e che avrebbe potuto avere gravi conseguenze sulla bocca dell'interessato. A questo sgradevole inconveniente il personale di sala, impreparato e sorpreso, ha provato a porre rimedio portando a tavola una ciotola di ciliegie, gesto quasi ironico che non è stato né simpatico né gradito. Bastava un leggero sconto sul conto finale, detta come va detta!

Molto spesso sono i dettagli a fare la differenza e queste disattenzioni mi spingono a sbilanciarmi verso un giudizio negativo, o per lo meno non all'altezza delle aspettative e del nome dello chef. Con un conto poi di 80€ a persona non mi sento affatto di consigliarlo e lo trovo abbastanza incoerente col format che Barbieri voleva proporre, ossia di un ristorante tradizionale rivisitato in chiave gourmet per tutte le tasche.

Con dispiacere devo dire che però non è così.

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