Data recensione
20/06/2007
Cucina
10
Ambiente
8
Servizio
8

Da tempo desideravo provare l'esperienza di cenare in questo...

Le Calandre recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 318 €
Recensione
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Da tempo desideravo provare l'esperienza di cenare in questo pluristellato ristorante e quando un amico mi ha proposto di prenotare per una cena infra-settimanale non ho rifiutato. Non mi sono preoccupato direttamente della prenotazione ma so che chiamando una settimana prima non ci sono state difficoltà e che il mio commensale è stato richiamato il giorno prima per confermare.
Il locale si individua in maniera piuttosto agevole in quanto l'edificio di proprietà della famiglia Alajmo, che ospita anche il Calandrino e l'hotel, si trova proprio sulla strada provinciale. Il parcheggio è agevole in ambo i lati della strada.

Si entra da una porta a vetri subito dopo la quale siamo ricevuti dal maître Raffaele e da un suo collega.
Qui la prima nota negativa della serata, appena entrati siamo subito accompagnati al nostro tavolo: in un locale così mi aspettavo un minimo di visita al locale, due parole con i titolari o almeno un aperitivo nella saletta che sono solo riuscito a sbirciare sulla sinistra.

La sala in cui siamo fatti accomodare, credo ve ne siano due, è ampia ma con un'illuminazione un po' bassina in linea con l'arredamento molto minimal che a mio avviso dà un senso di freddezza. Il nostro è un tavolo rotondo, ampio e ben spaziato dagli altri. Non sono un'esperto di interni quindi non mi dilungo in opinioni ma l'arredo non mi è piaciuto, mi aspettavo un locale più "pomposo", che desse un senso di lusso. Piacevole musica di sottofondo.

Il servizio in sala è coordinato da Raffaele e da un altro maître che gestiscono circa una decina di altri camerieri, tutti maschi.

L'apparecchiatura è ben curata: tovagliato bianco, argenteria, bicchieri in cristallo "griffati" e fiori freschi.
Nota negativa, il pane è già servito in tavola: su un elegante portapane stretto e lungo sono disposti una serie di piccoli pani di sapori diversi e dei grissini. Nonostante siamo arrivati quasi al termine del pane verso metà cena questo non è mai stato sostituito.

Veniamo alla cena: la consegna delle carte, che potete vedere sul sito, avviene assieme a due piacevoli appetizier che non ho annotato e due bicchieri
di Champagne Andrè Clouet Millesimè. La nostra scelta è per il menu degustazione Ingredienti.

Non andiamo neanche a sbirciare il grosso volume dedicato ai vini e, data anche la complessità del menu, ci mettiamo nelle mani del sommelier che ci
propone degli abbinamenti al bicchiere. Ordiniamo acqua natuale da 75 cl.

Iniziamo dunque con la nostra degustazione:

Al Aimo.
Pomodoro, olio, ricotta, fave, pane, fagiolini, basilico, peperoncino (dedicato ad Aimo Moroni).
Piatto fresco, materie prime ottime. Un'antipasto come pochi altri.
Voto 9.

Millefoglie di mare.
Sandwich croccante di pane con baccalà mantecato, insalata d’alghe e maionese di gamberi e scampi.
Eccellente. Voto 10.

Antipasti accompagnati da un sempre ottimo Franciacorta Brut millesimato 1995 Cà del bosco.

Capelli d’angelo con crudo di triglie, oratine, alici, seppie e crostacei.
Vino: Cerasuolo 2005.
L'abbinamento della pasta con questi piccoli crudi, ridotti ad una dadolata, è semplicemente eccezionale.
Voto 10.

Carne cruda sulla corteccia … versione estiva.
Su una lunga corteccia levigata sono disposti sei bocconcini di carne cruda condita e/o aromatizzata in modi diversi, ovviamente tutte squisite.
Voto 9.

Risotto con le conchiglie, rosmarino e frutto della passione.
Vino: Chardonnay Vie de Romans 2004.
Forse il piatto più ordinario ma non certo banale e di ottima esecuzione.
Voto 9.

Fegato grasso d’oca caramellato, salsa di albicocche e curry, polvere di grano tostato e menta.
Gewurtztraminer 98 Ostert.
Per chi come noi apprezza il fegato d'oca questo piatto risulterà squisito, non eccede in pesantezza: esecuzione sublime.
Voto 10.

Filetto impanato ma non cucinato.
carpaccio spesso, rotolato nel pane su salsa speziata d’uovo e succo di rape rosse.
Vino: Chamb Mus 99 Girar.
Trattasi in pratica di filetto di manzo crudo. Apprezzabile l'abbinamento ma ne esce a mio avviso un piatto non eccelso nonostante sia amante della carne cruda.
Voto 7.

Piccione di Sante arrostito con il suo patè di fegato, indivia alle amarene e gorgonzola.
Valpolicella Superiore 1999 Giuseppe Quintarelli.
Esecuzione eccezionale, materia prima ottima ed abbinamento strepitoso.
Voto 10.

Sorbetto di sedano verde
Fresco e piacevole, si finisce senza "snoiare".

“Costrizioni” al cioccolato - il gioccolato 2007.
Vino: ?.
E' una sequenza di cioccolati preparati e/o abbinati in modi diversi servita su un "carrello" costruito assemblando piccoli pezzi di legno.
Dessert molto divertente ma a mio avviso la presentazione su questo invadente carrello è un po' eccessiva.
Voto 8.

Detto questo vengo ora a descrivervi alcuni aneddoti ed osservazioni in merito alla cena.
L'incidente: su tutto va detto che intorno a metà cena è saltata la corrente! Si sono accese le luci di emergenza e sono state portate delle candele sui tavoli con solerzia ma dopo un perdurare di dieci minuti abbiamo chiesto notizie al maître che ci ha informato di un problema localizzato nel loro
edificio ed in essere da parecchi giorni. A mio avviso son cose che in un locale così non dovrebbero accadere (se non per cause imprevedibili), questa
situazione è durata per circa mezz'ora e vi assicuro che al momento del conto non è stata tenuta in considerazione (non che lo pretendessi ma almeno due parole di scusa).

Il servizio: data la fama, il blasone ed i prezzi del locale mi aspettavo di avere un cameriere dedicato, cosa che accade nei "trestellati" invece siamo stati serviti da almeno sei persone diverse. Il servizio è stato ben condotto all'inizio dal vice-maître ma verso la fine della cena siamo stati serviti da camerieri più giovani di cui uno con scarse proprietà linguistiche a discapito dell'introduzione dei piatti.

Nonostante siamo andati entrambi al bagno in momenti diversi soltanto il coperto del mio commensale è stato riordinato.
Il bagno: altra nota negativa del locale, non che influisca granchè sull'esperienza in sè ma in posti così ci si aspetta di entrare in uno spazio
ampio, profumato e curato invece è paragonabile se non peggio di quello di ristoranti di categoria inferiore.

L'accoglienza e il commiato: come anticipato l'accoglienza è stata piuttosto sbrigativa ed il commiato lo è stato ancor di più. Conto servito e pagato al tavolo senza che ci venga proposto di chiudere con un distillato offerto o con una visita alle cucine o al resto del locale.
Per tutta la serata lo chef non si è mai fatto vedere in sala. Personalmente vado in locali come questo anche per il piacere di scambiare qualche parola con chi questi locali li crea e li fa evolvere e questo distacco mi è pesato molto.

Il conto: è stato conteggiato tutto fino all'ultimo bicchiere di vino rabboccato. 636 euro battuti e 636 euro pagati senza battere ciglio.
Non sto discutendo che siano tanti o pochi, sapevo benissimo a che spesa andavo incontro. E' inoltre giusto conteggiare tutto quello che è stato servito ma su un importo di questo livello e considerato l'incidente di cui sopra forse si poteva marginare qualcosa per guadagnare in simpatia.

In definitiva un'esperienza non deludente ma che non lascia un ricordo del tutto positivo. La cucina di Alajmo è, a mio avviso, eccelsa.
Sa osare come pochi e propone materie prime eccezionali con abbinamenti mai banali. Esecuzione e presentazione sono allo stesso livello.
Tuttavia questo non giustifica a mio avviso dei prezzi esageratamente elevati in rapporto a quanto offerto nel complesso: è vero che la cucina vale ma vanno messi sul piatto anche un servizio non all'altezza e un'ambientazione qualitativamente inferiore rispetto agli altri "trestellati".



Mappa

Le Calandre

Via Liguria, 1

35030 Rubano (PD)