Questa domenica sera abbiamo deciso di provare que...

Recensione di del 18/06/2006

La Filanda

38 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Questa domenica sera abbiamo deciso di provare questo nuovo ristorante aperto da poche settimane. È stato ricavato al primo piano di una vecchia filanda ora riconvertita in centro commerciale, posta all'ingresso del paese prima del ponte sul Chiese sulla destra. Prenotiamo perché già una volta ci siamo presentati senza appuntamento e non abbiamo trovato posto.

Si entra attraverso una porta scorrevole in un ambiente di gusto moderno e dettato dal design, se vogliamo possiamo definirlo trendy, per quanto nella bassa mantovana le tendenze arrivino quando altrove è già tradizione. C'è caldo e decidiamo così di cenare in terrazza, dove i tavoli sono protetti da grandi ombreggi sostenuti da steli in legno snodabili, particolari in acciaio e tutto quanto serve a proseguire l'atmosfera interna, peccato che ci siano delle fioriere di gerani in plastica similcotto che proprio non ci azzeccano, comunque siamo qui a mangiare e perciò ci concentriamo sul menu, non dopo aver notato il tavolo con striscia similtovaglia e apparecchiatura d'ordinanza.

Con le liste ci servono un aperitivo, uno spumante rosé, non ricordo la casa.
Nella lista scegliamo come antipasti code di gambero con cuori di carciofi e timo, ingredienti saltati in padella, discreto piatto, ma i gamberi non ci sono sembrati freschissimi, e sashimi mix, che a dispetto del nome, altro non erano che tre carpacci di tonno, spada e persico serviti con una vinaigrette aromatizzata al mirtillo: aldilà delle pretese nel nome il piatto se la cava.
Sui primi la mia ragazza opta per dei gnocchetti con crema di scampi e uova di arringa, mangiabili, ma la panna della crema sovrastava troppo i sapori, e tagliolini all'uovo con vellutata di zucchine e gamberi, decisamente migliori e più leggeri.
Per secondo tonno in crosta di sesamo su pomodori secchi e mostarda di pomodori verdi per entrambi, piatto dove tutti gli ingredienti avevano una loro dignità, tranne che per il tonno in un taglio troppo sottile.

Da bere acqua frizzante e uno Chardonnay di Alastro da 16 €, senza infamia e senza lode. Conto finale di 76 €, non esageratamente caro, forse perché aperto da poco, ma non mi ha soddisfatto appieno, il menu ci potrebbe anche essere, ma mancano gli ingredienti di base per distinguersi. Sembra un locale dedicato più a chi vuol apparire che non alla sostanza della gastronomia, niente di male, ma non fa per me, e anche fosse si può trovare di meglio. Si salva il servizio, svolto in maniera gentile, sentendosi sempre ben assistiti.

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