Cucina di sperimentazioni, bonus per la cantina ed i dolci

Recensione di del 30/06/2019

Blend 4

41 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 41 €

Recensione

Partiamo da due storie parallele, c’era questa Trattoria del MonteAllegro che vedevo alla rotonda ogni volta che tornavo da Varese e che emanava good vibes a mille e di cui però non sentivo parlare da nessuna parte ma che le good vibes mi spingevano a visitare. E c’era questo Bend4 ad Azzate di cui l’amico Alberto continuava a parlarmi e che non riuscivo ad inquadrare nel contesto del paese. E ci fu Lunedì in cui cercando un locale aperto in zona finisco sul sito del Blend4 dove campeggia la foto della Trattoria del MonteAllegro che mi fa capire che le due identità si sovrapponevano. Quel Lunedì non siamo poi andati al Blend4 a favore di un altro locale in zona con un menù più easy per i ragazzi e la moglie. Ma ci si era ripromessi di ritornarci e questa Domenica l’occasione si è presentata e partiamo tutti e quattro con la Panda 4x4 della moglie ed un figlio stremato da dodici ore di gara sotto il sole con 38 di febbre ( ma squadra che sale terza in ranking nazionale ).

Solo l’imbarazzo della scelta per il parcheggio, la bellissima facciata rosa/ocra con la scritta a caratteri di inizi secolo, mensole con bottiglie, la porta vetri con montanti in ghisa anni 60, bello.

Entrati si è accolti dal bancone con l’immensa vetrata che da sulla cucina e ci si sposta sulla destra nella saletta dove ci accomodiamo. Classica casa a muri portanti della zona, molto ma molto ben ristrutturata con l'inserimento di tocchi di modernità che la valorizzano. Muri chiari, pavimento a toni sfumati color bronzo, una bellissima credenza bianca sul fondo, enormi lampadari cubici in tessuto che pendono dal soffitto. Ed in fondo, oltre un vano porta, si intravvede la cantina con tante belle bottiglie.

Tavoli con intelaiatura in metallo e piano in legno chiaro grezzo, sedie stile anni 60 in plastica con gambe in legno e tubi neri intrecciati, tovagliette rettangolari poste a croce, sottopiatti in legno pesante zigrinato marrone e bicchieri per l’acqua in tono.

Veniamo al menù, quattro proposte di affinati che ricordano l’anima toscana del locale, quattro antipasti, quattro primi e quattro secondi equamente divisi fra carne e pesce, la “ciccia” ovvero la Bistecca alla Fiorentina frollata 30/40 giorni. Abbinamenti molto particolari, coraggiosi, tipicamente con l’ingrediente pricipale della tradizione italiana e condimenti presi dalla cucina tradizionale, spesso orientale. Interessante ma non per tutti i palati

Carta dei vini presentata su Ipad, soluzione molto funzionale ma un po' fredda ( a mio ristretto parere ) ma veramente degna di pregio. Prima nota quella dell’incipit dedicato ai “Vini Scaduti”, bottiglie che per l’età dovrebbero aver superato il punto ottimale ma che sono ancora pienamente godibili anche se da palati predisposti, si parla di bianche di vent’anni e rossi di 40 di vitigni o zone tipicamente non portati al lungo invecchiamento. Esperimento da provare in una prossima visita. Si passa poi alle bolle, tanta Franciacorta e Trentino ma anche Alta Langa ( altro Bonus ) ed Emilia Romagna, molto ben costruita. A seguire pagine e pagine prima di Bianche e poi di Rossi, posso solo dire che la scelta delle case è Illuminata, una signora carta dei vini!

Stasera posso bere, non guido, potrei anche prendere una bottiglia, ma decido di rivolgermi ai vini al calice per variare un po’. Varietà’ interessante, una decina di proposte entry level ( sui 5/6 euro a calice ) equamente divisa fra bolle, bianchi e rossi, ed i vini di pregio con prezzi dai dieci ai 23euro al bicchiere con due bianchi, il Barolo Castiglione Vietti, l’Amarone Allegrini ed il Brunello Poggio di Sotto e qualcosa di Francese. Ottima qualità delle proposte anche se quasi tutti nomi conosciuti. Plauso e menzione speciale, non è facile trovare una buona proposta al bicchiere e questo va a loro favore. Tante bottiglie aperte vuol dire un buon metodo di conservazione, i vini hanno un enorme dosatore che viene applicato dopo l’apertura e garantisce la conservazione delle qualità organolettiche. 

 unico inconveniente: il dosatore fa uscire il vino in un rivolo molto sottile e. lento che rende l’operazione di mescita abbastanza snervante, sicuramente preserverà le caratteristiche organolettiche ma fa abbastanza scappare la pazienza.

Arrivano subito anche pezzi di Focaccia agliata, fette pane, e buoni grissini artigianali estremamente friabili.

Ordino subito un Primo vino tanto per gradire, farà praticamente da aperitivo, si va in Umbria, Bianco delle Regine della casa Castello delle Regine. Vino che non conoscevo, Un assemblaggio di Chardonnay e Sauvignon, Molto secco, minerale, si sente molto lo lo Chardonnay all’inizio e poi emerge il Sauvignon, sensazioni di  miele, foglia di pomodoro, agrumi. Buono ma stasera vogliamo di più!

Arriva intanto una piccola entree. Una acciuga servita con delle gocce di salsa verde ed una piccola cialda. Acciuga ottima, molto forte, salsa verde che è un’emulsione perfetta, molto buona anche se purtroppo i ragazzi non gradiscono.

Per il figlio maggiore una misto di salumi toscani affinati nel loro grottino, una finocchiona fuori dalla norma, molto elegante, un buon crudo toscano al coltello, lardo, salame cotto, tutti di pregevole qualità e che io e la moglie dobbiamo finire causa KO di chi l’ha ordinato.

Per il figlio minore una Guancia di manzo brasata, cavolo rapa, mirtillo e timo. Bella presentazione, la guancia in un pezzo solo sormontata da fette di cavolo rapa e contornata da spicchi di purè. Guancia si taglia con la forchetta, carica di sapore mischiata al sugo, altrimenti resta un pò anonima ed asciutta; crema molto buona ed abbinamneto coi mirtilli azzeccato.

La moglie prende dei Tortelli di pecorino, asparagi e tuorlo marinato, bella presentazione, sei tortelli disposti a raggiera, divisi da una punto di asparago e sormontati da un pezzo di gambo, spruzzati con la polvere di tuorlo d’uovo. L’Asparago è crudo ma morbido, la consistenza della pasta e del ripieno è perfetta, la moglie li giudica buonissimi

Per me Linguine Gerardo di Nola, mantecate al riccio di mare e peperoncino, stracciatella e gamberi rossi a crudo. Bello a vedersi, linguine arrotolate, avvolte dal riccio, coperte da una stracciatella spumosa e sormontate dai gamberi. Pasta molto ma molto al dente, ottima combinazioni di sapori con la stracciatella che smorza il riccio ed accompagna dei gamberi freschissimi.

Sopra le linguine ci bevo il primo dei pezzi forti delle proposte al calice: Villa Bucci 

Riserva 2014, la massima espressione del Verdicchio, probabilmente. Pesca noce che predomina come sensazione, molto minerale, tante note balsamiche con un finale secco.

Rimanendo sui miei piatti, di secondo prendo un Luccioperca al forno, salsa teriaki al balsamico e Pak-Choi. Luccioperca di discrete dimensioni a giudicare dal filetto, un pettine di salsa e diversi Pak-Choi. Il Luccioperca non sarebbe un pesce da fare al forno, risulta molto morbido ma troppo delicato se cucinato così, l’idea del Pak-Cioi è interessante perché aggiunge sapore e croccantezza alla preparazione ed anche la salsa risulta un ottimo abbinamento. Piatto approvato anche da un purista dei pesci di lago come me.

Sul pesce ci bevo il secondo dei pezzi forti, un Gewurtztraminer Lunare 2015 di Tramin: Grande eleganza, fiori, camomilla, albicocche acerbe, erba, in bocca tanto miele e pesche con evidenti note balsamiche. 

L’altro secondo lo prende il figlio minore che è in serata carnivora : un Controfiletto di manzo, pastinaca, arachidi e ristretto di barbabietole. Bella presentazione, parallelepipedi sparsi di carne appoggiati su baffi di pastinaca, coperti di sughetto e polvere di arachidi con il ristretto di barbabietole che tempesta il piatto. Anche qui accostamenti particolari ma molto riusciti, mai avrei detto che le arachidi sulla carne sarebbero state bene, ottima la pastinaca che dona morbidezza ed eleganza, perfetto il contrasto con il dolce della barbabietola.

Dolci senza figli, uno è definitivamente crollato per la febbre, l’altro è più che sazio.

La moglie prende una Zuppetta fredda al rabarbaro, frolla, gelato alla vaniglia e limone candito. Una vera e propria zuppa fatta con le fibre del rabarbaro, quasi gelatinosa, con due isole, una fatta dal gelato e l’altra dal cerchio di pastafrolla su sui è appoggiato li limone candito. Buona, veramente veramente buona, equilibrata, il rabarbaro si sente ma senza esagerare, l’accostamento fra i diversi gusti perfetto.

Io invece prendo uno Zabaioncino ghiacciato all'albicocca, crumble di frutta secca e blu Curaçao. Repetita iuvant, bella presentazione, i cubotti di zabaioni appoggiati sul crumble e decorati con dei dobloni di gelatina blu, molto ma molto anni ottanta. Belli i contrasti fra le diverse morbidezze, lo zabaioncino bello “pieno”, il crumble croccante, le gelatine morbide. L’albicocca si percepisce solo in sottofondo, ottimo l’abbinamento con il crumble di frutta, intrigante il sapore della gelatina di Curaçao. Non a livello della zuppetta ma comunque molto buono. Direi che i dolci possono a questo punto definirsi uno dei loro cavalli di battaglia.

Conto finale 41 Euro a testa , il giusto considerato che da un lato  il sottoscritto si è   bevuto 25 euro di vino ma che dall’altro uno dei ragazzi, causa febbrone, si è preso solo un antipasto.

Giudizio finale sicuramente molto positivo, bell’ambiente moderno ed elegante?ottima carta dei vino con un bonus per la scelta al calice, elaborazioni estremamente interessanti , innovative e ben riuscite. Magari cucina non facile e per tutti, per le sete dove si vuole uscite dai soliti binari.

Dimenticavo di citare i dolci, vale la pena di tornare solo per quello.

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