Data recensione
29/10/2018
Cucina
8
Ambiente
8
Servizio
7

Elegante, cucina valida, prezzi interessanti (vini a parte)

Attimi By Heinz Beck recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 51 €
Recensione
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Sapevo dell’apertura del Bistrot di Heinz Beck a Citylife ma giudizi non positivi che amici mi avevano riportato su “Attimi” a Roma avevano raffreddato li mio interesse. Durante una gita famigliare a Milano ad Agosto che aveva come obiettivo un aperitivo da Borghese ( rivelatosi chiuso ) avevamo optato per la Mixology di “Attimi” a Milano rimanendone conquistati ed accendendo la voglia di provare anche il ristorante od il Bistrot.

Siamo alla Food Court di Citylife, uplevel ma pur sempre una Food Court dove si trova di tutto comprese le polpette di Abatantuono (una droga, i ragazzi sono capaci di mangiarsene 20 euro a testa pure a merenda).

Attimi è sull’angolo in fondo in modo da risultare un po' staccato dal contesto. Ampie poltrone avvolgenti a delimitare l’ingresso col loro schienale a guisa di volto, colore predominante il nero su fondo bianco, colonne metalliche che sembrano bielle che salgono al soffitto indicando la funzione dei diveris spazi, tavoli tondi bianchi con sedie nere in metallo.

Decisamente elegante, soft durante l’aperitivo, caoticamente affollato durante a pausa pranzo.

Niente tovaglia, una tovaglietta in schiuma rossa dove appoggiare i piatti ed il solito accessorio in metallo dove appoggiare le posate senza che facciamo contatto con il tavolo.

A mezzogiorno c’è il menù Bistrot mentre quello alla carta è riservato alla sera, nessuna traccia ovviamente del menù a Tempo dell’Aereoporto di Roma. Sei antipasti, cinque primi, cinque secondi, si privilegiano le preparazioni che risultano “veloci”, si gioca sulla semplicità dell’ingrediente principale arricchito da piccoli dettagli di gusto ( tipo maiale, liquirizia e mela oppure Sgombro, farro, limone e mandorle ). Sarebbe stato da provare lo Spaghetto Pomodoro e Basilico ( il piatto più semplice ed allo stesso tempo più difficile ).

Chiediamo la carta dei vini, due pagine, una pagina di bianchi ed una di rossi. Interessanti le proposte, molto ben costruita in termini di scelte e varietà, buona scelta al calice. Scoraggianti i prezzi, ricarichi alti, niente sotto i 25 euro e tantissimo sopra i 40 euro, prezzi al bicchiere assolutamente da ripensare con prezzo medio di 8 euro al calice per vini tutt’altro che di grande pregio.

L’idea è di partire con un antipasto ed il Vitello Tonnato attira subito la mia attenzione, difficile per me resistere alla voglia di provarne uno quando lo vedo in carta.

Cominciamo dalla presentazione, molto bella, il magatello sottile e rosa sul fondo disposto a mo’ di margherita, pennellate di salsa tonnata qui e la, globi di salsa alla punta di ciascun petalo, qualche grosso cappero, sottili julienne di verdura bianca e delle spugne color senape.

Carne ottima, cotta probabilmente a bassa temperatura, tenerissima e saporita, salsa estremamente elegante ed equilibrata nei componenti, approvata la variazione della julienne e delle spugne che ben si accompagnano ( confesso, non ho capito cosa fossero ne una ne l’altra, faccio ammenda., posso ipotizzare del sedano rapa ed una preparazione al sifone di cui non ho colto la base ). Vitello Tonnato promosso a pieni voti.

In abbinamento, al calice, scelgo un Rosso Valtellina Nettare della Tenuta Vinea Scercè, un bel prodotto coi toni di cigliegia, speziato, con un forte ricordo di caffè e cioccolato ed un’ottima persistenza, mentre il mio commensale prenderà un Pinot Grigio Oberfeld 2017 di Armin Kobler che verrà apprezzato.

Nota a latere, con regolarità ci venivano portate delle ciotoline di ceramica nera con un ottima pagnotta, scura ma non troppo, fette grosse, crosta croccante, mollica morbida, una tentazione rovina appetito che abbiamo gestito con le dovute cautele.

Salmone marinato agli agrumi con maionese al plancton, sedano rapa e mela verde. Anche qui impiattamento ben riuscito, un salmone lucido decorato con gocce di maionese, parallelepipedi di mela verde, noci e chips di sedano rapa. IN bocca l’ensamble è fresco, piacevole, con la maionese che ricorda un po' l’avocado ma senza averne le note più dolciastre risultando perfetta come combinazione al salmone.

Ci chiedono se vogliamo il caffè, l’abitudine è ai clienti frettolosi, ma noi ricordiamo che abbiamo già ordinato anche il primo e stupisco richiedendo ancora la carta dei vini per prendermi un secondo calice, procedura deduco abbastanza rara che li prende di sorpresa e fa si che mi arrivi prima la pietanza del vino.

Tornando al vino, è un Pinot Nero Calonga 2013 di Bisi, un Lombardo dell’Oltrepò ( ndr, in carta c’è un po' di confusione con la casa vincola che viene indicata come Calonga Bisi), molto elegante, compelsso in bocca con frutta, tante bacche rosse e soprattutto fragoline di bosco ed un finale lungo in pepe.

Sul primo siamo allineati, una Pappardella fresca al grano saraceno, agnello al Barolo e fonduta al Parmigiano. Porzione abbondante, abbastanza per saziare in un giorno normale, pasta alta, scura, tempestata dai punti neri tipici dell’aggiunta di grano saraceno ( non tanto, comunque ), appoggiata su un letto di crema tanto densa da sembrare besciamella e coperta da un ragù denso di carne sfilacciata e verdure che dall’aspetto ricorda quasi trippa. Pasta ben realizzata e cotta al punto giusto, agnello al barolo avvolgente, morbido al palato, delicato nel gusto, crema di parmigiano troppo prepotente, abbraccia l’agnello e ne neutralizza gli aromi.

Continuiamo a fare i clienti atipici e li sorprendiamo con la richiesta di avere anche la carta del dolce, proposte semplice sinchè non si arriva al Biancomangiare al caffè con gel di rapa rossa e crumble al cioccolato su cui ci buttiamo immediatamente. Bello, decisamente bello da vedere, un piatto fondo con una crema bianca, una striscia di gocce di gel e di crumble, polvere rossa sparsa, due “ovetti” coperti di polvere di cacao. Ed è anche buono, elegante, delicata la crema, intenso il gel, accattivamnti gli ovetti ripieni di crema. Un dolce che appaga senza mai stufare, di quelli per cui hai l’impressione che potresti andare avanti ad oltranza a mangiarne senza mai stancarti.

Bilancio finale direi positivo e mi sento di suggerire il Ristorante, Location elegante anche se un po' rumorosa ed affollata, cucina di qualità con buone materie prime ed interessanti abbinamenti ( pieni voti ad antipasti e dolci, pasta che abbassa la media, comunque ), prezzi delle pietanza assolutamente interessanti. Nota dolente i ricarichi sui vini, pagare 8 euro per un calice di vino da 13 Euro oppure dieci Euro per un calice di vino da 22 Euro è una tassa inaccettabile, rischia di rovinare l’esperienza nel suo complesso.

Foto della recensione


Mappa

Attimi By Heinz Beck

Piazza Tre Torri

20145 Milano (MI)