Festeggiamo i compleanni di mia moglie ( il 12) e ...

Recensione di del 15/07/2007

La Zucca

66 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 66 €

Recensione

Festeggiamo i compleanni di mia moglie ( il 12) e quello di un amico (il 18) concedendoci una gita domenicale in questo ristorante ubicato sulla sponda meno conosciuta del lago d’Orta sulla strada che passando per il passo della Colma mette in comunicazione la valle del Cusio con la Valsesia.
Un po’ di coda in autostrada, un classico per chi si sposta di domenica verso i laghi, ci fa arrivare con un po’ di fiatone a Pella, sul lago, dove questi amici hanno una piccola casa per le vacanze. Li recuperiamo velocemente e ci dirigiamo verso la nostra meta. La giornata e’ calda e bellissima e non perdiamo l’occasione, nonostante un poco di ritardo, di fermarci al belvedere di Alzo per ammirare il lago d’Orta nella sua splendida cornice.

Chiacchierando come al solito senza soste, imbocchiamo la strada per il passo della Colma, non rendendoci conto che la stessa è chiusa per la disputa del Rally dei 111 minuti. Ce ne accorgiamo soltanto quando qualcuno di questi sciamannati, per fortuna in un tratto di trasferimento anziché in una Prova Speciale, ci passano a velocità tripla rispetto alla nostra. Un agente di Polizia, ci ferma sbigottito quando siamo ormai a poche centinaia di metri dal Ristorante e una volta verificate le nostre buone intenzioni ci invita a fare prudenza e ci lascia fortunatamente andare senza crearci problemi.

Il ristorante è ubicato in una sorta di chalet in legno e muratura in uno dei tornanti che portano al passo. Il parcheggio è tutto per noi che siamo gli unici avventori proprio per via della chiusura della strada.

L’interno è giocato sui toni marrone del legno e giallo. Apparecchiatura senza fronzoli, un paio di bei cesti di pane e bellissimi bicchieri di Bormioli ampi e dal finissimo stelo a completare la tavola. Ci sediamo ad un tavolo rettangolare, sufficientemente ampio sopra comode sedie e siamo pronti per partire.

Mia figlia decide di non prendere antipasto, noi, al contrario ce ne divideremo un paio.

Due “Tortini di porro con una fonduta di toma” , gradevolissimi e delicati.

Dalla cantina, sceglieremo una Nosiola 2005 di Pojer & Sandri e un Lessona del 2001 di cui non ricordo il produttore. Fresco e delicato il bianco e dignitosissimo il rosso locale.

Proseguiamo con “Tortelli di capretto” per mia figlia e gli altri commensali, “Tagliatelle di zucca con prosciutto, amaretti e cannella” per mia moglie e “Gnocchi di spinaci selvatici con fonduta di Bettelmatt” per me. Spero di ricordare correttamente i piatti, ma, essendomi dimenticato di portarmi via il menu, sicuramente non sarò precisissimo.
Buoni i miei gnocchi, e altrettanto i ravioli di capretto che assaggio per dovere di cronaca, e gradevolissime le tagliatelle,dove le spezie e la componente dolce della cannella,, graditissima da mia moglie, la fanno da padrone.

Per secondo, tranne mia moglie che prenderà del “Filetto di maialino con salsa alla senape” giudicato buono ci orientiamo verso delle “Coscette di quaglia con tortino di riso croccante” , buone, ma non indimenticabili.

Indimenticabili al contrario i formaggi, tutti rigorosamente locali, con qualche piccola escursione nelle valli a poche decine di chilometri dal ristorante.

Lascio fare al simpatico proprietario che con dovizia, mi spiega di ogni assaggio, la provenienza e il procedimento per la fabbricazione. Ne ho assaggiati una mezza dozzina di cui, almeno un paio veramente stupendi. Con i formaggi, ci è stato servito a bicchiere del Bramaterra del 99. Un abbinamento corretto e gradevole.

Siamo al capolinea, ma la presentazione del carrello dei dolci, ci fa trovare nuove energie. Un plauso assoluto alla bontà e alla varietà di questo carrello dal quale abbiamo attinto generosamente e sul quale, le proposte col cioccolato la facevano da padrone. “Rotolo al cioccolato bianco, Mousse di cioccolato fondente, Tiramisù in due versioni, Bunet, Pesche all’amaretto, Gelatine di frutta” salse varie di accompagnamento: un vero bengodi.
Ho assaggiato tre cose diverse, ma, indimenticabile, a mio giudizio il classico Bunet servito in una piccola tazzina da caffè e un’esplosione di sapore al primo cucchiaino.
A questi dolci, abbiniamo un vino liquoroso di Contadi Castaldi, una sorta di Pinot de Charente che col cioccolato ci stava benissimo. Qualche caffè a chiudere il pomeriggio.


In conclusione: Un buon locale con solide basi e qualche spazio lasciato alla fantasia. Discreto e soddisfacente il servizio. Una carta dei vini senza grandi voli pindarici, ma dove qualche buona chicca del territorio la si può trovare.
Conto per 5 di 330 euro. Corretto.

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