Data recensione
30/03/2008
Cucina
7
Ambiente
6
Servizio
8

Domenica calda e soleggiata di un marzo primaverile, le temp...

Locanda Trattoria Cesarina recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €
Recensione
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Domenica calda e soleggiata di un marzo primaverile, le temperature invogliano a stare all'aperto, quasi non ce ne rendiamo conto che arriviamo nella zona dei colli piacentini, più precisamente in Val Tidone.
Il panorama si riempie di colline e vigneti, il viaggio scorre pigro e lento fra i vari paesini disseminati di rocche e castelli, tutti parimenti affascinanti ed - ohinoi - a pagamento come da migliore indefessa tradizione italiana!
Le passeggiate hanno conciliato la nostra fame, è ora di pranzo e decidiamo di fermarci in uno dei tanti ristoranti/agriturismo che incontriamo lungo il cammino. L'impresa tuttavia non è facile: pare che ovunque di domenica occorra prenotare, siamo quasi pronti a rinunciare al pranzo quando finalmente telefoniamo presso La locanda Cesarina e riusciamo a trovare posto, anche per il nostro cane.
Le indicazioni ci vengono fornite in maniera dettagliata al telefono ed una volta arrivati in paese la segnaletica è chiara. In men che non si dica parcheggiamo l'auto nel parcheggio privato antistante l'ingresso e troviamo ad accoglierci un sorridente signor Renato, proprietario del locale, che con fare cordiale ci fa accomodare al nostro tavolo.

Una volta all'interno, apprendiamo che la locanda è stata ricavata da un'antica posta per il cambio dei cavalli: l'ambiente, con inserti ed archi in pietra a vista, ne ricorda i fasti.
I coperti sono all'incirca settanta e i tavoli, sufficientemente distanziati fra loro, sono apparecchiati con sobria semplicità: tovaglie in fiandra bianco candido, posate solide e bicchieri d'ordinanza, anche per il vino il calice da degustazione è unico per qualsivoglia tipologia. Alle pareti, tinteggiate in bianco, stampe e quadri di variegata fattura e soggetto: un ambiente che risulta dunque semplice e dal sapore retrò, ma che regala momenti rilassati e privi di arzigogolati fronzoli.
Il menu ci viene recitato a voce dal gestore, mentre una cameriera dai modi garbati ed attenti porta in tavola il cestino del pane contenente un unico tipo di pane bianco tipo Varzi, che si rivela squisitamente fragrante.

Le proposte, pur non troppo articolate, si rivelano di genuina tradizione regionale. Dopo breve consultazione decidiamo per un antipasto di salumi misti, bis di primi composto da ravioli di ricotta e spinaci con burro e salvia e pisarei e fasò, e stufato di cinghiale con polenta.

L'attesa è decisamente breve ed arrivano in tavola gli antipasti. La presentazione lascia forse a desiderare, ma la bontà delle materie prime adoperate non abbisogna di abbellimenti di sorta.
Nel piatto trovano posto due fette di prosciutto crudo dolce ma dal sapore persitente, due fette di coppa che quasi si sciolgono in bocca, una spessa fetta di salame ben stagionato e della giusta sapidità, una fetta di pancetta arrotolata buona e saporita, ed un quadrotto di torta salata preparata con pasta sfoglia e verdure varie, tiepida e gustosa.
In una terrina ovale ci sono invece un'ottima insalata fredda di fagioli grossi di Spagna e cipolla di Tropea, e cipolline Borretane in agro. Ciascun commensale se ne può servire a sazietà, finchè non rimangono che briciole.
Il primo bilancio è soddisfacente; il tempo di sgranocchiare i grissini confezionati presenti in tavola ed arrivano anche i primi.

In un unico piatto trova posto il bis di assaggi: i ravioli hanno pasta verde sottile e porosa, il ripieno è delicato e piacevole, perfetta la cottura e felice il connubio tra burro e parmigiano fuso; i pisarei sono parimenti buoni. Unica pecca che si può rilevare è forse l'eccessiva tiepidezza di questi ultimi: il tempo di assaggiare i ravioli che i pisarei si freddano.
Ma il tempo scorre pigro, è un locale per famiglie come dimostrato dalla varietà di clienti presenti in sala, e a giudicare dai visi distesi la soddisfazione è generale e diffusa.
Ancora una volta i tempi d'attesa sono più che celeri ed arrivano in tavola i secondi.

Lo stufato di cinghiale è speziato e dal sapore persistente, la carne, benchè tagliata a pezzettoni grossi, è tenerissima e la polenta è più che sufficiente ad accompagnare il denso sugo di cottura sapido e piacevole.
Il signor Renato, dopo essersi accertato che tutto sia stato di nostro gradimento, sa tentarci con una torta di ricotta e fragole, di chiara ed apprezzabile fattura casalinga e non troppo zuccherina, ed un sorbetto al limone di fattura industriale ma fresco e piacevole.

E' giunto il momento di dirigersi alla cassa: scambiamo ancora qualche chiacchiera, rifiutiamo la gentile offerta di un amaro e paghiamo soddisfatti. La cucina è semplice ma ben eseguita, l'ambiente è rilassato e promette esclusivamente ciò che è in grado di mantenere, il rapporto qualità prezzo è forse un po' oltre la norma ma le materie prime impiegate sono senza dubbio di buona scelta.
Torneremo, allargando la cerchia di amici con cui condividere la scoperta, anche per il servizio che si è sempre dimostrato attento ed impeccabile.



Mappa

Locanda Trattoria Cesarina

Via Romagnosi, 31

29010 Nibbiano (PC)