Cucina di qualità in provincia

Recensione di del 04/03/2019

Osteria GirodiVite

43 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 43 €

Recensione

Da tanto ma tanto tempo volevo provare l’Osteria GirodiVite ma non ve ne era mai stata l’occasione, tentativo al compleanno del figlio andato male perché sono chiusi il Mercoledì, perfetti per il compleanno della moglie che quest’anno cade di Lunedì, giornata notoriamente ostica per uscire a mangiare.

Posteggiamo in Piazza ad Albizzate e facciamo un centinaio di metri o più a piedi per scoprire che ce n’è molto anche davanti al locale ma non sono quei due passi in più che disturbano.

Tipica casa d’epoca del Varesotto, ben sistemata anche se con dettagli che non mi sembrano originale, dalle travi in legno del soffitto agli archi in mattone sulle finestre ai pilastri in pietra. Nel complesso un posto elegante, con i muri in toni pastello, luminoso e silenzioso con tavoli ben spaziati, con una stupenda credenza da panetteria in un angolo che è tutta da ricordare. Tavolo quadrato con tovaglia e coprimacchia in broccato beige, sedie in legno, calici in cristallo per il vino e bicchieri per l’acqua.

Menù molto vasto, diviso fra carne e pesce con sempre l’aggiunta di un piatto vegano ed in aggiunta una sezione griglia. Nomi molto di fantasia a modello di quanto iniziato tanti anni fa dal Manna (anche se molto spesso non è facile cogliere I riferimenti), tanta roba interessante e non è facile scegliere.

Segnaliamo fra quello che è rimasto in lista da provare “SERPENTI A SONAGLI, Carpaccio di kobe marinato e scottato alla cannella con biscotto alle noci, robiola mantecata e gelato alla salvia”, “UN URAGANO CON IL TUO NOME, Tagliatella al pesto di piselli, camomilla, pescatrice, gamberi e croccante di verdura”, “TI SARÒ’ PER SEMPRE AMICO, La pluma iberica alle mele, miele ed essenza di elicriso” ed infine “ANTOLOGIA DI UNA FESTA, Gran scaloppata di filetto di canguro”.

Ben costruita la carta dei vini, non possiamo bere più di tanto e decidiamo di andare al calice prendendo ciascuno ciò che piace. Per il primo giro io prendo un Gewurtztraminer, il figlio maggiorenne un Refosco dal Peduncolo Rosso e la moglie un Toscana Rosso.

Per me un Gewurtztraminer Stoass 2017 di Pfitsher, al naso fiori, in bocca molto balsamico con note zuccherine e sentori di caramella per la gola. Approvato anche se non fra i top della zona.

Per la moglie un Toscana Rosso, Plato 2017 di Fortuna, un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Shiraz e Sangiovese, vino ruffiano con sentori di melograno, terra cuoio e frutta.

Ultimo vino per il figlio il Refosco dal Peduncolo Rosso di Conte Brandolini, vino pieno, speziato, tanto cuoio, frutti di bosco e con un bel tannino molto percepibile.

Ordiniamo e nell’attesa arriva una piccola entree, delle sfogliatine di ceci con ricotta e crema di carote, molto equilibrato e saporito. E arrivano anche dei lunghi piatti di ceramica con grissoni artigianali, paninetti con semi di girasole e focaccine, ottimi.

E si comincia con le portate.

Per me un antipasto, “VOLARE COME BOLLICINE ovvero Tacos di petto d’oca affumicato, raspata di foie gras e crema di burrata.” Tacos avvolti da finta carta di giornale, scenografici, appoggiati su insalata, cetrioli e gocce di salsa verde. Petto d’oca molto ma molto forte ma ben temperato dalla crema di burrata che lo ingentilisce mentre non è facile percepire il foie gras, croccanti i tacos anche se lievemente tiepidi sarebbero stati meglio. Piatto che soddisfa.

Per il figlio più piccolo, che cederà qualcosa a mamma e fratello, “IL TEMPO NON LO SCALFISCE Il prosciutto di Parma XXL, Il gnocco fritto e La crema di parmigiano”. Presentazione sontuosa, un piattone multicolore decorato a puntini e fiori con tante fette di crudo bello grasso che circondano un piattino con il vasetto della crema su cui è appoggiato in equilibrio uno spiedino di gnocco fritto. Prosciutto di prima qualità, crema di parmigiano delicata, vellutata in bocca, gnocco un po' duro e scuro per gli standard emiliani. Tutti soddisfatti.

Si passa ai primi o secondi per tutti, io che non guido prendo il secondo bicchiere di vino, chiedo consiglio per l’abbinamento alla Carbonara, la proposta iniziale sarebbe un Sassella ma mi lascio convincere da una proposta fuori dagli schemi ovvero un Brunello di Montalcino 2010 Monteselvo di Sensi. Il Brunello è sempre il Brunello, gran vino, pieno, speziato, tanto cuoio, frutti di bosco, more e frutta matura, meglio sorseggiarlo a fine piatto che insieme, comunque.

+09#PSICOTERRORISMO, Ravioli ripieni alla carbonara liquida. Piatto molto difficile da individuare come personalità, raviolini quadrati imbevuti dalla carbonara, una sfoglia semitrasparente che sul momento pensavo d’uovo ma probabilmente era di pecorino, il guanciale croccante a listelli. Piacevole ma con sapori che si appiattiscono e che risulta difficile individuare singolarmente, buona ma che manca lo slancio.

...UN MILIONE ANCHE PIU, Risotto all’estratto di mirtilli, granella di salsiccia e riccio di formaggio dei monaci svizzeri. Presentazione molto bella, piatto fondo bianco dagli ampi bordi, risotto viola decorato con i “fiori” di formaggio, lungo il bordo una decorazione di fiori e tralci realizzata con le salse. Consistenza del riso perfetta, sapori armonici, bel piatto.

IL MIO SORRISO NON E’ UNA BUGIA, La tagliata di picanja d’Angus alla crema di carota selvatica. Carne rossa dentro e scura fuori, la giusta cottura, listelli di carote e qualche patata, la crema i un cucchiaio di ceramica. Carne di prima qualità, la salsa di carote ottima.

#FOODPORN, Il medaglione di filetto di manzo in crosta di sfoglia e porcini. Realizzazione a regola d’arte, carne rossa all’interno e crosta di pane perfettamente cotta, salsina arancione di accompagnamento leggermente piccante.

Posto per il dolce più o meno c’è, il ragazzo più giovane prende una porzione intera, io divido con la moglie. Ed intanto prendo un vino di accompagnamento, niente lista, declamati al momento, vado su un passito di Maculan, dovrebbe essere l’Acininobili, vino spettacolare, complesso, frutta secca, zafferano, datteri, miele amaro, alcool. Chiusura veramente in bellezza.

Io e la moglie ci dividiamo il C’ERA UN RAGAZZO CHE COME ME, La tortina di mele tiepida marinata come una volta con quenelle alla crema e salsa alla vaniglia. Molto bella la presentazione, un piatto nero con il tortino rotondo su cui è appoggiata la quenelle sagomato a mo di stecco gelato. Che dire ? Veramente un bel dolce, sfoglia morbidissima, mele che vengono esaltate dalla quenelle, differenze di temperature fra il tiepido delle mele ed il gelato della crema che accrescono il gusto.

IL ragazzo prende ORONERO.... PARLANO DI TE.., .Mousse al cioccolato 73%, copertura al cioccolato lucido, biscotto sable’ al cacao e foglia d’oro. Bello, lucido, con una foglia di cioccolato e pezzettini d’oro a decorare. Bella consistenza, sapore che non stufa, intenso di cioccolato. Molto buono anche se il sapore dell’oro risulta non pervenuto.

Caffè per me e conto, 43 euro a testa che è un prezzo assolutamente equilibrato per quello che abbiamo mangiato.

Bilancio finale molto positivo, buona cucina, un tocco di fantasia senza esagerare, menù molto vasto. Da provare a questo punto per il pesce.

Foto della recensione

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.