Tipico ristorante emiliano

Recensione di del 07/11/2013

Ballarini

36 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 36 €

Recensione

Mi trovo per lavoro nell’affabile terra emiliana e un collega mi propone di cenare in questo caratteristico bar-ristorante.
Si trova sulla statale, esternamente non è gran che, almeno io non ci entrerei, abituato ahimè a locali un po’ più pretenziosi, dove l’estetica gioca un ruolo fondamentale, insieme ovviamente alla bontà della cucina.
Decido comunque di avventurarmi senza pregiudizi in questa cena.
Internamente il locale è semplice, ma più che dignitoso e pulito: arredi e coperti da tipico ristorante tradizionale, con legno e archetti quanto basta per dare un tono un po’ rustico e un po’ nostrano.
Il personale è gentile.

Il menù è “giusto”: tre antipasti, una decina di primi e altrettanti secondi, solo di carne.
La pasta fatta in casa la fa ovviamente da padrona: tagliatelle, tortelloni, tortelli, lasagne, tortellini.
Optiamo per un piatto di crescentine (5 euro), una sorta di gnocco fritto ma molto più sottile, deliziose per accompagnare i salumi.
Sicché prendiamo un misto di salumi (9 euro) e un buon piatto di culatello (13 euro). I salumi comprendono cubotti di mortadella, prosciutto crudo, salame, coppa: tutto buono. Sono accompagnati da piattini di buoni sottaceti fatti in casa, funghi sottolio (industriali), olive verdi in salamoia sgocciolate.
Per i vini non c’è una grande scelta, inoltre bevo solo io, quindi scelgo mio malgrado il vino al calice, un Cabernet Sauvignon giovane e quasi accettabile, di cui prenderò due bicchieri.
Come seconda portata, chiediamo due mezze porzioni ciascuno (10 euro a testa), rispettivamente di tortellini in brodo e ravioli al petto d’anatra.
Ottimi i tortellini fatti in casa, assai minuti (ma come faranno a farli così piccini?) e serviti in una ciotolina bianca coi manici. Buono anche il brodo, chiaro, saporito e magro.
I ravioli al petto d’anatra pure sono buoni, anche se stanno un gradino sotto ai tortellini: conditi con un sughetto a base di panna (un po’ stile anni 80) che un po’ li appesantisce e un po’ li uccide.
Come dolce, tra il carrello dei fatti in casa, scegliamo un bis: crème caramel al semolino (discreto) e zuppa inglese (discreta, ma la crema era un po’ troppo densa), proposti a 5 euro l’uno.
Chiudiamo con due caffè e un conto di 36 euro a testa.
Concludendo, si tratta di un posto semplice, ma genuino e abbastanza curato, in cui vale la pena andare per i primi e in particolare i tortellini in brodo. Tra i secondi di carne ho visto il bollito ed altre specialità, che non ho provato ma che rimanderò ad una eventuale prossima volta. Credo che in zona non sia difficile trovare altri ristoranti equivalenti a questo.

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