Sotto una pioggia torrenziale ad Alba per gratific...

Recensione di del 08/11/2009

La Piola

51 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 51 €

Recensione

Sotto una pioggia torrenziale ad Alba per gratificarci il naso in occasione della fiera internazionale del tartufo bianco, decidiamo di pranzare al “La Piola”, versione tradizionale del più elegante “Piazza Duomo” in piazza Risorgimento.
All’entrata ci accolgono un bancone-bar moderno ed un paravento che assicura un po’ di “privacy” a chi già sta pranzando. La sala da pranzo è un misto di tradizione e innovazione: un pesante vecchio armadio di pino per i cappotti e una grande lavagna con i piatti del giorno contrastano con il resto dell’arredo che è essenziale e moderno, semplici tovaglie bianche e sedie di design, sottopiatti dipinti a mano da famosi artisti (uno diverso dall’altro e, a sentire le guide, carissimi) e bicchieri moderni, classico cestino con pane e grissinoni e acqua frizzante originalmente servita in bottiglie da vino.
Siamo un po’ spiazzati perché ci aspettavamo qualcosa di più rustico e tradizionale, vogliamo assaporare la cucina del territorio e temiamo di rimanere delusi.

Veniamo invece rapidamente rassicurati, ordiniamo il vino, un Monsordo Langhe doc 2007 della casa Ceretto, blend di Nebbiolo, Cabernet-Sauvignon, Syrah e Merlot: ottimo, morbido, intenso e corposo, piacevole equilibrio fra tannicità e acidità.

Per iniziare ordiniamo due “Carne cruda tagliata al coltello” con verdurine croccanti (carota, ravanello, finocchio) e un filo d’olio: veramente eccezionale, perché al contempo tenerissima e saporita; gli altri due commensali ordinano due “Affettati misti piemontesi” (salame crudo e cotto, lardo, coppa e pancetta) con giardiniera di verdure: anche questo piatto molto apprezzato.

Poi due “Ravioli di fonduta” e due “Tajarin al burro fuso” ovviamente arricchiti con tanto (almeno per noi era tanto) tartufo bianco d’Alba: fantastici i ravioli, buoni ma un po’ troppo asciutti i tagliolini.

Passiamo poi direttamente ai dolci: una “Panna cotta al caramello”, un “Bunet”, una “Pere cotte al vino rosso con fiordilatte”, molto buoni. La nostra amica si ricorda della dieta solo a fine pasto e al posto del dessert ordina una “Insalata russa”: discreta, a suo dire.

La pasta è tutta fatta in casa, come pure i dolci, solo la maionese devono comprarla confezionata (ma non al supermercato, eh!) perché per disposizioni dell’ASL non possono servire piatti a base di uovo crudo.
Abbiamo speso 202 euro in tutto (68 solo per il tartufo a 4 euro al grammo, 23 per il vino).

Ottimo il servizio: nota piacevole, sono tutti giovani ragazzi e ragazze pieni di buona volontà, molto gentili e disponibili a soddisfare ogni nostra curiosità sulla cucina, sui vini e sul territorio.
In definitiva uno dei ristoranti che mi sono piaciuti di più.
Caldamente raccomandato.

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