Le aspettative che avevo su questo ristorante situ...

Recensione di del 05/11/2005

Locanda del Pilone

98 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 98 €

Recensione

Le aspettative che avevo su questo ristorante situato all’interno delle Cantine Boroli in località Madonna di Como a pochi chilometri da Alba, con una fantastica vista sulle colline di langa, erano molto alte.
Intanto la velocità con cui nel 2001 dopo soli pochi mesi dall’apertura avevano preso la stella Michelin e poi le innumerevoli raccomandazioni di conoscenti che già avevano sperimentato la cucina del Pilone.

Ecco quindi l’occasione della tradizionale gita in langa per il tartufo con i soliti amici di provata esperienza ribattezzati per l’occasione il Trifola's Team per sperimentare il decantato ristorante.
Siamo un gruppo di dieci e quindi preavviso con molti giorni di anticipo la Sig.ra Quaranta, che con il marito Maurizio gestisce il ristorante, che mi consiglia di predisporre un menu orientato per tutti i commensali.

Arriviamo puntuali e veniamo fatti accomodare in una saletta a noi riservata con un solo tavolo ovale ben appareccchiato e arredata con mobiletti di servizio in noce.
Ambiente molto caldo e confortevole, soffitto di mattoni a vista, tendine di pizzo alle finestre, qualche candela, ad ogni commensale un menu con la nostra degustazione stampato in una cartelletta con acquarello della locanda; insomma, tutto quello che può predisporre ad una esperienza positiva.

Vista l’ubicazione del ristorante nella proprietà Boroli ed essendo curiosi di sperimentare la produzione di questa giovane cantina decidiamo di provare i loro vini più rappresentativi in abbinamento durante il pranzo.

Cominciamo con una calice di Chardonnay langhe “Bel Ami” per accompagnare un’entratina composta da un crostino con petto di piccione e una piccola fonduta di parmigiano. Molto buoni sia il vino che l’antipasto.

Proseguiamo con l’antipasto vero e proprio.
Un “savarin di polenta con porcini e tuorlo d’uovo ricoperto da una fonduta di parmigiano e immancabile grattata di tartufo bianco”.
Ottimamente presentata viene tagliata in quattro per permettere al tuorlo d’uovo che è rimasto quasi crudo di condire l’intera pietanza: piatto sapido e gustoso, reso magistrale dall’abbinamento con il tartufo. Voto 10.
In abbinamento un Langhe rosso “Anna Doc” 2004 composto da merlot, cabernet, barbera e nebbiolo, probabilmente poco pronto ma a nostro avviso anche troppo lavorato e di scarsa qualità globale.

Proseguiamo con il primo piatto.
Un “risotto stagionato un anno nel Barolo e servito con coda di bue brasata”.
Il risotto è cotto alla perfezione, il colore è strepitoso e il midollo di coda di bue brasata dona un sapore irripetibile. Semplicemente perfetto. Voto 10.
In abbinamento una barbera d’Alba “Bricco 4 fratelli” decisamente gradevole e leggermente barricata. Tannica senza eccessi e con un acidità resa meno aggressiva dal legno.

Per secondo abbiamo provato.
“Scamone di vitella fassone al marsala vergine“.
Piatto tradizionale ma molto ben presentato e con una carne dalla morbidezza esemplare. Voto 8.
“Piccione disossato con scalogno al moscato passito”.
Anche qui siamo nella tradizione rielaborata in modo superbo. La carne di piccione è spettacolare e l’abbinamento con lo scalogno particolarmente ben riuscito. Voto 9.
L’abbinamento in questo caso è con il Barolo Villero 2000 unico Crù delle cantine Boroli. Anche per il barolo ci si aspettava qualcosa di più vista l’enfasi con cui ci era stato presentato, pur considerandolo sufficientemente strutturato e persistente.

Proseguiamo con i dolci.
“Mousse gelata di arancia“: veramente squisita.
“Dolce alle castagne con panna e cioccolato fuso”: molto ricco e molto gustoso.
Ovviamente con i dolci abbiamo bevuto un moscato Aureun del 2004, fruttato e beverino.

È seguita una ricca portata di piccola pasticceria, molto curata, con i caffè e per finire una degustazione di cioccolatini di loro produzione.
Unico neo il servizio delegato a camerieri "improvvisati" che con forte personalità la Sigra Quaranta non mancava di redarguire a voce alta e davanti a noi. La romanità verace della suddetta signora la porta talvolta ad eccedere nei toni suscitando qualche perplessità negli astanti. Vista la tipologia di ristorante ci saremmo aspettati maggior pacatezza e discrezione.

In dieci abbiamo speso 979 euro, di cui 190 di cantina per nove bottiglie, 15 di acqua minerale, 24 per i caffè, 450 per i menu degustazione, 300 per il tartufo.
Esperienza gastronomicamente ottima e decisamente buono il rapporto qualità/prezzo.
Un'indirizzo da mettere sicuramente tra quelli da provare.

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