Il ristorante che voglio recensire questa volta si...

Recensione di del 13/06/2009

Osteria c'era una Volta

25 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Il ristorante che voglio recensire questa volta si trova all'inizio del centro storico di Arenzano. E' un locale che desta curiosità e simpatia: nonostante non sia aperto da molto tempo, infatti, l'aspetto da vera osteria dà l'impressione di essere tornati indietro negli anni.
Una volta trovato parcheggio (impresa non facile in estate), ci avviamo con curiosità verso il locale.

L'atmosfera da osteria è confermata da tutti i particolari (sedie e tavoli di legno, tovaglie e tovaglioli di carta, posate di stampo economico), ma l'insieme che ne esce è molto carino, con muri in pietra non del tutto intonacati, travi di legno al soffitto e oggetti appesi alle pareti con chiari richiami al passato, tipo bilancia, telefono, cestini di vimini, ecc.
L'ambiente è diviso in due sale, più un ingresso dove trovano posto alcuni tavoli: in tutto una cinquantina di posti. I tavoli sono posti ad una giusta distanza ed il rumore non è mai eccessivo.

Il personale è gentile e veloce, ed il menù, scritto su una lavagna appesa al muro, è composto da tutti i piatti di terra e di mare della tradizione ligure. I vini sono sfusi, a meno di non richiedere espressamente qualcosa di diverso.

Siamo in due e ci orientiamo su penne alle seppie e fritto misto per me e pansotti al sugo di noci e seppie in umido con piselli per la mia compagna.
Le penne erano cotte al punto giusto e il sugo era gradevole, con molti pezzi di seppia fresca; la presenza del pomodoro non andava a rovinare il gusto del pesce. Un ottimo piatto.
I pansotti erano anch'essi molto buoni, fatti in casa e freschi; il sugo di noci era gustoso e fresco.
Passiamo ai secondi. Le seppie in umido erano buone e cotte al punto giusto, anche se a mio parere stonava la presenza di troppo olio. La frittura, invece, era davvero squisita e molto varia: pinoetti, acciughe, anelli di totano, moscardini, una sogliola intera e un altro tipo di cui mi sfugge il nome. Una frittura veramente di alto livello, con panatura giusta, non unta e con pesce sempre fresco.
Abbiamo quindi preso una torta alle mele con cannella come dolce. Questa, a differenza del resto, non ci è sembrata un granché: troppo asciutta e con l'orlo un po' duro. Insufficiente.
Un grappino per finire.

In definitiva, un locale che consiglierei senz'altro, in quanto ti fa riassaporare i piatti di una volta in un ambiente che come ho già detto richiama al passato. Il tutto con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo.
Noi abbiamo speso 25 euro a testa, ma è da tener presente che la frittura è il piatto più caro della carta (14 euro): si può tranquillamente mangiar bene e con porzioni giuste a poco più di 15-20 euro.

Un saluto a tutti i mangioni.

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