La ristorazione trentina fortunatamente si pregia ...

Recensione di del 11/08/2006

Zur Rose

64 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 64 €

Recensione

La ristorazione trentina fortunatamente si pregia soprattutto in Alto Adige di chef di buonissimo livello tra i quali non si può certo non menzionare e testare il bravo Herbert Hintner.
Premetto che pur amando la montagna la mia propensione ed indole sarebbe più portata verso i cibi, i profumi, i sapori e le tradizioni del sud Italia perciò i miei giudizi non saranno totalmente imparziali trattandosi ovviamente il Zur Rose di un ristorante tipicamente tirolese ma… le aspettative non sono certo rimaste deluse.
Percorrendo da Trento la statale che attraversa la piana rotaliana con i suoi vigneti di Teroldego si arriva in un’oretta scarsa seguendo la strada del vino a S. Michele Appiano, un paesino talmente accogliente, fiorito e curato da sembrare quasi fiabesco.
Ed accogliente è anche il ristorante di Hintner che si trova a due passi dalla piazza principale del paese. Veniamo accolti in questa antica casa originaria del dodicesimo secolo dalla moglie dello chef, la signora Margot che si rivelerà essere un’ottima sommelier oltre che una presenza preziosa e discreta durante tutta la serata. Gli arredamenti non colpiscono particolarmente nella sala principale ma la stube tirolese più interna, dove veniamo fatti accomodare è sicuramente più interessante.

I tavoli, quasi superfluo a dirsi, sono preparati con sobria eleganza e la mise en place è alquanto raffinata. Ciò che da subito ci sorprende di più è però la corposissima lista dei vini che a quanto ci è stato detto contiene circa 650 etichette sia italiane che internazionali dando ovviamente gran spazio a quelle regionali. E non poteva che andar di pari passo l’offerta del menu che pur non contando 650 scelte offre comunque una trentina di piatti tra primi, secondi e dessert.

Scegliamo un menu à la carte e consigliati da Margot decidiamo di iniziare la cena con un buon Lagrein Dunkel Abtei Muri Riserva 2000 che da subito manifesta il suo carattere deciso ed una certa freschezza nonostante la bassa acidità. È un vino molto scuro, elegante ed inconfondibile che vista la settimana di maltempo e l’abbassamento della temperatura del periodo si è ben prestato ad accompagnare la nostra cena a base di carne.

Dopo un fantastico appetizer di ricotta ai fiori, dai colori vivaci e gioiosi, l’antipasto è una variazione di testina di vitello, presentata molto fine su un letto di vinaigrette al basilico ed una insalatina di asparagi d’esecuzione perfetta sia nella consistenza che nell’evidente contrasto di sapori tutti ben percettibili.
Per il primo mi faccio tentare da una divagazione sul tema pesce, visto che la lista ne presenta l’opportunità e scegliamo un risotto di menta e coda di rospo, tra i più gradevoli, per il sapore, che abbia mai mangiato. Muovo solo una critica per la mantecatura che a mio avviso dovrebbe esser stata più cremosa ma il sapore ed i freschi profumi erano davvero superbi, il mare e la terra, il corposo ed il leggero, il sale e la dolcezza. L’altro primo piatto che consisteva in una lasagnetta ripiena di patate, ricotta affumicata, basilico e cipolla viene presentato a forma di chiocciola con un effetto visivo tanto piacevole quanto quello gustativo.

Sorseggiando l’ottimo Lagrein rientro nelle mie prime scelte con l’arrivo del piccione con il suo bel petto accompagnato da una purea di ceci, un piccolo foie gras scaloppato e funghi pioppini: un trionfo del gusto! Ma non è da meno il buon controfiletto di manzo in crosta mediterranea e gremolata di cipolle.
Non m’aspetto altro più. Ogni desiderio è stato ampiamente soddisfatto e con l’ampia scelta di dessert e di vini abbinati il quadro è completo davvero. Non riesco a non arraffare alla chetichella dal mio commensale un assaggio di gelato al cocco con cialda di cioccolato dalla perfetta cremosità e “grassezza”. Non sarebbe un vero gelato altrimenti.

C’est la fine!
Due caffè, un po’ di raffinata piccola pasticceria ed un buon amaro di un maso locale a cui lo chef e la patronne danno ampio rilievo come ad altri prodotti tipici della zona.
Sarà difficile farmi propendere per la cucina e le tradizioni del nord definitivamente ma almeno per una sera, cari signor Herbert e Margot … ci siete riusciti! Aufwiedersehen.

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