Data recensione
06/04/2008
Cucina
5
Ambiente
8
Servizio
6

In occasione del Vinitaly, ci siamo mossi un mese prima alla...

Al Cristo recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 62 €
Recensione
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In occasione del Vinitaly, ci siamo mossi un mese prima alla ricerca di un ristorante dove poter cenare.
Dopo vari tentativi troviamo ancora libero un ristorante, "Al Cristo".
Il locale ci conferma venerdi la prenotazione, siamo in 7.
Il posteggio, un po' per la fiera, un po' per l'ubicazione, è inesistente.

La location è molto suggestiva e il ristorante è presente su varie guide con giudizi che non condivido perchè, sinceramente, per il mio gusto ho trovato la sua cucina priva di carattere.
Il locale ricorda lo stile della "location americana", con varie tipologie di cucina offerte nello stesso ristorante.
Un po' bistrot, un po' sushi bar, un po' ristorante, tutto suddiviso in maniera fitizia un po' confusionaria.

Sulla carta, è presente un menu degustazione a 65 euro ma questa sera il cameriere ci dice che non possono proporcelo, altrimenti va in tilt la cucina.

Ma come, un locale quotato con tanta gente impegnata in cucina non riesce ad effettuare un menu degustazione? Forse avranno avuto dei problemi.

Ordiniamo alla carta, con prezzi veramente imbarazzanti, ipotizzabili solo per un 2 o 3 stelle, a mio avviso.
Ci viene servita una entrée: tartare di carne con capperi e grana, buona.

Io ordino dei ravioli ripieni di burrata e funghi shiitake: 4 ravioli grossi, ripieni di una crema di formaggio e sopra dei funghi, di cui non è rmasta traccia, ma c'è una domanda che mi ronza ancora in mente... "cosa ho mangiato"?

Gli altri commensali ordinano vari piatti, una finta catalana, che a detta degli stessi era davvero finta, e un carpaccio di baccalà, quest'ultimo molto buono: indiscutibile la ricerca della materia prima.

Ci viene proposto prima di questi piatti un aperitivo, ma vista l'estenuante giornata al Vinitaly, optiamo solo per un vino, un Soave Vigneto du Lot di Inama (40euro) che ci accompagnerà tranquillamente fino alla fine del pasto. In compenso la faranno da padrona circa 8 bottiglie d'acqua.

Come secondo ordino tonno rosso su miso, verdure e foie gras; per me leggere il nome di questo piatto è stato entusiasmante visto che amo da matti tonno e foie gras.
Purtroppo sono rimasto come un bambino a cui si toglie di mano il suo giocattolo preferito: due fette belle consistenti di tonno stracotto!
Ora, capisco che non a tutti piace il pesce crudo, ma il tonno, lo si sa, più lo fai cuocere più è duro ed immangiabile; in più al suo interno era molto freddo, indice di precottura e successivo riscaldamento.

In un locale del genere visto i prezzi onerosi non dovrebbe succedere ma forse sono stato sfortunato io.

Mentre il cameriere gentilmente riporta il piatto in cucina per farlo rifare allo chef, gli altri commensali mangiano di gusto i loro piatti, ponendosi la solita domanda: "che cosa ho mangiato"?.

I prodotti offerti non sono male per carita, le porzioni abbondanti, per il tipo di locale, è che manca quella differenza che fa grande un piatto e grande chi lo propone.

Intanto arriva il mio tonno, supremo il foie gras scaloppato e brasato, accompagnato da una salsa di caramello, che sgrassava il fegato grasso.
Disavventura sul tonno, di nuovo cotto troppo, ma vista la fame lo mangio, e alla fine, nel complesso, il piatto è molto buono.

Il pane ci viene cambiato regolarmente, un tipo di grissini e vari di pane, quello piu aprezzato alla segale.
Ci viene portata la lista dei dolci, molto scarsa, tre dolci al cioccolato e tre sorbetti.

Io ordino un Gelato di cioccolato nirgawana 62% e scaglie di pistacchio di Bronte.
Come pre-dessert vengono serviti due piatti con all'interno vari tipi di cioccolato ripieni di creme.

Arrivano i dolci, tra commenti positivi e negativi.
In una bella tazza, un delizioso dolce al cioccolato e una sfoglia industriale di cacao amaro, liquirizia e una scaglia di pistacchio... il resto dei pistacchi forse sono rimasti a Bronte, pensavo.

Prendiamo 7 caffe.
Al termine della serata, abbondantemente insufficiente, ci viene portato il conto: una salassata. Di seguito elenco le nostre incredulità:

Coperto 6 euro a testa, davvero tanto
Acqua 3 euro
Vino 40 euro
Primo 18 euro (4 ravioli)
Secondo 30 euro
dessert 12 euro
gli altri commensali hanno speso in media 25 euro a portata.

Il conto finale è stato di 440 euro, con 40 euro di vino.

Forse abbiamo sbagliato il locale che, visto il Vinitaly, si e trasformato in un locale più commerciale di quello che le guide descrivono.
Vivamente sconsigliato.



Mappa

Al Cristo

Piazzetta Pescheria, 6

37121 Verona (VR)