Curiosi come siamo decidiamo di recarci a cena in ...

Recensione di del 08/09/2011

Belvedere

33 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Curiosi come siamo decidiamo di recarci a cena in questo storico locale nei pressi di Arona, sul colle di S. Carlo, proprio a due passi dalla celeberrrima statua del S. Carlone. Il locale, dopo un lungo periodo di chiusura è stato riaperto dagli stessi proprietari di un ristorante che si trova qualche chilometro più in collina, il Vecchio Glicine. Infatti sull'intestazione della ricevuta fiscale il nome attuale è "Glicine al lago". Penso che gli aronesi continueranno a chiamarlo Belvedere, anche perchè la vista che si gode dall'ampia terrazza è veramente spettacolare e niente è meglio che cenare qui nelle calde serate estive, dove spira sempre un po' di brezza e gli occhi si riempono del blu del nostro lago. Siamo in tre, tutta la famiglia riunita e veramente ben disposti in quanto stasera abbiamo tutti un bell'appetito. Il parcheggio è davvero comodissimo, perlomeno di sera quando il piazzale antistante la Statua è quasi deserto e non più a pagamento. Probabilmente a mezzodì non sarà lo stesso. Entriamo e rimaniamo stupiti dal bel rimordenamento del locale: da posto quasi di campagna, si è trasformato in un locale elegante, tutto è stato rifatto, rimane per fortuna all'esterno l'enorme albero che dà frescura agli avventori nelle giornate di afa. L'interno è gradevole e accogliente, con molto rosa che dona all'incarnato delle signore!
Veniamo fatti accomodare in veranda (a fianco c'è la grande sala) e il gentile gestore, dopo che una sbrigativa ma cortese ragazza ci ha portato menu e acqua, viene al tavolo e ci offre delle bollicine, molto gradite. Non solo. Ci porta anche del gaspacho freddo da gustare con dei crostini come appetizer e poi da una grande forma di Lodigiano ci gratta su un piatto una certa quantità di "raspadura". Ottimo inizio, il grana è eccellente, mi è un po' meno gradito il gaspacho, ma non fa testo perchè a me non piacciono i cetrioli. I vini hanno ricarichi abbastanza onesti, decidiamo per un Refosco dal peduncolo rosso, molto dignitoso, e dell'acqua minerale.
Le proposte in carta sono svariate e stuzzicanti, mio figlio decide per il lardo di Colonnata, mio marito del carpaccio all'albese con tartufo, per me carpione di pesce di lago. Arrivano le portate e sono davvero così generose che riusciamo ad assaggiare in modo consistente tutte e tre le portate. Tutto davvero buono e abbondante.
Golosi come siamo al momento della comanda abbiamo scelto gli agnolotti del plin, per me e Roberto al sugo di funghi come da menù, mio figlio invece li vuole al burro e salvia e naturalmente lo accontentano. L'aspettativa è alta, lo è sempre per noi che siamo golosissimi di ravioli, agnolotti, tortellini ecc. purtroppo invece il ripieno è dozzinale, i funghi sembrano quelli conservati nelle scatole di latta, insomma non siamo molto contenti. Peccato, eravamo partiti così bene.
A un dolcetto mio figlio non rinuncia e prende un tortino caldo al cioccolato di buona fattura. Per noi un Fernet e un limoncello. Con un'altra bottiglia di acqua il conto è di 100 euro tondi. Sicuramente ci capiterà di ritornare, siamo del posto e occasioni ne avremo sicuramente ancora, poi il posto ha una location talmente bella che sarà impossibile sottrarsi al suo fascino.

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