Gran carrello dei bolliti in un posto dove il tempo si è fermato

Recensione di del 14/06/2019

Da Bertino

34 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 34 €

Recensione

Pranzo dell’ufficio in quel di Bologna, la scelta cade su Bertino, famoso per I bolliti e per le tagliatelle, uno di questi posti che non solo sono storici, ma che alla spalle hanno una storia. Il padre, “Bertino” nel ‘41 abbandono il posto in Ducati, facendo prima il giardiniere per poifarsi assumere come apprendista cameriere al “pappagallo in brodo” ( altro pezzo di storia ) per poi aprire nel ‘57 la sua osteria in via Lame.

Arriviamo a piedi dalla Stazione in una classica giornata afosa Bolognese, si entra, si passa davanti alle marmitte della mitica Zuppa Inglese ed immediatamente si ritorna al ‘57, le pareti e pilastri rivestiti di legno, gli ambienti un pò bui da osteria, I mobili alle pareti per piatti e tovaglia, I quadretti in bianco e nero in alto, I tavoli quadrati con tovaglia e coprimacchie di cotone bianco. Nulla è cambiato, praticamente.

Che dire del Menu? Tradizione Bolognese al 100% con qualche contaminazione Romagnola, potresti recitarlo anche senza aprirlo se hai frequentato Bologna per qualche tempo.

Tortelloni, tortellini ( su richiesta con la panna, che si deve fare per campare, anche se quasi li prenderei per raccontarlo a Cesare Rossi ), gramigna con la salsiccia, paglia e fieno col prosciutto. Tanta roba in brodo, tortellini, passatelli, quadretti, taglioline, sarebbero da provare e mi pento di non averli provati. Next time. Dimenticavo, zuppa di verdure che sarà presa dalla collega vegana.

Sui secondi il carrello dei bolliti, il carrello degli arrosti, cotoletta alla bolognese ed alla milanese. Particolarmente interessante il carrello degli arrosti: prosciutto di Praga, vitello, capocollo di maiale, galatina di pollo con mortadella a parmigiano, contorno di mela e crema fritta dolce.

Carta dei vini minimal, orientata sull’Emilia Romagna con qualche divagazione extra regione, grande disponibilità sull’entry level e qualche prodotto di punta.

Romae ut romani, si sta in zona, pignoletto per iniziare ed un Sangiovese ovviamente Cesari per continuare, il Cà Grande Sangiovese Superiore per essere precisi.

Il Sangiovese è un classico dei classici, il vero Sangiovese dell’Emilia Romagna che conserva sempre la sua giusta spigolosità, con sensazioni di viola e Susina che si sprigionano al naso e una nota leggermente amarognola in bocca.

Il Pignoletto è della azienda Cinti, tanto carbonato, in bocca mandarino, dolce ma con una punta acida che ne disturba l’equilibrio.

Sui primi ci dividiamo, si prende un po’ di tutto con giusta soddisfazione, non assaggio e quindi non commento per me delle classiche Tagliatelle con Ragù alla Bolognese. Abbondante porzione, rifiuto ovviamente il Parmigiano di cui mi viene offerta una grattata al momento, pasta fatta in casa, poche uova come piace a me,  alta , rugosa, morbida in bocca. Ragù carico di verdure, buono ed avvolgente, forse un pelino troppo dolce.

Avevo detto che il carrello degli arrosti era interessante, però ero partito con l’idea che il caldo richiedeva un comportamento da veri uomini e quindi trascino molti colleghi verso il carrello dei bolliti!

Viene portato al tavolo, uno spettacolo di carrello, Lingua, manzo, testina,  Zampone, cotechino come tagli, fagioli in umido, friggione, cipolline in agrodolce, purè e salsa verde come accompagnamento! 

C’è poco da dire, il bollito qui lo sanno fare, è veramente di qualità. Particolarmente degni di nota lo zampone, carico di sapore e la testina, bella grassa e succosa tutta da succhiare ma ne il cotechino ne la lingua ne il manzo sfigurano. Bel carrello! Venendo ai condimenti il friggione è da segnalare, si tratta di una specie di stracotto preparato con cipolle e pomodori rosolati nello strutto, si sciolgono in bocca e danno morbidezza ulteriore alla carne. Molto buona anche la salsa verde, è molto liquida con l’olio in superficie ed il prezzemolo tritato grosso che si adagia sul fondo, molto diversa da quello che preparo io ma molto carica di sapore. Unica pecca il purè, poco soffice.

IL dolce sarebbe da saltare vista la quantità di calorie ingurgitata, ma quando ti propongono il semifreddo al mascarpone come puoi dire di no ? Porzione abbondante, buono è buono, non ne lascio traccia sul piatto.

Conto finale 34 Euro a testa per mangiare da scoppiare, sicuramente un conto che merita un plauso. Bilancio finale positivo, grande tradizione, grandi bolliti, da tornare per prendere qualcosa in brodo e provare il carrello degli arrosti.

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