Data recensione
30/06/2017
Cucina
9
Ambiente
8
Servizio
9

Stella splendente

Johannesstube - Hotel Engel recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 110 €
Recensione
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Il Ristorante Joannhes Stube, è il fiore all’occhiello dell’Hotel Engel di Nova Levante; piccolo paese vicino al lago di carezza.

Da alcuni anni insignito della Stella Michelin, questo ristorante aveva attirato la mia attenzione già da tempo. E qualche mese fa ero quasi riuscito a trovare l’occasione per provarlo.

Ma  la maggioranza decise per un altro posto, valido ma di altro livello, a poche centinaia di metri.

Questa volta invece, ho potuto provare e gustare la Cucina di un’altro dei numerosi Cuochi Alto-Atesini che alla fantasia e alla materie prime, aggiunge una notevole concretezza.

Bello l’Albergo e le varie sale, molto bella e con un particolare “calore” la sala destinata ad accogliere gli ospiti della Johannes Stube.

Servizio di alto livello; sia da parte di una giovane cameriera, sia da parte del Sommelier, figlio dei proprietari. Anche lui molto giovane. Ma soprattutto con un modo garbato di suggerire e spiegare i vari vini; nonché capace di ascoltare le richieste, condite magari con qualche “castroneria”, del cliente, il sottoscritto, che pur bevendo molto e volentieri, è molto lontano dall’essere un esperto.

Menu pre-fissato in quanto facente parte del pacchetto ¾ di pensione offerto dall’Hotel Engel.

Inizio cena con due appetitosi saluti dalla Cucina:

“Miso con ceci fermentati” e “Polpetta con mousse di Peperoni e Chips di succo di patate”. Di maggior soddisfazione al palato la zuppettina; ma sicuramente superiore come presentazione, il trittico successivo. Con questa specie di patatina fritta sottilissima particolare e coreografica.

Il tutto servito su un “piatto” costituito da un tronco d’albero tagliato. Anche qui la foto è decisamente più esplicativa.

Primo piatto vero del menu è stato  “Trota al vapore con caviale e acetosella”. Dove il caviale erano le uova di salmone con un colore tendente più al giallo che non all’arancione. Buono il piccolo trancio di pesce saporito e compatto; così compatto che quasi quasi ho il dubbio di ricordare male e che il pesce fosse qualche cosa di diverso, e non trota. Dubbio amletico e drammatico escluso, il risultato complessivo è stato buono; le caratteristiche dell’ acetosella (sapore acidulo-pungente-salino)direi che non le ho apprezzate particolarmente. Ma ci stava bene lo stesso, l’acetosella.

Per fortuna i piatti successivi oltre ad essere ben spiegati dalla gentile cameriera, sono stati corredati da un foglietto esplicativo e con tutti gli ingredienti.

E quindi sia per il piatto successivo, che ho eletto il mio preferito della serata, che per il terzo, posso essere precisissimo!

“Stinco di Manzo Wagyu”: un piatto bello da vedere ed originale. Un primo con dei fagottini ripieni di pesce d’acqua dolce, mascarpone e patate, appoggiati su delle sottili lamelle di carne e corredati dal mosto cotto. Credo che alla foto basti aggiungere un buonissimi. Con una inaspettata armonia tra pesce,pasta e carne. Originale. Buono.

Quasi altrettanto buono e bello la “Crema di bucce di patate”. Anche in questo caso oltre alla descrizione, va visto il risultato estetico. Unico microscopico appunto, riguarda il tartufo che non era particolarmente profumato e saporito. Ma devo dire che ho ormai deciso che questo tubero, salvo rare ed eccezionali eccezioni (rafforzativo), non merita la fama che lo circonda.

O forse semplicemente, io non ho mai la fortuna, e il portafoglio, per essere smentito. Tornando al mio piatto, posso aggiungere che anche questo è un piatto non certamente banale e facile. E rientra in quel genere di preparazioni che fanno la differenza tra buona Cucina e Alta Cucina.

A questo punto sottolinerei l’ottimo pane che ci è stato servito insieme ad una “Creme fresh di piselli” e ad un burro del quale ho chiesto un “refill” perché “no se pol morir sani”!!!

E poi le statine fanno miracoli...

A seguire il “Mair‘s barbecue“ Entrecote di Manzo razza grigia con carota viola e crema di sedano ed artemisia. Sicuramente impegnativo il nome e l’assemblaggio dei vari componenti. Facile….da mangiare e gustare. Buono.

La carta dei vini, oltre ad una bella scelta di bottiglie, permette di ordinare anche alcuni vini al bicchiere. E così ho fatto.

Con un calice di “Forra” di Alois Lageder per mia moglie. Presentato come un Incrocio Manzoni, il primo uvaggio del quale ho memoria e che risale a tempi in cui si distingueva solo tra bianco e rosso, direi che in comune con quello/quelli che ho assaggiati in precedenza aveva solo il nome. Fruttato e barricato; corposo e buono. Tanto buono!

Per me ho ordinato un Riesling Renano del quale non ho segnato la cantina. Gradevole ; ma non paragonabile al Forra.

Sempre per me ho poi scelto un “Gruner Veltliner” Der Ott 2015. Un Austriaco BIO che sono contento di aver assaggiato.

Fermo restando che il successivo ed ultimo calice era tutta un ‘ altra cosa . Un Mersault 2012 di Pierre Morey . Nome che vagamente ricordavo per trascorse degustazioni mangioniche : ormai solo un ricordo .

Tutti e quattro , con prezzi che posso definire più che onesti in rapporto al tipo di vino e allo stile della Johannes Stube.

Dessert composto da mousse di piselli , pralina di cioccolato bianco e strauben di salvia selvatica. Che insieme alle “Praline con betulla” ci hanno fatto concludere dolcemente e degnamente la nostra ottima cena.

Superfluo concludere con ulteriori apprezzamenti . Sicuramente dovuti ma anche scontati , visto quello che ho descritto.

Una gran bella cena !

Il conto finale non è facile da desumere in quanto compreso in un pacchetto. Dai prezzi visti sul loro sito internet , potrei pensare a 100/120 euro . Che portano ad un Q/P tra il normale e il buono . Come sempre buono in relazione al tipo di Ristorante e a tutto il lavoro di ideazione e sperimentazione fatto dal Cuoco.

Da riprovare con piacere.

Foto della recensione


Mappa

Johannesstube - Hotel Engel

Via San Valentino, 3

39056 Nova Levante (BZ)