Pranzo a Bergamo e decido di provare finalmente qu...

Recensione di del 21/10/2010

Arti

56 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 56 €

Recensione

Pranzo a Bergamo e decido di provare finalmente questo ristorante che era uno dei pochi segnalati dalla mai troppo compianta guida Veronelli nella città bassa. Il ristorante dall’esterno è assolutamente poco evidente, ci si deve passare davanti e guardare con attenzione per accorgersi di cosa si tratta. Sulla strada c’è solo una vetrina di ghisa grigia con il menu e la serie di vetrofanie delle guide che la raccomandano, niente di più, nessuna insegna evidente, nessun artifizio per richiamare i passanti.
Grazie al mio ospite che è già stato lì scopro che quello sulla strada non è nemmeno l’ingresso, si deve entrare dal cancellone di fianco per accedere al cortile interno da dove si scopre che il ristorante si sviluppa ortogonalmente alla strada e quindi non è assolutamente angusto come la singola vetrina potrebbe far pensare. Qualche difficoltà per cercare l’entrata seminascosta sulla sinistra, sempre in metallo grigio, ed accediamo al locale dove ci vengono subito incontro.
L’accesso è su una anticamera che dà sul ristorante vero e proprio; veniamo fatti accomodare nella sala sulla destra, la più lontana dalla strada.
I tavoli sono ben spaziati, circa tre da quattro posti ed uno da otto posti, il pavimento è in parquet; i muri sono di un giallo chiaro con appesi quadri astratti, un ambiente con una sua purezza e semplicità che sembra fatto apposto per godere appieno l’esperienza gustativa senza troppe distrazioni.
Il nostro è un ampio tavolo tondo, con tovaglia in cotone color panna e tovaglioli in tinta, sottopiatto chiaro, calici per vino ed acqua ed un centrotavola in metallo con fiori.

Non c’è il menu da visionare, il nostro gentile ospite ci propone gli antipastini della casa, che accettiamo e poi una serie di primi fra cui entrambi scegliamo la zuppa di zucca.
Anche sul vino la carta non è disponibile ma alla domanda sulla disponibilità di mezze bottiglie ci viene risposto con qualche nome di pregio e la mia scelta va su uno Chardonnay Collio 09 di Felluga. Il vino viene correttamente aperto al tavolo e mi viene fatto assaggiare, scelta felice anche se la temperatura era forse troppo bassa. Il vino ci viene poi lasciato in un secchiello e sarà sempre cura del personale provvedere a rabboccare i nostri bicchieri ogni volta che risultassero quasi vuoti. Oltre il vino anche una bottiglia di Minerale San Pellegrino etichetta Missoni. Di accompagnamento ci portano intanto dei piccoli panini molto morbidi.

L’antipastino della casa erano circa sette portate in un bombardamento veloce di piatti in arrivo, non so se ho segnato tutto o se ho dimenticato di appuntare qualcosa.
Si è partiti con un tortino di topinanbur e patate con salmone. Un tortino scuro fatto con la verdura tagliata a piccoli spicchi e sovrastato dalla fetta di salmone, gusto un po' aspro non per tutti i palati ma interessante.
Segue una tagliata di pesce spada servita con un crackerino fatto in casa e alici marinate nell’arancia. Buona qualità il pesce spada che ben si abbinava al crackerino che era molto morbido, assolutamente azzeccato l’abbinamentoi fra alici e succo di arancia, accostamento azzardato ma sicuramente di successo.
Ci portano poi una seppia nella seppia, ovvero una seppia ripiena. Carni delicate, sapori non troppo calcati.
Fiori di zucchina ripieni di calamaro sono la pietanza successiva, un fiore di zucchina ripieno con il calamaro tritato e una verdura che non riesco ad individuare. Pietanza nel contempo delicata e saporita.
Fritto di triglia calamari e gambero, quasi un tempura, con una pastella di colore molto chiaro, veramente di ottima qualità.
Pesce con alga: confesso che non amo le alghe e quindi ho un ricordo vago di questa portata ed associato ad una totale mancanza di gusto ma probabilmente sono io ad essere prevenuto.
Per finire, se non ho dimenticato qualcosa, ci portano un bel cannolicchio, servito all’interno della propria conchiglia con una salsina verde, una ottima conclusione.
Volendo fare un bilancio direi un antipasto di qualità, con una buona presentazione, pesce ottimo e anche un certo livello di fantasia. Ha guastato un po’, paradossalmente per un pranzo di lavoro, la velocità con cui arrivavano a getto continuo le portate creandoti quasi un ansia dell’assaggio.

L’esperienza del primo riusciamo invece a godercela pienamente.
Crema di zucca con triglie e pinoli. Nella fondina la crema di zucca, di colore arancione chiaro in mezzo a cui spiccano le piccole trigliette rosso intenso disposte a raggiera e coperte ciascuna da una spruzzata di pinoli tagliati sottili. Due strisce di olio completano poi il tutto. La consistenza della crema di zucca è perfetta, nè troppo liquida nè troppo densa, il gusto ha anch’esso il giusto equilibrio fra il dolce della zucca e gli altri componenti. Le trigliette sono morbide e saporite e sono perfette accompagnata al sapore della zuppa di zucca. Un piatto veramente degno di nota, insomma.

Mentre ordiniamo il dolce ci portano dei piccoli bicchierini con una spuma di yogurt e lamponi, squisita e soprattutto ben lavorata.
Sorbetto al geranio, sono tre petali bianchi su piatto di vetro, sapore molto particolare.
Mousse di marroni, un piatto tondo con diverse interpretazioni, un biscotto rotondo con la mousse al di sopra, due bisquit ripieni della mousse, varie palline distribuite nel piatto, il tutto legato da una buona salsa alla vaniglia. Spettacolare, avrei fatto veramente il bis, la mousse era una gioia al palato, un sapore diverso dal solito e perfetto per noi golosi.
Ci portano anche della piccola pasticceria su un trespolo in peltro slanciato ma siamo troppo pieni per mangiarla, per quanto invitante sia.
Un buon caffè ed il conto, 111 euro, forse più da Milano che da Bergamo e che fa sì che non ci si possa tornare con un’alta frequenza.

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