Data recensione
11/12/2018
Cucina
8
Ambiente
8
Servizio
7

Abruzzo ai massimi livelli

Il Capestrano recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 54 €
Recensione
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Festeggiamenti per il cambio lavoro del mitico Peppino e lui, da bravo mezzo Abruzzese DOC, mi invita al Capestrano ( che gli feci conoscere io tanto tempo fa ) portandosi appresso il Tiz che da bravo mezzo Abruzzese DOC porta il computo ad un vero Abruzzese DOC.

Locale che non è cambiato in questi anni e quindi salto a piè pari la descrizione della location così come quella della carta dei vini che è Abruzzesamente immutata. Lasciamo la scelta del vino al Peppo, paga lui e quindi sappiano che per non fare la figura del braccino sceglierà bene. E sceglie bene, Marramiero, Inferi Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2014, molto ma molto diretto, acido ma piacevole, tanta frutta e cioccolato, tante amarene in bocca.

Non è mai facile scegliere, troppi piatti intriganti, la Tartare de’ Pecora e gli arrosticini di fegato di pecora tentano, ma saranno per un'altra volta. Ovviamente prenderemo di secondo gli arrosticini, per tutti un primo.

Cestino del pane arrivato a tempo di record con fette belle croccanti e saporite.

Facciamo la comanda ma chiediamo di portare al volo una porzione di Pallottole Cacio e Ova da dividere, che sarebbero delle polpette di pane raffermo e formaggio legate con le uova e servite con un bel sugo di pomodoro.

Commento: una squisitezza! Macinatura fina, morbide in bocca, formaggio evidente e gustoso, qualche spezia che esalta il sapore, un sugo di pomodoro molto forte che bene si sposa alla delicatezza della pallottola,

Il Pepp prende le L’sagne c’ji Fascioll che sono poi delle tagliatelle corte servite in zuppa di fagioli e peperoncino, quest’ultimo servito anche in una ciotolina a parte in caso ci fosse necessità o volontà di caricare ulteriormente di piccante.

Ciotola di coccio, minestra scura, non l’assaggio perché abbiamo solo un cucchiaio ed ho paura dei germi patogeni del Peppino e riporto quindi in maniera acritica il suo giudizio. L'sagne come le faceva la sua Nonna a Sulmona, il giusto equilibrio di profumo di rosmarino, la giusta densità della minestra e delle lasagne rustiche al coltello.

Il Tiz prende un classico, Pasta aj’ carratur c’je sughe d’agnejle. Spaghetti alla chitarra con ragù di castrato e scaglie di pecorino di Castel del Monte che impiegherà una vita a mangiare perché superimpegnato nei racconti delle sue mirabolanti avventure da meccanico nel pozzetto. Tornando al cibo, dose abbondante, ragù rosso macinato molto fino, tanto pecorino che sembra la Maiella imbiancata. Pasta con cottura ottimale, fresca ben avvolta dal sugo, sapore forte ma senza esagerare, buona ma non regge la concorrenze con quello che ho preso io.

Perché io ho preso L’tajatell Aquilan’ aje ragù bianc’ d’agnejle Limone, Ginepro e Pecorino del Monte, quindi tagliatelle fatte in casa ma con ragù in bianco di agnello aromatizzato al limone. Pasta perfetta, ragù morbidissimo con la carne sfilacciata, meno formaggio ma in dose sufficiente a farsi sentire, l’idea del limone è fantastica, un piatto veramente buono!

Arriva il piatto forte : J’arrosticini “fatt’ a man” c’ l’ bruschett’ ovvero Arrosticini di carne di pecora fatti a mano ( con bruschette al pomodoro ed e.v.o. DOP Abruzzese preparate sulla canale. Finiamo subito le bruschette, una col pomodoro ed una liscia, buone ma si frappongono fra noi e gli arrosticini. Questi sono serviti in vasi di coccio, ne abbiamo sei a testa ma il Tiz, che continua a raccontare, finirà colpito dal pollo di Trilussa. Che dire ? IL vero arrosticino Abruzzese, carne della giusta morbidezza, da masticare ma senza troppa fatica, sembra di leccare una pecora e questa sensazione ce la porteremo dietro sino a sera. Buonissimi.

Il Peppo non ce la fa più e salta il dolce, noi non ce la facciamo più ma siccome paga lui il dolce ce lo facciamo lo stesso.

Per me La Ricotta molla, con cedro candito e gelatina alla centerbe, tre grossi baffi di ricotta con scaglie di cioccolato sormontati da un cedro ( rosso o verde, molto patriottico ) e quattro cubetti di gelatina verdolina. Ricotta freschissima, dolce al punto giusto, perfetta col cedro ma soprattutto perfetta con a gelatina che del centerbe conserva il sapore ma non il grado alcoolico.

Per il Tiz Je parrozz’, il Dolce dannunziano preparato con mandorle tritate, ricoperto di cioccolato su crema pasticcera. Sul piatto una specie di PacMan scuro che insegue il pezzo mancante attraverso una pista di crema pasticcera. Morbido, equilibrato con il gusto di mandorla che appare fra le righe senza mai strafare.

Caffè doppio, piatto di biscottini di una bontà incredibile, gusto anice mi sembra di ricordare, Peppo paga e tutti si torna al lavoro. Locale che vale sempre la pena di visitare.!

Foto della recensione


Mappa

Il Capestrano

Via G.F. Pizzi, 14

20141 Milano (MI)