Nello splendido e arroccatissimo borgo d'Arcevia i...

Recensione di del 24/01/2010

Arcevia - Park Hotel

54 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 54 €

Recensione

Nello splendido e arroccatissimo borgo d'Arcevia in occasione di un bellissimo concerto del trio di Fabrizio Bosso (che poi ritroveremo al tavolo accanto, al ristorante, fatto che significa più di mille parole), vista l'ora e l'appetito io e miei tre amici decidevamo di non tornare subito a casa ma di concederci una cena fuori.
Dopo un rapido aperitivo al bar (Verdicchio di Jesi Classico Superiore Cà Ruptae, credo di Moncaro, veramente valido) e un'infarinata sulle proposte del luogo, optiamo per il ristorante del Park Hotel, sia perché proprio in centro ma soprattutto perché è anche pizzeria.

L'ambiente, strapieno, è per così dire "un po' demodé", ossia è rimasto completamente in stile anni '70, sembrava di essere in un film dell'epoca.
Alla vista del menu solo due di noi restano fedeli alla scelta iniziale, mentre io e un altro decidiamo di dividerci una polenta al sugo di salsicce e costarelle e una bella lombata di manzo.
Sulla polenta meritano di essere spese due parole: meritoria è l'opera di riesumazione dall'oblio che il territorio e alcuni coltivatori hanno fatto del "mais ottofile di Roccacontrada" (l'antico nome di Arcevia), una varietà antichissima soppiantata nella seconda metà del '900 da ibridi americani ben più produttivi. Suo punto di forza è poi l'essere macinato in uno degli ultimi mulini con macine in pietra, alimentato ad acqua.
Quel che ne risulta è una polenta sublime (appartengo ad una famiglia in cui la polenta è più di una tradizione, è quasi un credo: va cucinata nel suo paiolo, magari sulla stufa, perché il fuoco di legna è un'altra cosa, girata col bastone di pruno a tre rebbi che mio nonno intagliò apposta. Le fruste, tantomeno elettriche, le lascio ad altri, e va girata a lungo, tant'è che è una faticaccia, servono sempre perlomeno tre uomini dalle braccia robuste). Questa polenta leggermente picchiettata di nero, servita su piatto di legno, risulta morbidissima, profumata, e la grana grossa le dà una consistenza appena ruvida davvero unica. Talmente buona che ne ho mangiato quasi mezzo piatto senza condimento(servito a parte), un saporitissimo intingolo bianco di salsiccce e costine, aromatizzato con salvia: abbinamento formidabile.

Il secondo da noi ordinato era una bella lombata di manzo (sugli otto etti) con osso, che poi scopro essere uno dei tagli più pregiati dell'animale, quello prediletto per la fiorentina. A mio parere ammirevole l'onestà intellettuale di chiamarla lombata e non fiorentina, senza troppa cura di catturare con un nome di sicuro più altisonante l'attenzione dei turisti, magari stranieri, non così radi da queste parti. Venendo al sodo, la bistecca era molto tenera, saporita e succulenta. Commovente il prezzo, 11 euro (ossia 1,38 euro per etto!, quando trovarla altrove a meno di tre volte tanto può essere un terno al lotto), tant'è che gli abbiamo chiesto se avevamo ben capito il prezzo sul menu. Come contorno verdura grigliate, sottotono.

Altrettanto incredibile il servizio, alla nostra richiesta di un Verdicchio di Matelica biologico di Collestefano, esaurito, essendo l'unico altro Matelica disponibile un Cambrugiano, vino meraviglioso ma troppo "importante" per le pizze (per inciso, buone anch'esse, anche se il forno è elettrico), ci viene offerto (nel senso letterale del termine, gratuitamente) un Riesling sloveno, che ci ha piacevolmente stupito, anche se un po' leggero.
All'arrivo della carne siamo passati a una bottiglia di Brecciarolo (Velenosi) del 2006, Rosso Piceno superiore dal rapporto qualità/prezzo quasi imbattibile(11 euro). Bella anche la carta dei vini, concentrata sul territorio (e che territorio!) ma non solo, con anche alcune bottiglie importanti e una bella scelta di vini dolci, liquorosi e passiti, disponibili anche al bicchiere.

Conto d'altri tempi: per quattro coperti, due pizze, un primo, una lombata, un contorno, due bottiglie di vino, una di acqua e quattro caffè, totale di 54 euro.

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