Il mio compleanno viene festeggiato con una cenett...

Recensione di del 12/06/2007

Osteria del Sass

75 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 75 €

Recensione

Il mio compleanno viene festeggiato con una cenetta romantica con mio marito: scegliamo l’Osteria del Sass a Besozzo (VA). La recensione sul Gambero Rosso è ottima, mentre la guida Michelin 2007 non lo menziona…vediamo chi ha ragione!

La location è accattivante: la casa vicino al faro di Besozzo è sapientemente ristrutturata e l’accoglienza è ottima. La verandina con tavoli a lume di candele e vista sulle collinette dei vicini laghi invoglia, ma il tempo non promette bene e quindi optiamo per l’interno. L’ambiente è intimo e il servizio attento, non invasivo e non banale.

Subito ci viene portato una entrée offerto così come un aperitivo: crema tiepida di cipolla con polpettina di baccalà.

La lista ci illumina sul tipo di ristorante: cucina creativa e di sperimentazione, senza una netta distinzione tra antipasti, primi e secondi ma secondo l’intensità dei sapori.

Il maitre ci consiglia il menu “Nelle mie mani” a 60 € di cinque portate più il dessert: mio marito sceglie quello, mentre io privilegio la carta.

Si parte con un ottimo sushi di Puglia, Veneto e Piemonte, cioè un tris di crudi con un vitello tonnato scomposto nei suoi elementi e due di pesce.

Si prosegue con capesante appena scottate con cilindro di zucchero caramellato con semi di sesamo ripieno di verdure di stagione (zucchine e peperoni e altro) con bicchierino di “gazzosa”: il piatto più estroso della serata, ma splendido negli abbinamenti.

Poi, arriva il pacchero a Milano, cioè un pacchero ripieno di osso buco, impanato e fritto accompagnato dal midollino e grattatina di scorza di limone: particolare e divertente.

Si prosegue con crema di asparagi con peperoncino, passion fruit, panna acida, crudo di dentice, ciccioli di pancetta e crostini.

Il quinto piatto consiste in una trenetta di grano duro, moscardini e vongole veraci, fondo bruno di tonno, prezzemolo e geleè agli agrumi: questo è il piatto dall’abbinamento più tradizionale, anche se reinterpretato con un tocco di fantasia per un risultato armonico.

Il sesto ed inaspettato piatto consiste in un trancetto di baccalà su una purea di patate, con bacon e chips di aglio cioè burro all’aglio raffreddato con l’azoto che si scioglie con il calore del piatto.

Io, invece, mangio una lasagnetta con crudo di crostacei, crema di burrata e finocchietto: il piatto risulta buono, ma non eccellente, forse un po’ “troppo “ e dall’abbinamento forse non del tutto riuscito.
Il secondo è il trancetto di baccalà, già descritto. Per dessert, un tripudio di assaggi che fanno felici le mie papille gustative: si parte con un estratto di lamponi, uno splendido tiramisù leggerissimo e re-interpretato, una creme brulè al cardamomo, una mousse alla fragole con pistacchi di Bronte e una spuma di champagne.

Il vino è un Pinot nero area Sud Tirol (due calici). Il caffè non viene accompagnato dalla pasticceria.

Per il menu, due piatti, un dessert, due calici di vino, due acque San Pellegrino, un caffè, il conto è di 110 € che rivela un buon rapporto qualità e prezzo.

A fine serata, ci intratteniamo con il maitre, proprietario del ristorante e lo chef: la conversazione cade ovviamente sull’esclusione dalla guida Michelin, a nostro parere assolutamente immeritata. Spero che l’Osteria del Sass possa rientrare a pieno titolo con anche una promozione, in quanto l’esperienza di ieri sera è stata del tutto soddisfacente, creativa e particolare con materie prime di altissima qualità: ciò che si desidera da una serata all’insegna della fantasia tradotta in cucina.

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