Data recensione
16/04/2017
Cucina
8
Ambiente
8
Servizio
7

Pasqua a Siracusa

Al Mazarì recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €
Recensione
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Giornata di Pasqua a Siracusa, tanto per non rinunciare ad una gita fuoriporta ed incontrare degli amici. Per pranzo la scelta cade sul ristorante Mazzarì, di cui avevo sentito parlare ma che fin ora non avevo mai visitato.

Mi incuriosiva il fatto di assaggiare una cucina tipicamente mazzarese con “commistioni” siracusane. Il locale è proprio vicino alla meravigliosa piazza del duomo ad Ortigia, in un vicolo tranquillo. Ha alcuni tavoli fuori, ma preferiamo mangiare dentro. Arredamento curato, molto “Old” , distribuito in due salette poste su livelli diversi.

Tavoli abbastanza vicini, ma nell’insieme non si ha l’impressione di “mangiare insieme” con i vicini di tavolo, merito anche dell’ambiente con qualche ricercatezza, pur mantenendosi decisamente intonato all’antico edificio e con “un’aria” da ristorante tipico. Si nota subito, per come sono esposte molte bottiglie che i proprietari vogliono dare risalto all’ottima cantina di cui il ristorante è fornito che spazia da una selezione molto completa di cantine e vitigni siciliani, sia rossi che bianchi, ad un buon numero di vini nazionali con qualche divagazione internazionale.

Veniamo al nostro pranzo di Pasqua in 8 persone. Apriamo con un antipasto di mare: Razza, soutè cozze, sarde a “beccafico”, ovvero cotte al forno e arrotolate con un composto di pan grattato, aglio tritato, prezzemolo, uva sultanina, pinoli, sale, pepe e olio d’oliva, polpo alla brace e un fantastico fritto di paranza cotto al punto giusto e leggerissimo. In aggiunta prendiamo dei gamberi rossi di Mazzara davvero freschissimi.

Ci orientiamo tutti sui primi piatti, io prendo delle tagliatelle al pesce spada con melanzane, pomodorini pachino e granella di mandorle (nella loro proposta oltre alle mandorle c’è il pistacchio grattugiato sopra, ma io non lo amo perché ormai ha “infestato” la cucina siciliana coprendo ed uniformando i sapori dei piatti più tipici, e quindi ho chiesto espressamente di non mettercelo). Il piatto è davvero ben eseguito e i sapori molto equilibrati, anche se non potrei definirlo “memorabile”. Invece ho assaggiato il couscous alla mazzarese preso da mia figlia e devo dire che è davvero un piatto da non perdere se si va al Mazzarì: la semola incocciata a mano, con un’esecuzione direi perfetta e servito ovviamente con brodi di pesce. Davvero da ricordare.

Siamo passati poi al dolce. Io ho preso il “cannolo” su letto di ricotta. Il nome stimola la curiosità, ma devo dire che alla resa dei conti si sacrifica un ottimo “cannolo” e una ricotta davvero ben lavorata oltre che ottima qualità. E’ difficile da mangiare dato che la scorza vuota si frantuma con qualche difficoltà (a meno di non farla saltare per tutto il tavolo con un colpo deciso).

Insomma sarebbe stato molto meglio rinunciare alla scenografia e riempire il “cannolo” in maniera tradizionale perché, ripeto la scorza e la ricotta sono davvero buone e lo meritano.

Come vino abbiamo preso un Etna bianco il “Ciuri”, della cantina Terrazze dell’Etna, un bianco fresco, ottenuto da Nerello Mascalase vinificato in bianco e piccole percentuali di Carricante (tre bottiglie) mentre un commensale che non “tollera” il bianco ha chiesto un calice di rosso che è stato prontamente servito, sempre della cantina Terrazze dell’Etna il “Carusu”. Un Etna Rosso.

Il tutto per un conto totale di 300 euro in otto persone, con tre bottiglie di vino, che ritengo decisamente adeguato.

Foto della recensione


Mappa

Al Mazarì

Via Giovanni Torres, 7

96100 Siracusa (SR)