Siamo tornati in questo locale dopo qualche mese d...

Recensione di del 25/02/2006

L'Arco del Re

33 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Siamo tornati in questo locale dopo qualche mese dalla nostra ultima visita, sperando di ripetere quella che era stata un'esperienza positiva.

Il locale si presenta sobrio ed informale, e l'impronta giovanile è piuttosto marcata. Vi sono una quindicina di tavoli, disposti ordinatamente nella sala, larga e corta. Un piccolo bancone bar, con possibilità di sedervisi, è situato a fianco della porta della cucina, subito di fronte all'ingresso del ristorante, ma a dire il vero non ho mai visto nessuno usufruirne. Un televisore al plasma trasmette immagini stile "new age" di animali, natura e luoghi esotici: una novità rispetto alle nostre visite precedenti, la cui utilità trovo assolutamente discutibile.

I tavoli sono apparecchiati con delle irritanti tovagliette di stoffa che negli ultimi tempi stanno diventando di moda: lunghe e strette, coprono solo dove si posa il piatto, lasciando le parti laterali del tavolo di legno a vista. Tovagliolo di stoffa, posate e bicchieri per acqua e vino completano il 'setting'.

Veniamo fatti accomodare e ci vengono portati i menu. Manca la lista dei vini, il locale è un'enoteca, perché sono tutte "occupate" su altri tavoli, ma ci viene promesso che ce ne verrà portata una non appena disponibile.
Decidiamo le nostre pietanze, e poco dopo una signora viene a prendere la nostra comanda. La lista dei vini ancora non si è vista, ma la signora, visibilmente scocciata per il fatto che gli altri tavoli "la sfogliano come fosse un giornale", ci promette di procurarcene una il prima possibile. Intanto ordiniamo. Come primo la mia ragazza sceglie degli gnocchi di patate e barbabietole alla fonduta di grana padano mentre io mi dirigo verso il tortino di riso allo speck e scamorza affumicata. Come secondo scegliamo entrambi del manzo all'olio alla moda di Rovato con polenta gialla.

Dopo qualche minuto arriva finalmente la tanto sospirata lista dei vini. Vi è in effetti abbondanza di scelta: in lista vi sono parecchie bottiglie e varietà di vini, di tutte le qualità e prezzi. Dopo qualche minuto di consultazione scegliamo un lombardissimo "Buttafuoco", cosa che fa storcere il naso alla signora, che si produce in un'infelice battuta: "oh signur, tutto 'sto tempo per scegliere un Buttafuoco?". Mi vien voglia di risponderle per le rime ma non mi va di rovinarmi la serata, per cui lascio perdere. Comunque sia poteva risparmiasela.

Arrivano i primi. Gli gnocchetti rosa si presentano bene, e la quantità è discreta. Il problema è che non sanno di niente. Assolutamente insipida infatti è la fonduta di grana padano. Fosse stata semplice panna forse avrebbe dato più gusto al piatto.
Anche il mio tortino si presenta bene, ma soffre dello stesso difetto degli gnocchetti: sa di poco. Croccante fuori, morbido dentro e perfettamente rotondo, il tortino ha decisamente un bell'aspetto, ma sembra riso bollito saltato. Lo speck non è equamente distribuito, per cui metà tortino risulta non sapere assolutamente di niente, mentre l'altra metà, grazie a qualche scaglietta di speck qui e lì, per lo meno assume un'identità. La scamorza affumicata, invece di essere parte del tortino si presenta sotto forma di tre fettine posate sopra di esso e non aggiungono nulla al gusto.

I secondi sono un po' meglio. La carne è discreta, e si presenta sotto forma di due fette di manzo brasate. La carne è tenera e il sugo che l'accompagna non è fortissimo come spesso avviene nei brasati. La polenta invece è pessima, la grana è troppo grossa, non sembra neanche macinata.

Come dessert scegliamo una porzione di salame di cioccolato Amedei e una di "Bunet". Le quattro fette di salame di cioccolato, spruzzate di cioccolato fuso sono discretamente buone. Il Bunet, due fette, non è male, ma anch'esso non ha un sapore particolarmente deciso. Ne ho mangiati di più buoni.

Alla fine arriva il conto, 64,50 euro.
La spesa in sé non è eccessiva, ma il cibo stavolta è stato davvero deludente. Nelle nostre scorse esperienze in questo locale ci eravamo trovati meglio. Inoltre l'atteggiamento della succitata signora, che nelle nostre visite precedenti non avevamo avuto il "piacere" di conoscere, non ha aiutato ad alzare il giudizio sulla serata.
Assurdo poi l'inconveniente della lista dei vini visto che il locale è un'enoteca. Se le liste disponibili non sono sufficienti a coprire tutti i tavoli, invece di lamentarsi del comportamento dei clienti, si fa prima a stamparne qualche copia in più.

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