Dopo diversi giorni passati a spalar neve per pote...

Recensione di del 08/02/2012

Al Cambio

85 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 85 €

Recensione

Dopo diversi giorni passati a spalar neve per poter uscire di casa, con le ossa doverosamente a pezzi e tutto il resto pure, decidiamo di concederci una gratificante sosta gastronomica atta a risollevarci il fisico e il morale.
L'unica meta disponibile come viabilità è Bologna per cui ci dirigiamo verso il capoluogo ad un indirizzo che da tanti viene dato come il migliore della città: il ristorante "Al Cambio" alla Dozza. Le strade principali sono pulite, troviamo il parcheggio proprio davanti all'ingresso. Fin qui tutto bene.
Si suona per entrare. Veniamo accolti con calore e gentilezza da un bolognesissimo cameriere che ci fa accomodare al tavolo. L'ambiente è curato, senza fronzoli, i tavoli alla giusta distanza con posate Sambonet e bei bicchieri.
Ci portano il menù e la carta dei vini. Scelta la successione dei piatti consulto la vasta carta enologica ma mi fermo quasi subito perchè vi trovo un vino di mia predilezione: il Soave "Contrada Salvarenza" della cantina Gini di Monteforte d'Alpone. L'annata è 2006 ma so che questo vino ha grande longevità per cui non ho dubbi.
Il cestino del pane offre focaccia, panini all'olio e ottimi grissini.
Ci portano una piccola entrata: pesce azzurro in carpione con cipolla che ben ci predispone al seguito.
L'antipasto è solo per me: gamberi rossi con olio di peperoni cruschi e chips di pane veramente buoni. Il Soave con i suoi sentori speziati comincia a farsi apprezzare. A Maura, che salta la portata, viene offerto come passatempo un'assaggio di mortadella Pasquini, pensiero molto gentile.
Eccoci ai primi. Paccheri ripieni di triglia con crema di broccoli e zafferano e peperoni secchi. Bella presentazione, pasta perfetta, ripieno morbido e saporito ben accompagnato dalla salsa e con un bel rinforzo dato dal peperone.
Non vi dico il vino che, rinvigorito dall'apertura, sopra la mediterraneità di questo piatto si esalta. Bene!
Al secondo si dividono le nostre strade: Maura continua con il pesce: branzino con quenelle di cavolfiore e composta di pomodori verdi, io aqnello con carciofi, millefoglie di patate e cipollotto brasato. Due piatti eseguiti perfettamente con ottime materie prime e cotture ideali. L'agnello in particolare è rosa, tenerissimo e gustoso, le verdure di contorno sono squisite. Il Soave resiste impavido anche su questo piatto di carne. Maura assicura che anche la sua pietanza è ad alto livello. Bene bene!
Il morale comincia a risollevarsi ma qualche doloretto post neve persiste ancora per cui cerchiamo di lenirlo con il dessert: per la "ragazza" crema di Lambrusco con gelato alla vaniglia e pera caramellata, per me formaggi con confetture e miele. La crema è fantastica, i formaggi, anche se un po' monocordi come stagionatura, piuttosto avanzata, sono di buona caratura. Ad accompagnare tutto ciò un eccellente moscato calabrese della cantina Viola, praticamente una spremuta di fichi secchi cotti in foglia di arancia. Bene bene bene!
Precaffè con crema di yogurt e lamponi e brutti ma buonissimi. Caffè, rum della Martinica 1999. A questo punto anche gli ultimi doloretti sono scomparsi, stiamo proprio bene.
Io sono nato praticamente in piazza Maggiore ma da molto tempo nutrivo per la ristorazione cittadina seri dubbi, troppo "que as magna ban" e poca consistenza. Al Cambio mi ha ridato un po' di fiducia sulla rinascita di una tradizione famosa nel modo. Alla prossima certa visita assaggeremo le specialità petroniane presenti in menù.
Il conto è stato di 170 € adeguato a quanto goduto.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.