Prima di lasciare Bolzano decidiamo di concederci ...

Recensione di del 17/10/2009

Zur Rose

114 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 114 €

Recensione

Prima di lasciare Bolzano decidiamo di concederci un piccolo pranzo gourmet senza allontarci troppo dal capoluogo, cioè rinunciamo a raggiungere l'amena Val Badia, culla di numerosi ottimi ristoranti, la quale non ci vede in visita da un bel po', decidendo di recarci nella più vicina San Michele Appiano, piccolo e delizioso villaggio situato sulla gradevole "Strada del Vino" altoatesina, a degustare le prelibatezze del locale dei coniugi Hintner.

Posteggiata l'automobile nel comodo parcheggio comunale abbiamo giusto pochi passi da compiere nell'ameno centro di San Michele Appiano fino a raggiungere l'antico edificio che ospita il Zur Rose, ulteriormente abbellito all'esterno da un piccolo dehors comprendente pochi tavoli e reso intimamente raccolto grazie a numerose piante e fiori in vaso. Varchiamo la soglia e veniamo subito accolti dalla padrona di casa, e moglie dello Chef, Signora Margot, la quale ci fa accomodare nella sala più interna, la principale. L'ambiente si presenta ampio, grazie alle grandi volte a botte che contraddistinguono la sala, al centro della quale troneggia un mobile dalla forma circolare contenente una generosa scelta di grappe e distillati; alle pareti boiserie di legno chiaro, richiamato nell'arredamento della sala; il pavimento è rivestito con piastrelle di pietra beige per una sensazione complessiva di ambiente, nonostante l'ampio uso di legno, poco avvolgente e un po' demodé: nè antico-tradizionale, nè moderno.

Una volta seduti possiamo notare l'eleganza discreta della mise en place, invero molto semplice e lineare: pregiati tovagliati in misto cotone-lino bianco neve, posateria in argento no brand, calici Riedel, pregiate porcellane dalle moderne fogge anch'esse bianche. La decorazione è completata da una piccola quanto gradevole composizione floreale. La seduta è garantitia da una panca imbottita in tessuto blu scuro decorato che abbraccia per due terzi l'intero tavolo, quest'ultimo assai grande.

Accompagnati da un calice di Metodo Classico locale, gradevole, scorriamo le liste delle vivande: decidiamo quest'oggi, anche in vista del viaggio di rientro, di concentrarci su una scelta à la carte, pur notando la presenza di ben tre menu degustazione, di differente composizione e prezzo, che appunto non ci attirano particolarmente. Diamo una rapida occhiata alla corposa lista dei vini, davvero ammirevole per varietà di bottiglie e proposte al bicchiere, dalla quale estrapoliamo, su consiglio della signora Margot, due calici che accompagneranno il nostro pranzo.
Contestualmente ci viene versata l'acqua minerale Plose e servito il cestino del pane, interamente fatto in casa, di discreta fattura e freschezza: pane bianco, integrale, allo zafferano, grissini all'olio e aromatizzati ai semi di papavero; accompagnati da una cocottina in argento contenente un delizioso burro di malga profumato alle erbette di montagna, davvero squisito!

Giunge quindi un piccolo amuse bouche da parte della cucina: flan tiepido di salmerino su passatina di zucchine e filetto di salmerino affumicato in casa su brunoise di cetriolo e aneto. Un'ouverture decisamente gradevole e assai ben eseguita pur nella sua semplicità, con il superbo flan tiepido a sciogliersi letteralmente in bocca. Ottima partenza.

Giunge l'antipasto.
Petto e coscetta di quaglia arrostiti su tartare tiepida di finferli e patate, scaloppa poelée di foie gras d'oca e insalatina novella.
Al centro del piatto si presenta un sottile disco formato dalla tartare tiepida di patate e finferli, presenti in egual proporzione, su di essa è appoggiata mezza quaglietta disossata e arrostita al giusto rosa, piacevolmente croccante; essa è farcita orizzontalmente con una generosa scaloppa di fegato grasso precedentemente saltata in padella; completano il piatto due ciuffi di insalatina di campo e delle gocce di balsamico tradizionale. Una preparazione semplice e classica ma, soprattutto, avvolgente e saporita, dove tutto concorre a creare un grande riscontro palatale; altresì perfette le cotture del fegato e della quaglietta, tenerissimi entrambi. Da leccarsi i baffi.

Ecco quindi il primo piatto.
Gnocchetti di polenta multicolori aromatizzati al formaggio di malga e tartufo estivo umbro.
Una generosa porzione di gnocchetti di polenta multicolori (al naturale, verdi e rossi) sono riccamente mantecati in una deliziosa fonduta del suddetto formaggio di malga, saporito il giusto; il piatto è completato da una generosa grattata di tartufo umbro e del medesimo formaggio presente nella salsa, grossolanamente grattugiato. Piatto rustico decisamente goloso, con i gradevoli gnocchi, leggermente croccanti, a contrastare la grassa cremosità che li avvolge; discreto il tartufo, non troppo saporito, ed adeguato il formaggio, in quanto il suo gusto non sovrasta in modo eccessivo quello, già delicato, del tubero. A tutta rusticità.

Ai primi due piatti abbiamo abbinato uno Chablis Premier Cru Les Fourneaux 2005, Domaine Barat. Discreto Chablis dai toni paglierino acceso; al naso melone, leggera banana matura e burro fresco; all'assaggio buona complessità ed adeguata la persistenza. Abbinamento corretto.

Siamo giunti al piatto forte.
Variazione di maialino da latte al forno accompagnato da quattro contorni.
In quattro piccoli piatti si presentano altrettanti tagli di maialino, dalla generosa pezzatura, cotti lentamente al forno a bassa temperatura ed in maniera esemplare, croccanti fuori e languidamente morbidi all'interno; essi sono abbinati ad altrettanti contorni: julienne di cipolla rossa appassita all'aceto balsamico, purea di ceci, canederlo tradizionale altoatesino e verdurine miste. Maialino decisamente fuori dal comune, davvero ottimo il contrasto croccante-fondente, così come il gusto delicato; i contorni danno un tocco aggiuntivo, spezzando altresì la monotonia della degustazione, peraltro davvero abbondante, del porcellino. Molto buono.

Nei calici riscontriamo un Cabernet Sauvignon Il Pareto 2000, Tenuta di Nozzole. Un buon nettare dal bel color rubino intenso; al naso mirtillo nero in primissimo piano, con secondariamente raffinati sentori tostati, pepe nero e chiodi di garofano; in bocca è intenso, elegantemente tannico con una persistenza quasi interminabile. Un ottimo toscano ad accompagnare il maialino autoctono.

Dopo una consona attesa accogliamo dunque il dessert.
Millefoglie di pasta krapfen e crema di marroni su composta di uva cotta.
Nel piatto fondo si presenta una sorta di millefoglie composta da quattro dischi di pasta per krapfen fritti, vaporosi e croccanti, tra i quali è presenta una delicata e setosa crema di marroni; l'intera struttura, spolverata da una leggero strato di zucchero al velo, poggia su un intingolo tiepido formato dagli acini d'uva leggermenti cotti in zucchero e vino. Un insieme decisamente goloso, con la dolcezza pronunciata della crema alle castagne che risulta essere contrastata dalle sfogliatine, a tendenza neutra, e dall'intingolo d'uva cotta leggermente, ma piacevolmente, allappante. Avvolgente.

Per l'ultimo abbinamento della serie optiamo per un Moscato rosa Terminum 2004, Cantina Produttori di Termeno. Gradevolissimo prodotto dal delicato color oro pallido; il bouquet è delicato e dolce, fragoline di bosco, glicine e un tocco di miele millefiori; al palato è morbido ma sempre molto fresco con tanti piccoli frutti sempre in evidenza. Degno complemento all'ottimo dolce.

A questo punto, dopo aver salutato lo Chef, optiamo per un caffè, discreto, che verrà accompagnato da un piccolo e sufficiente assortimento di friandises (truffes, biscottini, cannoncini) e da un post-dessert (due mini porzioni di tiramisù casalingo). Gradevoli ma decontestualizzato il tiramisù, sarebbe stato meglio posizionarlo come pre-dolce.

Si è già, purtroppo, fatta ora di riprendere la via del ritorno, soddisfatti richiediamo il conto, che presenterà un totale pari a 228 €, così articolato: due antipasti 34 €, due primi 34 €, due secondi 54 €, due dessert 30 €, due calici di Chablis 13 €, due calici di Cabernet 20 €, due calici di Moscato 24 €, acqua minerale Plose, due caffè e il coperto 19 €. Offerti i due calici di bollicine d'apertura.

Conclusioni.
Una bella scoperta, quella del Zur Rose, nelle immediate vicinanze di Bolzano; la cucina di Hintner si è dimostrata grande conoscitrice della tradizione gastronomica locale, nonchè in grado di fondere quest'ultima, con serenità ed esperienza, a nuove rielaborazioni creative. Ottime le materie prime utilizzate per un sensazione di grande cura del particolare, per una cucina che abbraccia i sensi con preparazioni decisamente calde ed avvolgenti, concretizzata in piatti perfetti per la stagione entrante.
Il servizio è risultato essere puntualissimo ed altamente efficiente, caratterizzato, come spesso accade in Alto Adige, dal consueto "distacco teutonico"; perfetto anfitrione la padrona di casa Frau Margot, coadiuvata da personale esperto e collaudato; lo Chef Herbert è costantemente in cucina dalla quale, ogni tanto, risuona il poderoso vocione a richiamare qualche incauto commis.
Il conto presenta un rapporto qualità/prezzo che definirei normale per pranzi come il narrato.

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