Questo sabato sera non ci allontaniamo più di tant...

Recensione di del 19/05/2007

Evergreen

48 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

Questo sabato sera non ci allontaniamo più di tanto da casa, proviamo un ristorantino della vicina Acquanegra, l'Evergreen. Questo locale esiste da parecchi anni, ma è un po' di tempo che non ci tornavo causa la staticità dei menu, e un servizio che a volte lasciava un po' di perplessità, niente di grave, ma appariva un po' sufficiente.
Il ritorno è stato incoraggiato dal fatto che il locale è stato completamente rinnovato, dove un tempo c'era la rimessa e il magazzino è stata ricavata una bella sala, molto ampia, arredata in rustico moderno, con mattoni e travi a vista, veramente ben realizzata, con un soppalco che ospita la cantina a giorno per i rossi e sotto questo una specie di piccola taverna con alcuni tavoli più "intimi".

Non abbiamo prenotato, ma troviamo comunque il posto, in tavola su tovagliato color vaniglia di cotone, posate, bicchieri a calice per il vino e bicchieri per l'acqua, questi ultimi non in coordinato tra loro, forse volutamente, forse no, dipende dal tavolo visto che non tutti rispettavano la disparità.

Menu a prevalenza carne, con segnalati piatti della tradizione mantovana, quali tortelli di zucca e stracotto d'asino.
Vengono a prendere la comanda e al momento del vino mi informano che posso scegliere dalla carta dei bianchi, mentre per i rossi posso anche salire sul soppalco e scegliere direttamente. La cantina è di discreto livello, sicuramente buona per il livello del locale, io sceglierò un Syrah di Planeta del 2000 proposto a 20 euro, visto che comunque la nostra scelta ricade dalla parte della carne.
A questo punto mi sento di muovere una critica, sicuramente bella l'idea di una cantina a vista, anche self service volendo, ma ci si dimentica poi di mantenere doverosamente climatizzati questi vini, di solito si dice che il rosso vada servito a temperatura ambiente, ma se l'ambiente è a 30 gradi? Penso che sia necessario trovare un sistema per garantire la temperatura adeguata di servizio anche per i vini rossi, infatti quello da me scelto non mi ha colpito favorevolmente, credo anche in ragione di una temperatura troppo alta dove era prevalente l'alcol e sparivano gli aromi e i sapori.

Passiamo ai cibi: dal cestino del pane qualche panino di forneria e dei grissini, tra gli antipasti la mia ragazza ha scelto quello che un tempo era il cavallo di battaglia della cucina, ovvero dei prosciutti misti di selvaggina con salse varie. Purtroppo al momento del servizio non sono stati presentati i vari affettati, per cui non saprei dire quali fossero esattamente nello specifico, credo di aver riconosciuto del prosciutto d'oca e degli sfilacci di cavallo, in passato il piatto annoverava anche prosciutto di cervo e cinghiale, ritengo fossero ancora presenti. Ad accompagnare crostini di pan carrè da arricchire con, a scelta, burro aromatizzato, maionese ai funghi e alla tedesca, della confettura di lamponi; non mi pronuncio sugli affettati che non ho assaggiato perchè già ben conosciuti in passato e fin da allora di discreta qualità, un po' di crostini con le salse mi hanno fatto ricordare quella che in passato era stata una novità divertente come accoppiamenti per l'antipasto, oggi con un palato diverso le vivo come delle forzature, ma sicuramente sui più giovani la cosa può far presa. Io ho scelto una culaccia con mostarda di mele, buona la culaccia, con un ottimo profumo confermato dal sapore, mentre la mostarda era di qualità Santarosa (frutta fresca a pezzettoni, assente non giustificata la senape), buona come confettura, ma non chiamiamola mostarda.

Per il primo per fortuna io e la mia ragazza siamo in sintonia, infatti il risotto ai porri e fonduta di formaggi é solo per due persone: ci portano i piatti ben caldi, ma il risotto non arriva subito e i piatti cominciano a perdere temperatura e ci domandiamo allora a cosa serva la cosa. Il risotto arriva in porzione abbondante così come lo erano gli antipasti, di buon sapore e buona consistenza, ma il tono dolce del piatto non è contraddistinto dal carattere, la summa è un piatto anonimo pur se buono, con un tocco simpatico, alcune foglie di porro fritte a dare l'elemento croccante.

Per secondo io prendo una millefoglie di filetto con porcini e patate, sottile fettine di tenera carne tagliata a strati con le patate e i porcini, amalgamate da una fondutina, buon sapore, un piatto gradito anche se la cosa più fantasiosa è il nome. Per la mia ragazza un tagliere di formaggi, anche questa volta non illustrati, corredati da frutta fresca (kiwi e fragole), mostarda di mele (leggi sopra), miele di castagno e confettura di mirtilli; formaggi in gran parte anonimi, da banco di supermercato, crescenza con prezzemolo, caciottella al peperoncino, taleggio e caciotte varie sono le tipologie che mi è parso di riconoscere, non aspettatevi erborinati o stagionature particolari.

Per dolce la mia ragazza sceglie un sorbetto al mandarino, fresco e ben fatto, io una torta al cioccolato e pere, soddisfacente, arricchita da una "colata" di cioccolato fuso. Un caffè per terminare.

Paghiamo e all'uscita abbiamo l'unico lampo da parte del personale di sala che ci offre gentilmente un digestivo, ma declino per raggiunti limiti etilici.

Il posto mi ha dato l'idea di quei locali che le giovani coppie scelgono come alternativa alla pizzeria, infatti il conto non è stato esorbitante (95 euro), e lo si sarebbe potuto contenere molto visto che comunque una cena completa sazia parecchio anche uno come me, per cui con due pietanze e un dolce si sta ampiamente bene, inoltre il posto è molto carino come già ho avuto modo di dire: l'occhio ha la sua parte, mentre un palato esigente rimarrebbe deluso. La cucina è un po' impersonale pur se discreta, alcune cose da rivedere sul servizio, oltre all'appunto fatto sui vini, il personale di sala pur se educato e efficiente, si limita al compitino non andando un po' oltre per trovare quel rapporto di giusta confidenza che a volte è indispensabile per fidelizzare il cliente, tanto più che il posto è totalmente a gestione famigliare e quindi a maggior ragione si dovrebbe creare questa atmosfera, solo il figlio all'uscita è andato un po' oltre con l'offerta del digestivo, questo potrebbe essere l'inizio di un cammino di miglioramento da questo punto di vista. Voglio ribadire che non vi è stata alcuna forma di maleducazione o di supponenza, la leggo più come una sorta di timidezza, questo perchè non passi la falsità di un servizio non sufficiente.

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