Data recensione
27/01/2010
Cucina
9
Ambiente
9
Servizio
8

Mettiamo le mani avanti: aggiungere qualcosa a quanto sia gi...

La Peca recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 145 €
Recensione
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Mettiamo le mani avanti: aggiungere qualcosa a quanto sia già stato scritto e detto su un ristorante che raccoglie consensi unanimi risulta davvero difficile. Si potrebbe aggiungere qualcosa su menu, carta dei vini o carta dei distillati, ma per questo è sufficiente aprire l’aggiornatissimo sito Internet del ristorante. La giornata è di quelle invernali, freddo pungente e nevischio non ci impediscono comunque, con una decisione presa poco prima di pranzo, di dirigerci repentinamente verso Lonigo.
Location già ampiamente descritta nelle recensioni precedenti. Le due calde ed accoglienti sale da pranzo sono al primo piano, la più grande, con ampia vetrata, è già in parte occupata, per cui mia moglie preferisce una sistemazione più intima in uno dei tavoli nella seconda sala, in cui saremo invece gli unici avventori. Al piano terra bello il salone per i fumatori, con poltrone e camino, nel quale poter degustare anche un buon distillato.
In generale uno degli ambienti da me visitati che più si avvicinano ai miei gusti personali.

Come aperitivo scegliamo dalla carta dei vini (o meglio dal libro in cui sono riportate le etichette disponibili in cantina) due calici di Brut Metodo Classico Garganega Chardonnay Sauvignon Cà Rovere, Alonte (Vi), 2004. Ci vengono portati, in un cestino, pani di diversa tipologia, tiepidi, accompagnati da una mousse di caprino e maggiorana.
A seguire altri pani e affini che prendiamo direttamente da un enorme vassoio portato al tavolo da uno dei camerieri che ci hanno seguito durante il pranzo.

Oggi decide mia moglie e “stranamente” si getta sulla degustazione di pesce, con un piatto in aggiunta e la sua solita richiesta di scegliere il dessert dalla carta, da cui come sempre pescherà il dolce meno creativo possibile, non facendo onore a quel grande chef pasticcere che risponde al nome di Pierluigi Portinari. Accompagniamo il tutto con un Sauvignon Vieris Vie di Romans Mariano del Friuli (Go) 2002, vino che ho sempre apprezzato ma che forse non era propriamente adatto per l’intero menu. Mea culpa, dal momento che ho scelto personalmente il vino, disquisendo brevemente con il sommelier solo per deciderne l’annata. Ritengo che, in particolare, l’abbinamento con l’anguilla sia risultato invece particolarmente gradevole.

Arriva il benvenuto della cucina: Crema di fagioli, zucca e guanciale croccante, che un po’ mi spiazza per l’istintiva dissonanza con il menu di pesce, ma della quale non rimarrà traccia nel bicchierino che la conteneva.

Antipasti.
Iniziamo il pranzo con Tagliatelle di seppie chioggiotte su emulsione “aio-oio” gelatina del loro nero e verde di zucchine, piatto che ha dato soddisfazione al palato, con il giusto contrasto dell’emulsione in accompagnamento e l’ottima materia prima, filo conduttore di tutto il pranzo.
Nella Piccola degustazione dei nostri crudi, spiccano la millefoglie di farina di alghe, caprino, canoce e occhiona e la “mini-pizza” con scampi. Ottimi.
L’ultimo antipasto è Gamberi, calamaretti e seppie in latte denso di bufala, semi di pomodoro e tapenade alle olive, con dei pezzetti di pane croccante a conferire una diversa consistenza.

Iniziamo col “walzer” di primi piatti.
Gnocchi bicolore di patate su zuppetta dell’Adriatico con scampi, rape e aria di prezzemolo, delicatissimi gnocchetti e zuppa davvero ottima.
Spaghettoni Fabbri aglio olio e... scoglio in cui si esalta di nuovo una splendida materia prima.
Il piatto da noi aggiunto è Bigoli integrali con acciughe alici marinate e gelato di cipolle di Tropea, giustamente un must del locale, da circa due anni in carta. Uno dei migliori piatti del giorno, golosissimo e con il gelato a pulire il palato dopo qualche boccone.

Secondi piatti.
Sui secondi ci dividiamo.
Per mia moglie Rombo chiodato fumante grigliato al sale, purè soffice di patate e rafano, concentrato di pomodori datterini ed erba cipollina, presentato con un coreografico fumo prodotto dal sifone.
Per me Anguilla laccata all’orientale con gelo di zucca, ristretto di birra e chips di rape rosse. Piatto da applausi l’anguilla, opportunamente sgrassata dopo quattro tipi di cottura e il gelato di zucca perfetto come sparring partner. Decisamente buono (solo un assaggio per me) il rombo, anche se dal mio punto di vista fin troppo “classico”, con la pelle croccante ovviamente molto sapida, visto il tipo di cottura. Eccellente per mia moglie e dal momento che il piatto era suo direi che siamo rimasti contenti entrambi.

Predessert: un bacio di dama alla frutta accompagnato da crema pasticcera. Arriva in contemporanea anche la piccola pasticceria. Io gradisco sempre qualcosa che mi rinfreschi prima del dolce appunto e “pesco” quindi dal vassoio un bicchierino con succo di zenzero e lime, piuttosto acido e perfetto per lo scopo.

Dessert.
Io confermo il dessert previsto dal menu degustazione, altro classico del locale, lo strepitoso Come una cassata ai mandarini con gelato al pistacchio di Bronte e capperi disidratati. Ogni altra parola su questo dessert è inutile se non ribadire che merita davvero la sua fama.
Per mia moglie: Gelato alla vaniglia Tahitiana, vorrei assaggiarlo al naturale ma in un attimo lei ha già versato buona parte del cioccolato fuso che gentilmente le hanno portato a parte dopo un breve consulto riguardo i suoi gusti...

Chiudiamo con un caffè per lei e un rhum Exquisito Grand Reserva 21 Anos Cubaney, Cuba 38° per me. Anche qui non ho chiesto nessun consiglio e oggi non mi andava un prodotto troppo forte, ma esistono decisamente rhum migliori in circolazione, benché sia comunque piuttosto particolare e meriti almeno un assaggio in tal senso.
Ormai le ore passate a tavola sono quasi tre e mezzo per cui chiediamo il conto, ringraziamo per la bella esperienza e ci dirigiamo verso casa.
Il dettaglio del conto: due aperitivi 12 euro, due menu degustazione di pesce 220 euro, un primo piatto aggiunto (mezza porzione a persona) 26 euro, un Sauvignon 30 euro, un'acqua 4 euro, un caffè 4 euro, un rhum 7 euro, il tutto gentilmente arrotondato a 290 euro complessivi.

Conclusioni.
Cucina e servizio confermano il livello del ristorante, la location, ripeto, perfettamente in linea con i miei gusti personali. Ho sempre pensato che il termometro per valutare un’esperienza in un locale sia la sensazione che provi all’uscita, ovviamente anche in relazione al conto. In questo caso non posso che confermare i lodevoli giudizi letti sul locale e la voglia di tornare. A questi livelli il conto non è chiaramente indifferente, ma probabilmente rispetto ai “competitors” il rapporto qualità/prezzo è buono. In generale direi che il conto è in linea con le attese, si parla sempre di un “due stelle Michelin” da cui si ci aspetta effettivamente molto e in cui è logico spendere altrettanto.
La cucina ha fondamentalmente un’impronta classica, grande materia prima e volontà di soddisfare tutti i clienti, non solo la minoranza di Gourmet che, benché importantissima per mille motivi, non può garantire la sopravvivenza di un locale.
Servizio svolto oggi dalla Sig.ra Portinari e da due giovani camerieri, sotto l’attenta supervisione del maître Pierluigi Portinari, oltre alla presenza del sommelier.
Non posso esimermi dal fare i complimenti allo chef Nicola Portinari e sottolineare come ci abbia fatto piacere ricevere la sua “visita” al tavolo, sapendo quanto sia più portato a far parlare i suoi piatti piuttosto che fare public relation con la clientela. L’obiettivo primario per cui andiamo al ristorante non è fare i compagnoni con Chef o personale di sala, a differenza di quella che sembra ormai una moda consolidata, ma ci fa sempre immensamente piacere quando le persone rubano del tempo alla loro dura attività per comunicarti la loro passione.



Mappa

La Peca

Via Giovannelli, 2

36045 Lonigo (VI)