Data recensione
07/04/2018
Cucina
9
Ambiente
8
Servizio
9

Vera e ampia offerta di qualità con servizio eccellente

Cesare recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €
Recensione
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Sono già quattro volte, a pranzo e a cena, che mi reco – con i miei stretti familiari – a mangiare in questo ristorante "Hostaria-Pizzeria da Cesare" in via Crescenzio, quartiere Prati a Roma, a due passi da piazza Cavour, proprio vicino alla Suprema Corte di Cassazione. Che dire: ogni volta è una esperienza positiva nella qualità delle pietanze offerte, spaziando dai primi ai secondi, ai dessert.

Una sera ebbi l'occasione di provare dei polipetti alla Luciana, di golosa bontà, cosí come, in un’altra occasione, un crostino al prosciutto, cotto al forno a legna, con ingredienti freschissimi (il fiordilatte si scioglieva in bocca, per non parlare del prosciutto crudo) irrorato da burro fuso: voluttà pura, posso dire, da lasciare sicura traccia nei circuiti sensoriali del gusto, del palato… cosí come, un’altra volta, presi un’ottima bistecca di carne chianina (vera !) e… ancora, che dire di una zuppa inglese deliziosamente squisita e freschissima… ovvero mia moglie alle prese con una “ribollita” toscana di indubbia conquista gusto-olfattiva.

Il servizio – a me, a noi – è risultato, sin dalla prima volta, sempre cortese e cordiale, premuroso, accorto e sicuro.

Certo va detto: talvolta le porzioni – ho rilevato ciò piú nei “primi” piatti – possono essere molto poco generose, in considerazione pure dei prezzi ma… dinanzi ad una cucina del genere, basata su materie prime ed ingredienti genuini (uova biologiche per esempio) e freschi e davanti ad un servizio cosí solerte e attento, si può perdonare tutto, davvero.

D’altronde qualche svista o, tanto per dire, caduta di regime (nella cottura… o nella porzione… o nella presentazione…) non può NON far parte, a mio sommesso avviso, di una ‘grande’ cucina, umanamente parlando, altrimenti mangeremmo, mi sia consentito di dire, come delle ‘macchine’ meccanicamente dei cibi robotici o inconsistenti… vedasi, tanto per recare un banale, forse, ma allegorico esempio, il film “2001: Odissea nello spazio”… si tratterebbe di un altro paio di maniche, di un’altra civiltà, di un’altra, forse, umanità. Qui si parla di cucina e pietanze casarecce, genuine, magari anche – non dico di no – robuste, in ogni caso dal sapore vero, “verace”, da recuperare dai sepolti archivi esperienziali, presenti in ciascuno di noi, di una gastronomia d’altri tempi. Tanto per dirne una: i cuochi sono tutti italiani e questa – a mio sommesso avviso – rappresenta una garanzia, checché si dica o se ne possa dire.

Il titolare, il signor Armando – persona preparata, affabile e, soprattutto, schietta, oltreché loquace ‘fan’ e protettore del suo locale ereditato in gestione da ascendenti toscani (all’ingresso sopra la porta campeggia il logo del “Giglio” fiorentino), titolare col quale ho avuto occasione di discorrere sul piú e sul meno, attraverso un sincero scambio di consigli, suggerimenti, anche appunti critici in merito ad alcuni piatti e, in generale, sulla gestione dell’attività – comunica sentimenti di serietà, competenza e garanzia in ciò che fa: gestire uno storico locale nato a Roma nel 1921.

Tanto per dirne un’altra: nei locali adibiti a gabinetti, può usufruirsi dell’erogazione di acqua calda pure in estate… e, poi… il tovagliame, le posate, la divisa dei camerieri… si vive anche di queste cose… particolari, dettagli !

Ma vivaddio: qualche volta tocca lasciarsi catturare, pur pagando qualcosa di piú (ma ne vale la pena !), e farsi plagiare da una cucina di pregio e qualità e uscire dal locale intimamente sedotti da capacità e vera e autentica goduria culinaria. Saluti, Pino.



Mappa

Cesare

Via Crescenzio, 13

00193 Roma (RM)