Data recensione
19/10/2012
Cucina
9
Ambiente
8
Servizio
8

Non è il tempo che ci cambia, ma le cose che ci accadono in...

Le Calandre recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 317 €
Recensione
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Non è il tempo che ci cambia, ma le cose che ci accadono in questo tempo, lungo o breve che sia e qualcosa deve essere accaduta in un anno o a me o alle Calandre perchè varcando la porta di questo ristorante ho sempre avuto la certezza assoluta di provare delle emozioni, di incontrare nel percorso, non solo gustativo, ma anche concettuale, che Massimiliano Alajmo propone in ogni suo menù, almeno, se va male, un paio di piatti che colpiscono al cuore, di quelli che non si dimenticano facilmente, ma questa volta così non è stato. Nulla di quanto ho mangiato ha fatto nascere in me quella sensazione che parte, tutta animalesca, dalla bocca e poi passa al cuore per l'emozione ed infine alla testa dove finalmente si concretizza il piacere,frutto di una riscoperta di sensazioni che il tempo aveva appannato o dello stupore della novità finora mai incontrata. Questo non vuol dire che abbia mangiato male, anzi ho mangiato ed ho bevuto bene, la cucina elegante e giocosa sempre leggera e digeribile è stata irreprensibile, croccante e morbido, dolce e salato, caldo e freddo sempre in equilibrio, materia a livelli altissimi, cotture perfette con un forse nel piccione, ma siamo in un tre stelle, non si possono fare errori e non se ne fanno. Però mi chiedo se questo basti a farne ancora una cucina da tre stelle e da 350 euro fra mancia e conto e ho seri dubbi nel rispondere sì. Io scelgo il menù "In.gredienti" ed il cortese e mai presupponente Sabbadin (sommelier) sceglierà i vini: Champagne, Sauvignon, Mersault, Bourgogne blanc Leroy, Bourgogne rouge, Amarone Trabucchi, ricordo solo due produttori, Leroy perchè amo i vini di Madame e Trabucchi perchè non lo conoscevo e l'ho trovato buono, le annate e gli altri vini, tutti più che buoni, me li sono persi distratto dalla conversazione. Menù:
Capesante scottate con agretto di mele e sedano verde.
Nudo e crudo di carne e pesce.
Gamberi rossi tostati con salsa di sesamo,radicchietti e spaghetti freddi alla bottarga.
Risotto al tartufo bianco con crudo di scampi e crema di acciughe.
Lasagnetta con lepre stufata alla Valpolicella.
Piccione al rosmarino e incenso con crema di semi di girasole ai pepi.
In & out. (il Gioco al cioccolato 2012).
Tutto impeccabile, ma senza un'emozione, solo un pizzico di fastidio da parte mia per il dolce, dal momento che siamo stati invitati ad alzarci ed andare a sederci in una saletta accanto con un impianto stereo e dove su un tavolo lungo con sgabelli c'era una serie di piccole variazioni al cioccolato che secondo l'idea dello chef dovevano essere accompagnate dal suono che si sente durante l'ecografia di un feto!?! e dare così il senso della creazione, ma spero di aver capito male o di non averne colto l'autoironia, perchè mi sembra cosa più ridicola che divertente e poi neppure mi è piaciuto granchè questo dessert.
Il conto è stato di 950 euro per due menù In. gredienti a 240, uno Classici 230, e il resto per la cantina, ma a queste cifre non mi basta mangiar bene, ci mancherebbe, pretendo un' emozione ed uscire dal ristorante felice, ricordandomi solo di quel che ho mangiato e non di quello che ho speso come questa sera e quindi il rapporto piacere/prezzo, che per me è quel che conta, è scarso.
Della cucina ho già detto però resta comunque una grande cucina e questa sera meriterebbe un 8 o poco più, ma per quel che mi ha dato altre volte non mi sento, per il momento, di non darle ancora un 9, anche se mi sembra ci siano meno idee del tutto nuove. Anche il servizio è stato sotto tono, al punto di servirci e non descriverci i piatti di una portata, cosa che a questi livelli è inammissibile e se non fosse stato per l'attenzione riservataci dal sommelier, mi sarei sentito un poco trascurato. E anche l'ambiente della saletta defilata di questa sera con delle assi che, invece dei bellissimi tavoli dal pieno della sala principale, mi hanno fatto quasi rimpiangere la tovaglia assente, mi è piaciuto meno e forse ha anche influito col suo essere appartato sul servizio non perfetto. Insomma non gravi mancanze, ma piccoli particolari che mi fanno abbassare alcuni voti (non alla cucina) comunque resta, senza incertezze, un ristorante da cappello blu e quindi fra i migliori in cui io sia stato, anche se esco e per la prima volta non ho il desiderio di tornarci quanto prima possibile.



Mappa

Le Calandre

Via Liguria, 1

35030 Rubano (PD)