In un sabato quasi estivo, io e la mia ragazza dec...

Recensione di del 05/06/2010

L'Arco del Re

43 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 43 €

Recensione

In un sabato quasi estivo, io e la mia ragazza decidiamo di andare a cenare al Ristorante Enoteca L’Arco del Re, in una zona periferica di Arcore. Il parcheggio è molto comodo, esattamente di fronte al locale e appena scesi dalla macchina gustiamo già i profumi che provengono dalla cucina del ristorante. Il locale è molto piccolo (quindi prenotare è consigliato), ma arredato con molto gusto: dominano colori caldi, con librerie e altri arredi in legno. I tavoli sono distanziati il giusto, apparecchiati con tovagliette di carta e bicchieri colorati per l’acqua, calici per il vino e tovaglioli anch’essi colorati. La musica di sottofondo è ad un volume adeguato e propone un accompagnamento jazz&blues decisamente ben abbinato all’ambiente dell’enoteca.
All’ingresso siamo subito accolti dalla proprietaria che ci fa accomodare e ci spiega il menu e le proposte della settimana. Al tavolo ci viene subito portato un cestino con diversi tipi di pane, tutti freschi e gradevoli. Come bevanda prendiamo una bottiglia di acqua naturale (2 €) e, non essendo esperti di vini, ci facciamo consigliare il calice che meglio si abbina alle portate scelte. Dopo aver scorso il menu, che non ha una gran scelta di piatti poiché varia a seconda della stagione, ordiniamo.
La mia ragazza opta per un vino a calice di Curtefranca dei Conti Pizzini (3,50 €); come antipasto un flan di asparagi con crema di formaggio e pancetta croccante (9,50 €); di primo ravioli alla borragine con salsa di noci (9,50 €);
di secondo coniglio alla stimpirata in agrodolce (9,50 €); come dessert flûte di crema di caffè con panna (6 €).
Io invece ordino, come vino, un calice di Montepulciano d’Abruzzo (3,50 €); come antipasto sfilacci di cavallo affumicati con insalatina e citronette (8,50 €); come primo caserecci dello chef con sugo mediterraneo ai pomodori, olive, capperi e melanzane (8 €); come secondo battuta al coltello di fassona piemontese al naturale (17 €); come dessert bunet al cioccolato ed amaretti (6 €).
I piatti sono tutti molto curati nella presentazione, nella cottura e nella qualità. Siamo rimasti soddisfatti di tutte le portate, in particolare ci hanno piacevolmente stupito il flan di asparagi (molto delicato), i ravioli (decisamente freschi) e la battuta di fassona (che si conferma essere carne tra le più prelibate d’Italia).

Il conto finale, compreso di coperto, è stato di 87 €.
Riassumendo, possiamo dire che il servizio è stato rapido e cortese e la qualità delle portate assolutamente impeccabile. La proprietaria ci ha rallegrato con il suo modo di fare brillante e gioviale e l’ambiente così curato ha reso la cena ancora più piacevole.

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