Appiano Gentile può benissimo simboleggiare la pro...

Recensione di del 14/10/2007

Tarantola

67 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 67 €

Recensione

Appiano Gentile può benissimo simboleggiare la provincia ricca, posta com’è al centro del triangolo formato da Busto, Varese e Como. Se il traffico permettesse – e difficilmente permette – per raggiungere il centro di Milano basterebbero quaranta minuti, ma alcuni scorci, alcuni paesaggi, ti fanno credere di essere lontano centinaia di chilometri.
Anche l’industria, che pure esiste, sembra nascondersi fra il verde dei boschi: sarà la vicinanza con la Svizzera, o semplicemente una mia fissa, ma l’impressione che ho sempre ricevuto quando ho percorso queste strade è stata quella di un luogo privilegiato e davvero bello.

La famiglia Tarantola, partita da un forno con pasticceria, ha trasformato negli anni la sua trattoria per pranzi fuoriporta in un ristorante che punta in alto: difficile capire dove possa o voglia arrivare, ma resta sicuramente un indirizzo di grande interesse.

L’edificio moderno che ospita il ristorante è immerso nei boschi. Lasciamo la macchina nell’ampio parcheggio in ghiaia, da cui partono alcuni percorsi naturalistici, che presumo possano fungere da stimolanti dell’appetito, o della digestione, a persone meno pigre di noi. Forse il momento migliore per visitare il luogo sarebbe la primavera, ma questa domenica d’ottobre ci regala comunque sole e temperature piacevoli.
La struttura è ampia, con spazi sufficienti ad ospitare, tempo permettendo, cerimonie e quant’altro.

Veniamo fatti accomodare nella veranda coperta, chiusa da vetri su tre lati, mentre il quarto, in mattoni a vista, accoglie opere fotografiche astratte.
I tavoli sono ampi e ben distanziati: sedie di design in legno, tovaglie bianche e piccole composizioni di fiori e frutti nei colori dell’autunno. Belle posate, bei bicchieri ed un piattino di pani e grissini ricchissimo, per non tradire la tradizione familiare.

Dopo aver preso posto al tavolo, accettiamo la loro proposta di un aperitivo, un Ca’ del Bosco Brut, e cominciamo a studiare il menu, tentando di ignorare i panini che da un angolo ci osservano. La proposta comprende alcuni percorsi guidati (da 36 a 65 euro) ed una carta equamente divisa tra mare e terra. La carta dei vini è imponente, ricchissima anche di grandi formati e mezze bottiglie. Tutte le liste, comprensive di prezzi, sono consultabili sul sito del ristorante.
Noi decidiamo di accompagnare il pasto al calice, con uno Chardonnay Cuvée Frissonière Les Crêtes per cominciare ed un Brunello Rennina 1995 con i secondi.
.
Il benvenuto della cucina è una spuma di tonno con composta di pomodoro, olive e capperi: servita in un piccolo bicchiere, è un accostamento insolito e molto piacevole.

Tra gli antipasti, scelgo l’uovo morbido con cicoria, parmigiano e finferli, un gioco di consistenze intrigante, con il parmigiano servito in crema ed i finferli portati al punto di cottura perfetto. Stranamente, di cicoria neanche l’ombra: lollo e rucola in sostituzione, ma non sono la stessa cosa.
Per mia moglie arriva la terrina di foie gras con composta di fichi al ginepro e pan brioche: i fichi sono inglobati anche al centro della terrina, dando un effetto molto gradevole. Assaggio e non trovo nulla da eccepire: buonissima.

Saltiamo i primi e ci dedichiamo ai secondi, accompagnati come dicevo dal Brunello Rennina 1995, che, per la mia modesta esperienza, è uno dei migliori vini che abbia assaggiato.

Per me, la lombata di cervo ai mirtilli con zucca gialla e castagne, un piatto superbo: la carne, come richiesto, è di media cottura, morbida e saporita, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la zucca, cotta intera in forno a bassa temperatura e servita a fettine, per un risultato davvero eccellente. Il connubio con le castagne poi è perfetto.
Per mia moglie, il maialino da latte al miele e pepe nero, una bella interpretazione di questo piatto, ormai un po’ abusato: il contrasto tra il dolce del miele ed il piccante del pepe dà al tutto una nota orientaleggiante di grande finezza. Per mia somma fortuna mia moglie non ama la cotenna, che finisce così all’istante nel mio piatto: piacere allo stato puro.

Tra i dolci poi, lei sceglie il flan di cioccolato con gelato alla cannella e croccante alle fave di cacao: di questo dolce non ne posso più, ma gelato e croccante sono molto buoni.
Io proseguo invece con delle praline di cioccolato alle spezie accompagnate da un bicchiere di Calvados du Pays d’Auge, Domaine la Vigannerie 1985. Le praline sono piccoli cubi di cioccolato morbido ricoperti di glassa sempre di cioccolato ed aromatizzati al pepe rosa, cardammomo, zenzero, ecc. Davvero simpatica come idea.

Concludiamo con due caffè.

Il servizio è stato gentile ed attento, anche se a mio parere non è strutturato per essere all’altezza del resto: le bevande vengono ad esempio lasciate sul tavolo a disposizione dei clienti.
Unico appunto che posso fare alla cucina è sulla presentazione dei piatti, fatta senza alcun trucchetto scenografico, ma semplice e piuttosto banale.
In fondo, però, sono dettagli: per il resto (che è poi quello che realmente conta), il mio parere è che si sia vicini al livello di locali ben più blasonati.
Complimenti e alla prossima.

Il conto finale è stato, per due persone, di 135,50 euro, di cui 83,50 per la cucina e 52,00 per la cantina. Il coperto è compreso.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.