Nelle mie trasferte di lavoro bolognesi, uno dei p...

Recensione di del 20/07/2011

Al Cambio

73 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 73 €

Recensione

Nelle mie trasferte di lavoro bolognesi, uno dei posti che mi mancava all’appello era "Al Cambio" e uno dei motivi è che se non hai l’auto, non è in una zona facilmente accessibile a piedi. Ad essere sinceri c’è una comoda fermata di autobus, ma la sera per andare a cena, non ci sono passaggi frequenti del bus e la zona sinceramente non è proprio attraente. Meglio quindi avere l’auto, tanto la si può parcheggiare nel loro spazio privato. Suoniamo il campanello e siamo fatti accomodare da uno dei due camerieri, i quali durante tutto l’arco della serata si sono dimostrati professionalmente perfetti, con quel mix di informalità e savoir faire che ti fanno sentire a proprio agio.
La sala è di tono moderno, senza eccessi forse nel complesso un po’ anonima, con tavoli giustamente distanziati, ben apparecchiati e la temperatura grazie all’aria condizionata era perfetta.

Ci arriva il menu insieme all’acqua e al cestino del pane comprendenti diversi tipi tutti fatti artigianalmente, nota di merito per i grissini.
Il menu ha la giusta quantità di piatti suddivisi equamente in proposte di carne e di pesce. Noi optiamo per un menu degustazione di cinque portate di pesce e diamo quindi completa carta bianca al cuoco, il quale uno dei miei colleghi già conosceva e ci ha convinti appunto ad affidarci alle sue mani.

Arriva l’appetizer composto da pesce azzurro in carpione con cipolla caramellata, ben gradito. Intanto scegliamo la prima bottiglia di vino da una lista molto ben fornita, infatti avrò quasi difficoltà a scegliere una buona etichetta per "colpa" di tanti nomi interessanti. I miei colleghi si affidano ai miei gusti e allora le mie voglie della serata sono orientate sul Friuli Venezia Giulia. Ho scelto un igt Flor di Uis 2007 Vie di Romans, azienda che conosco bene e difficilmente delude. Questo igt è composto da Malvasia istriana, Friulano e Riesling, un bel mix, buona potenza alcolica e grandi profumi.

Parte il menu degustazione e il primo piatto ad arrivare è il Tonno scottato con miele di agrumi. Ci arrivano tre fette di tonno ben cotto all’esterno e crudo all’interno, con qualche granello di sale grosso e alcune gocce di miele di agrumi, il tutto guarnito da una piccola insalatina. Buono.
Andiamo avanti con la Capasanta al parmigiano con panzanella di pomodori verdi. La capasanta è gratinata con il parmigiano e presentata accanto ad una quenelle di panzanella, dove se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, la panzanella è un po’ troppo acetosa, ma non disturberà la cena. Buono.
Il terzo antipasto è stato quello che ci ha convinto di più, ovvero Scampi croccanti con crema di cavolfiore. Gli scampi sono presentati all’interno di altrettante sottili fettine di pane tostato. La crema è piacevolmente dolce e alla fine come ho detto è stato l’antipasto più gradito.
Con il primo piatto cambiamo vino e andiamo su un Friulano in purezza Vigne Cinquant’anni di Vigne di Zamò altra azienda che apprezzo. Gran bel vinone questo, giusto per alzare il tiro e non calare.

Anche il primo piatto è all’altezza del vino e risulterà il migliore della serata. Spaghetti con bottarga di ricciola, pomodorini e limone candito. Ottimi gli spaghetti, la bottarga invece è fatta direttamente da loro, il piatto è perfettamente cremoso, ben servito con anche una leggera spolverata di pangrattato. Alla fine la scarpetta era dovuta. Ottimo.

Di secondo invece abbiamo l’ombrina con patata schiacciata al prezzemolo. L’ombrina anch’essa di ottima fattura è stata scottata e adagiata sopra una sorta di passato di patate al prezzemolo dove all’interno faceva buona figura un po’ di acciuga, tanto per rendere più vivace il piatto. Buono.

Concludiamo la serata con il dessert, gelato di ricotta, scaglie di cioccolato, scorzetta e salsa all’arancia. La ricotta con il cioccolato è un classico intramontabile, qui servito in versione gelato. Gli agrumi si accostano bene sia alla ricotta che al cioccolato, quindi nel complesso un gran bel dessert. Ottimo.
Ci prendiamo anche un bel caffè, della torrefazione Lelli servito in una tazzina ben calda, cosa non facilmente trovabile nei ristoranti. Insieme al caffè arrivano anche le coccole, così chiamate per chiudere in bellezza e comprendevano un biscotto di cocco e cioccolato e un bicchiere di crema di mascarpone al caffè, dal sapore nostalgico come quando a casa mi facevano l’uovo sbattuto con il caffè, vero e proprio tirami su.
Non ho il dettaglio del conto, ma il menu costava 53 euro a testa, le due bottiglie di vino una costava 33, l’altra 40 e con il caffè e acqua siamo arrivati a 292 euro. Rapporto qualità/prezzo corretto.
In conclusione lo chef Poggi è uno concreto, unisce bene la fantasia con la tecnica senza azzardare troppo. Ci tornerò volentieri per il menu di carne dopo aver visto ciò che di bello passava agli altri tavoli.

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