Scendendo in cantina mi è sembrato di vedere qualc...

Recensione di del 22/06/2007

Zur Rose

79 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 79 €

Recensione

Scendendo in cantina mi è sembrato di vedere qualche scaffale tristemente vuoto, così mi è venuta l'idea di fare una gita di rifornimento enocaseario. Scegliamo la regione dell'Alto Adige e dopo un paio di cantine visitate viene il classico languorino, che nel mio caso è vera e propria fame. Siamo sulla strada del vino e non sarebbe male trovare un posticino tranquillo all'aperto a godersi il paesaggio, e io lo conosco anche, peccato che la temperatura elevata e soprattutto il vento portino a ripararci in un interno condizionato.

Siamo nel bel paese di San Michele Appiano e proprio in una via centrale riservata ai pedoni ci imbattiamo (non per caso, confesso che prima di partire cerco i posti migliori per mettere le gambe sotto un tavolo) nel ristorante Zur Rose, rinomato locale che conta anche una stellina del Bibendum nel suo palmares.

Veniamo accolti senza prenotazione, ma saremo anche gli unici clienti del locale per il pranzo. All'ingresso permane un bancone che immagino serva anche come bar, alla bisogna, poi però vi sono diverse sale; noi veniamo fatti accomodare nella sala in fondo con l'accesso alla cucina separato da alcuni scalini in modo che non rechi disturbo ai clienti.

La sala è arredata con buon uso di legno per tavoli e panche che corrono lungo i lati dell'ambiente, mentre al centro un piccolo tavolo di servizio e un "carrellone" di liquori e spiriti vari. Noto anche un carrello per i formaggi, ma vuoto al momento del pranzo, infatti viene presentato una selezione di formaggi, proposta nella carta dei dolci... per oggi ne faremo a meno.

In sala abbiamo una gentile cameriera che ci servirà gli aperitivi e i vari piatti e la patron anch'essa molto gentile, in alcune occasioni forse troppo ossequiosa.

Siamo gli unici nel locale e per noi viene stappata la bottiglia per l'aperitivo, una magnum di ”Brut Pas Dosè di Haderburg”, millesimato del 2002, fresco e acido al giusto anche se in confronto con i migliori Franciacorta ha un po’ il fiato corto. Nel cestino del pane grissini, pane al pomodoro, ai semi di finocchio, scuro e bianco, tutto home made di discreta fragranza.

Dalla cucina ci viene portato il benvenuto, “Melanzane in due preparazioni, rotolo marinato con panna acida, e una parmigiana in tempura”, buono il gusto anche se non sono preparazioni di straordinaria creatività.

Per il mio antipasto mi sono orientato su un “Insalata di quaglia con patate e finferli” : la coscetta e il petto, due ottimi bocconcini pur se un po’ unti, affiancati da una julienne di patate e finferli molto gustosa; come "puntello" un triangolino di fegato grasso, purtroppo non dei migliori visto la cattiva cottura (anche questo molto unto) e un retrogusto finale troppo amaro.

La mia ragazza ha invece scelto una zuppa: “Cappuccino di piselli e gorgonzola” , un buon riscontro di gusto, tra il dolce e il saporito per questo riuscita entrata, apre lo stomaco senza inficiare i gusti a venire.

Io mi concedo ovviamente anche un primo: “Cannelloni di patate al burro e coda di bue” . In realtà il cannellone è uno solo ma, fatto a mo’ di Girella occupava buona parte del piatto; il burro inglobava i pezzetti di coda di bue e le scaglie di Parmigiano. A prima vista ho temuto per un piatto troppo sapido, invece il condimento, pur se pesante (non dimentichiamo che era pur sempre burro) e saporito era ben bilanciato dal ripieno a base di patate, fino quasi a rendere il tutto leggermente sbilanciato verso il delicato.

Sicuramente dove il cuoco dà il meglio di sé è nei secondi; per la mia ragazza un “Controfiletto di manzo con pomodori pachino confit e crostini di pane” , carne tenerissima, contorno gustoso, i pomodorini li avrei tenuti da parte e stavo già per chiedere che buttassero due spaghi.

Per me la “Millefoglie di vitello arrosto con porri e finferli” : tenerissimo filetto di vitello di perfetta cottura, condito con il suo sugo di cottura dal gusto sfizioso e saporito, ottimi i porri credo leggermente caramellati per esaltarne la dolcezza, ma non stucchevoli, e buonissimi pure i finferli che in alcuni momenti trovo anche più gustosi dei porcini.

Ovviamente non riesco ad alzarmi senza un dolcetto, scelgo quindi la “Millefoglie di strudel all'albicocca con gelato alla nocciola” . In realtà non vi è nulla che ricordi lo strudel, forse solo il fatto che il ristorante è in Sud Tirolo; si tratta di tre cialde sovrapposte con strati di mousse al cioccolato bianco e albicocche sciroppate. Accolto in un'altra cialda concava il gelato, nel complesso un dolce soddisfacente, meno impegnativo nella preparazione di quel che il titolo fa sospettare.

A chiudere con il mio caffè della piccola pasticceria con frolle e cioccolatini, e un semifreddo alla stracciatella. Per non lasciare le gole a secco ci siamo sollazzati con un ottimo “Blauburgunder Cornell 2002” (35 euro) per un conto totale 157 euro, qualche euro in più dell'idea che mi ero fatto.

Il rapporto qualità/prezzo lo vedrei tra lo scarso e il normale, ma mi sento buono e aggiudicherò un normale anche se in effetti la mia ragazza ha preso solo due piatti di cui uno era una zuppa, il mangione l'ho fatto solo io...


Cucina valida, che si esprime meglio nei secondi, come da tradizione nordeuropea, dove conta il piatto principale; ciò che viene prima è preparatorio. Per quanto riguarda le altre preparazioni, qualche appunto già elencato nella recensione abbassa un po’ la votazione. Anche l'ambiente è buono, senza eccessi, mentre per il servizio la ragazza in sala, come ripeto, è stata molto gentile, così come la signora nostra ospite glissando sulla troppa ossequiosità.
Quando si entra in un locale da soli e tali si rimane per tutto il pranzo a volte si ha la sensazione che la cucina avrebbe preferito rimanere chiusa del tutto, in questo caso per fortuna questa sensazione non è stata avvertita; mi son già trovato ben predisposto quando per il nostro aperitivo hanno appositamente stappato un magnum, poi per tutto il prosieguo siamo stati trattati veramente bene. Pollice in su.

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