È proprio vero che c’è una prima volta per tutto! ...

Recensione di del 16/01/2012

Le Vigneron

55 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

È proprio vero che c’è una prima volta per tutto! Sono stato a cena all’Inferno: può sembrare una cosa da non augurare a nessuno invece, in questo caso, ve lo auguro di cuore.
Scherzi a parte: il ristorante Le Vigneron ad Arvier sorge nel cuore della sottozona Enfer d’Arvier della DOC Valle d’Aosta, all’interno di una costruzione in stile contornata dai vigneti. All’interno il locale, articolato su tre livelli, è rustico ma elegante e comunica immediatamente una sensazione di calore e ospitalità confermata subito dopo dal sorriso di Sara, la giovane titolare di origine bretone. Il servizio, professionale ma nel contempo famigliare, riserva particolare attenzione ai vini e alla descrizione dei piatti.

La cena inizia con una terrina di fagiano ai pistacchi con insalatine e pan brioche “à la fleur de sel” tartinato al foie gras: piatto ricco di sapori e profumi tra loro in perfetto equilibrio così come le sensazioni tattili di croccantezza e grassezza dovute da un lato al pan brioche e dall’altro alla presenza del foie gras. In abbinamento un flûte di Avalanche, uno spumante brut metodo classico prodotto dalla Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle ottenuto da uve prié blanc in purezza provenienti dai vigneti più alti d’Europa. È un prodotto caratterizzato da un bel perlage fine e persistente, grande freschezza, che equilibra così il residuo zuccherino, e profumi di frutta bianca, quali pera e mela.

A seguire riso Carnaroli sfumato al Blanc de Morgex con cavolo verza, fontina e profumo di cannella: ottima la cottura e molto piacevoli i profumi derivanti da fontina e cannella; il Blanc de Morgex dona infine l’acidità necessaria per mantenere il tutto in armonia. A questo piatto è stato abbinato un Enfer d’Arvier ottenuto con uve petit rouge per almeno l’85% della Cooperative de l’Enfer. Ottimo rosso, di buon corpo, freschezza e struttura con marcati sentori di piccola frutta rossa, vaniglia e note terziarie di cacao e tabacco.

Come secondo Sara ci ha proposto un filetto di vitello alla pietra con riduzione al “Clos” de l’Enfer e polentina rustica al bleu d’Aosta, un formaggio vaccino erborinato tipico della Valle. Carne tenera, gustosa e succulenta con una corretta cottura al sangue. Ad un piatto di carne di tale struttura non poteva che essere abbinato un vino di corpo e grande complessità quale il “Clos” de l’Enfer (usato peraltro anche nella riduzione della carne) ottenuto sempre da uve petit rouge provenienti da un cru (il Clos, appunto) caratterizzata da elevate temperature estive. Vino di corpo, con tannini molto evidenti ma eleganti, al naso sprigiona un profumo intenso e complesso di frutta rossa, vaniglia e spezie.

La cena si conclude con la tarte tatin con gelato alla vaniglia e crema inglese al caramello che ci lascia, sazi e soddisfatti, con la bocca pulita e persistenti note di vaniglia e caramello. Al dessert è stato abbinato un sidro di produzione valdostana (il Maley di Gianluca Telloli) in cui, alle consuete note di mela, si affiancano evidenti e piacevoli profumi di pera.

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