L'osteria San Giulio alla Badia di Dulzago, frazio...

Recensione di del 23/11/2006

Osteria San Giulio

27 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 27 €

Recensione

L'osteria San Giulio alla Badia di Dulzago, frazione di Bellinzago Novarese, è un locale storico piuttosto noto nella zona, dove si possono gustare ricette tipiche novaresi con la certezza di mangiare piatti genuini e con un buon rapporto qualità-prezzo.

Prenotiamo al pomeriggio per la sera di giovedì 23 e arriviamo verso le 20:45 in questo antico complesso abbaziale, poi trasformato in corte agricola nel Cinquecento. Il luogo è semi-disabitato, assai silenzioso, circondato dai campi di mais e di riso.
Si può posteggiare l'auto all'interno della badia, proprio in prossimità del locale. L'ambientazione fa tornare indietro di qualche decennio con la memoria.

L'atmosfera è contadina, il locale non è elegante ma è gradevole nella sua rusticità.
All'ingresso il bancone del bar, sempre presente nelle vecchie trattorie, precede le tre salette in stile campagnolo con i tipici pavimenti a rombi colorati delle case di una volta, i tavoli di legno e le sedie impagliate, le pareti perlinate su cui sono appese vecchie stampe fotografiche.
Su un piccolo scaffale sono esposte le bottiglie di vino, per lo più vini rossi delle Colline Novaresi e del Monferrato.

Ci accoglie il proprietario e ci accomodiamo nella prima sala; il locale è abbastanza pieno per essere un giovedì e questo mi rassicura sulla qualità: alla Badia di Dulzago bisogna andarci apposta.
Una vecchia lavagna basculante di ardesia conferisce alla sala un'aria un po’ deamicisiana. Il mio sguardo, non so perché, si è fissato lì sopra molte volte, mentre alcuni ricordi sepolti riaffioravano.

Ma veniamo alla cena.
Sui tavoli tovaglie di cotone gialle, due piccoli calici per acqua e vino, posateria comune, un cestino con pane fresco e grissini industriali.

Il proprietario, con fare cortese, ci elenca a voce sia il menu sia i vini dei quali purtroppo non esiste una carta. Nonostante i piatti scelti esigessero soprattutto il rosso, noi, amanti del bianco, abbiamo optato per una bottiglia di Pinot nero dell'Oltrepò Pavese, La Torre.
Il vino ci viene portato già aperto al tavolo. Lo versiamo e ci accorgiamo che sa di tappo. Ci viene prontamente cambiato, senza discussioni e con fare sempre gentile.
I bicchieri sono un po’ piccoli: consiglierei ai proprietari di acquistare dei calici più ampi per il vino.

Partiamo con un antipasto per due:
- salam d'la duja, fidighin (salame di fegato di maiale), salame d'asino, terrina di fegatelli di volatili, prosciutto crudo della Val Vigezzo: tutti abbastanza buoni;
- cipolline all'aceto balsamico, funghetti sott'olio(non porcini): più che buoni;
- fagioli in insalata, polenta con fonduta: ordinari.

I primi.
- Paniscia alla novarese. Servita in una terrina in quantità abbondante, alla vista è molto invitante ma purtroppo in bocca non mantiene le promesse. Rispetto ad altre paniscie mangiate in zona l'ho trovata un po' povera di salame-cotica-fagioli e troppo sbilanciata verso le verdure (era carichissima di piselli e carote, ma aveva poca verza). Voto, a malincuore, 6.
- Agnolotti ripieni di carne al sugo d'arrosto. Grossi agnolotti fatti in casa, gradevoli, ma non eccezionali. Si percepiva molto il sapore del burro fuso. Voto 6.

I secondi.
- Lumache in umido con prezzemolo e aglio. Lumachine gustose, con un condimento piuttosto forte. Voto 6+.
- Lombata di maiale e salsiccia cotta nel sugo di cipolline. La carne era un po’ asciutta (ma è una prerogativa della lombata) mentre il condimento era molto saporito e piacevole. Poca salsiccia anche qui. Il profumo era un sapore antico, quello che sentivo provenire dalla cucina la domenica mattina quando mia madre era ai fornelli per il "pranzo importante". Voto 7.

Contorno di patate novelle e carote al burro: nella norma.

Più che sazi non abbiamo preso il dolce.

Le porzioni sono decisamente abbondanti, non siamo affatto riusciti a terminare tutto.
Ho espresso un giudizio abbastanza uniforme su tutti i piatti, che erano buoni nella loro semplicità -non c'è che dire - ben preparati, sicuramente territoriali, con buone materie prime. Ma nessuno di essi mi ha trasmesso sensazioni particolari.

Il servizio è premuroso e piuttosto rapido. Una pecca: in bagno mancava il sapone per le mani.

Il conto ci viene portato su scontrino globale dove non erano dettagliati i prezzi dei singoli piatti: un antipasto, due primi, due secondi con contorno, una bottiglia di acqua Vigezzo, una bottiglia di vino, un caffè: 55 euro.

E' un buon rapporto qualità prezzo. Comunque tre portate sono eccessive, non si riesce a finire tutto, quindi si può mangiare abbastanza bene spendendo anche meno di 27 euro a testa.
Ci torneremo per provare gli altri piatti.

Prima di recarvi in questo posto, consiglierei vivamente di dare un'occhiata al bellissimo sito www.badiadidulzago.it, dove troverete tutte le informazioni sulla storia di questo borgo e sull'epica fagiolata dell'ultima domenica di gennaio.
E poi non perdetevi il sarcofago romano usato come abbeveratoio nelle antiche scuderie!

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.