In giro per Bergamo Alta dopo aver soppesato varie...

Recensione di del 28/06/2008

Da Mimmo

36 € Prezzo
4 Cucina
6 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 36 €

Recensione

In giro per Bergamo Alta dopo aver soppesato varie possibilità per tentare di cenare qualcosa in loco, data l’ora tarda che ci vietava di allontanarci per cenare in qualche locale conosciuto ed apprezzato, approdiamo in questo ristorante pizzeria che si trova proprio percorrendo la passeggiata classica da turista.
Bello il palazzo che ospita il ristorante e caratteristico l’arredo degli interni.

Dopo una scortese ed interminabile attesa vicino alla cassa, in compagnia di una coppia di attempate persone indaffaratissime a battere conti ed a rispondere con monosillabi infastiditi alle nostre garbate richieste di cercare di capire cosa stessero aspettando per farci accomodare o, quantomeno, di prenderci minimamente in considerazione, veniamo “accompagnati” al giardino esterno dove veniamo finalmente fatti accomodare.

Il giardino è carino, ambiente confusionario in quanto i tavoli sono molto vicini tra loro (bisogna anche tenere conto anche che è un sabato sera) mise en place nella norma, a metà strada tra una pizzeria ed un ristorante.
Personalmente ho mangiato solo dei maccaroncini fatti a mano con provola, ricotta salata e melanzane fritte, porzione non abbondantissima però gustosa, i maccheroni erano fatti a mano e la cottura era al dente così come dovrebbe sempre essere.
Piatto riuscito anche se, a mio modestissimo parere, con questi ingredienti, sarebbe stato molto difficile sbagliarlo.

Ho poi assaggiato dagli altri commensali, eravamo in sei, qualche salume da un tagliere di salumi ordinato per antipasto, assolutamente senza infamia e senza lode, sicuramente non scadente ma altrettanto sicuramente non l’eccellenza della categoria e della carne (non ricordo bene ma doveva essere filetto di manzo), ottima, morbida e gustosa; da quanto si legge nel menu tutta la carne servita proviene esclusivamente da allevamenti locali, che doveva essere servita con ristretto di aceto balsamico ma che, sempre a mio modestissimo parere, era solamente guarnita e non con ristretto di aceto balsamico ma con la commerciale e già pronta glassa di aceto balsamico che si trova ormai in tutti i supermercati.
Menzione particolare vorrei fare, infine, ai “casonsei della bergamasca”, piatto tipico della tradizione culinaria bergamasca che si sostanzia in un raviolo ripieno a forma di caramella condito con burro fuso e pancetta.
Nella composizione del ripieno fondamentale è la carne di manzo tritata, per quanto riguarda, invece, gli altri ingredienti utilizzati si contano innumerevoli versioni diverse tra loro ognuna delle quali si vanta di essere l’originale.
Purtroppo anche per questa portata, della quale io sono un cultore, devo ripetere un po’ il leit motiv della recensione, sicuramente non sgradevoli ma sicuramente l’emblema di una cucina dozzinale, non ricercata e, soprattutto, una ricetta che è simbolo della tradizione culinaria e contadina delle massaie orobiche, con a fianco (nel menu) la dicitura “Bergamo... città dei mille sapori”, svilita ad una porzione di casoncelli di chiara finitura industriale e peraltro neanche delle migliori.

Abbiamo preso una bottiglia di vino bianco siciliano, buono, dei dolci che non ho assaggiato ma che all’apparenza non sembravano particolarmente attraenti, dei caffè ed una grappa.

Il conto è stato di 36 € a testa, anche se non è esemplificativo del costo medio di un pasto.
In conclusione mi scuso se c'è qualche inesattezza ma spero sia passato il senso di questa "recensione".



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