Data recensione
22/07/2009
Cucina
9
Ambiente
8
Servizio
9

Questa è la mia prima recensione di un locale del quale ave...

La Peca recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 166 €
Recensione
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Questa è la mia prima recensione di un locale del quale avevo già avuto occasione di parlare, circa due anni fa; la curiosità mi porta a verificare se quanto riscontrato all’epoca, dopo l’assegnazione della seconda stella, possa essere variato.
Ed è quanto mi sono riproposto di fare anche per altri ristoranti, sia stato il precedente giudizio positivo, neutro o negativo; riscontrare se siano migliorati, peggiorati o invariati, sia in cucina sia nel servizio, sia nella cura dell’ambiente sia a livello di costo.
Iniziamo quindi con “La Peca” che secondo la classifica degli amici Mangioni è ritenuto il migliore ristorante nazionale.

Salto a pie pari la descrizione della location in quanto non è cambiata, come l’accoglienza sempre ottima a trasmettere quella gradita sensazione di entrare in una casa privata e non in un ristorante e quindi passo direttamente al Menu che propone due degustazione ”Pesce” e “Classici”, un menù “Ore 12” per il pranzo nei giorni feriali e poi otto antipasti, otto primi, sei secondi piatti di pesce e tre di carne, uno vegetariano, un piatto di salumi, una degustazione di formaggi, dieci dessert e sei tipologie di sorbetti. Prezzi e descrizioni sono visibili sul sito.
Questa sera sceglierò il degustazione “Pesce”.

Il solerte cameriere porta acqua minerale S.Pellegrino e, dopo conferma, aperitivo con tre proposte: Champagne, Prosecco oppure, e sarà la mia scelta, Dubl anno 2004 - Feudi di San Gregorio/A. Selosse - Sorbo Serpico (Av), discreto prodotto in versione Magnum e realizzato con uve falanghina.

A seguire il pane, caldo, di tipo integrale, bianco, madre, alla cipolla e da scegliere al vassoio grissini, sfogliatine al mais e pane tostato; naturalmente prodotto in casa e di ottima qualità, in accompagnamento una deliziosa crema di ricotta, caprino e maggiorana.

I tavoli ampi e tondi dell’elegante e calda sala sono apparecchiati al minimo e la presenza dei soli due bicchieri, sottopiatto, tovagliolo e piccolo centrotavola rendono il tutto molto “pulito” e leggero.

Due gli appetizer, si comincia con l’ottimo e equilibrato in dolcezza/acidità Salmone affumicato che viene proposto su crema di piselli e con pomodorini e anelli di cipolla e a seguire Gazpacho di verdure con cozza gratinata dove i piccolissimi pezzi di ortaggi coprono completamente il mollusco.

Dopo le introduzioni di rito si parte con il Cucciolone di scampo con radicchio tardivo all’aceto balsamico dal format simile al famoso gelato, dove le finissime sfoglie di pane ai crostacei sostituiscono il biscotto e il piccolo cilindro di scampo e radicchio all’aceto, il gelato.
Da mangiare con le mani, fresco anzi quasi freddo il crostaceo dal gusto largamente predominante su tutto. Buono.

Sul rettangolare piatto bianco ecco servita la Piccola degustazione dei nostri crudi composta da quattro tipologie e precisamente:
Due fette di ottimo pesce spada in abbinamento ai dei saporitissimi piselli crudi e cubetti di pane tostato;
Quenelle di freschissime mazzancolle con piccolissimi prelibati fagioli e radicchio;
Piccolo cerchio di pasta da pizza molto sottile con scampi, pesto e origano;
Millefoglie eseguita con farina di alghe, occhiona, caprino e canoce, fantastica.
Tutto molto buono, abbinamenti inusuali ma appropriati e gustosi.

Non faccio in tempo a ripensare alle sensazioni incredibili che mi ha trasmesso il millefoglie che ecco arrivare il primo di un tris di piatti da urlo e che risulteranno essere i migliori della serata. Si comincia con la Pappa al pomodoro con calamaretti spillo, zotoli e canoce spuma di patate e salsa di mosciame e alghe dove la deliziosa pappa divide in due il rettangolare piatto bianco, i gustosissimi pesci, tutti rigorosamente di piccola taglia, perfettamente si abbinano con la cremosità del tubero e con la salsa dal sentore decisamente marino.

I Passatelli leggeri con gambero siciliano, triglie, veraci e castrature profumate alle clementine proposti con aggiunta di carciofi e pomodoro, sono l’unica portata prevista con brodo, il cui delicato sentore di agrumi ben si sposa con tutti gli ingredienti. Eleganti profumi di mare, pochi ma perfetti i passatelli, stupenda l’acidità regalata dal pomodoro.

Come avrete capito questo ristorante pone una grande attenzione per i prodotti di mare e nemmeno i lupini, vongole e fasolari che condiscono gli Spaghettoni Fabbri aglio, olio e scoglio sfuggono a questa regola. Così con la pasta cotta alla perfezione e dalla mantecatura golosa, anche i molluschi trasmettono ottime sensazioni alle papille gustative; piatto molto equilibrato grazie anche al giusto dosaggio di aglio e olio e all’eccezionale materia prima.

In aggiunta al menu scelto chiedo anche di potere assaggiare i Bigoli integrali con acciughe alici marinate e gelato di cipolle di Tropea, piatto corposo e di grande sapore con una perfetta cottura della pasta, freschissime e delicate le alici, gradevole e pulente il gelato, simpatico al palato e al gusto l’apporto dei piccoli cubetti di pane tostato.

Che dire di questa sequenza! Da rimanere a bocca aperta, cotture adeguate, mantecature gustose, materie prime fantastiche e abbinamenti certamente “sicuri” ma perfetti.

Come piatto principale il menu prevedeva una doppia scelta fra la Piovra arrostita all’erba cedrina con fave, piselli e sensazione di arachide oppure la Ventresca di tonno rosso cotta nel fumo di faggio con vellutata di patate, crescione e pomodoro invernale appassito, ma su consiglio del sempre presente maitre, dopo il passaggio dei bigoli ritenuto un piatto strong, ho deviato sull’Anguilla fritta ai limoni gardesani canditi in salamoia con misticanza di strigoli e frutti rossi, pesce difficile da proporre, ma le quattro fasi della cottura a cui è sottoposta questa versione (affumicata, bagnomaria, al forno e in padella), lo restituiscono sgrassato, tenero ma di grande gusto; la misticanza, i lampascioni, i pezzetti di limoni canditi, i lamponi e la crema di fondo sono interessanti abbinamenti per questo piatto molto equilibrato.

Dall’elegante e ben fornita carta dei vini, in abbinamento a tutti i piatti ho scelto un prodotto italiano Haderburg Brut – Azienda agricola Haderburg Salorno (Bz), dalla gradazione alcolica 12,50° e con uvaggio Chardonnay-Pinot Nero; un bel colore giallo brillante e un perlage fine e con una discreta persistenza, profumi eleganti al naso e in bocca dove anche qui riporta equilibrio e persistenza.

Nell’attesa del dessert ecco proposto il Gelato al mandorlato, yogurt allo zafferano e pesche che personalmente è risultato l’assaggio meno gradito (è tutto dire) anche perché non amo particolarmente il mandorlato e ancora meno lo zafferano nei dolci.

Nel frattempo scelgo il vino per la portata successiva e decido per Doro 2004 – Azienda Agricola Masari Valdagno (Vi) un bianco passito di soli undici gradi con uvaggio Durella/Garganega, colore giallo oro, dai classici sentori di frutta tropicale mentre in bocca risulta essere ben equilibrato, non stucchevole e che ben si abbina con la Come una cassata ai mandarini con gelato ai pistacchio di Bronte e capperi disidratati dove la buona cassata viene ulteriormente migliorata dall’eleganza degli agrumi, il pistacchio è presente con il discreto gelato e a pezzetti a parte, non percepiti i capperi disidratati.

Termino la serata con un discreto caffè Haiti Komet Thiotte accompagnato da dieci pezzi di ottima piccola pasticceria fra cui un bicchierino di zenzero e lime e in conclusione, offerto dal maitre, un buon Calvados Pays d’Auge di Roger Groult, quarantuno gradi.

Chiedo e portano il Conto che è così ripartito:
Un Menu Degustazione Pesce Euro 110,00
Un piatto fuori menu Offerto
Un Aperitivo Euro 9,00
Una Bottiglia di vino Euro 32,00
Un Bicchiere di vino dolce Euro 7,00
Un Acqua minerale Euro 4,00
Un Caffè Euro 4,00
Un Calvados Offerto
TOTALE Euro 166,00


In conclusione ho ritrovato un Ambiente con un discreto esterno e una calda ed elegante sala, il Servizio molto professionale ma senza distacco dal cliente, puntuale, preciso, spiegazioni complete dei piatti. Perfetta la regia del maître Pierluigi Portinari che coadiuvato dal sommelier e da due camerieri, garantisce una ottima organizzazione di sala (questa sera diciannove coperti).

Per quanto concerne la Cucina stiamo parlando di una cucina classica ma di altissima qualità e con una materia prima straordinaria; prima di tutto equilibrio fra i vari ingredienti dove tutti danno un loro piccolo contributo per creare un grande piatto, sentori delicati, assemblaggio semplice ma curato. Degli otto piatti degustati sette hanno lasciato il segno: non è poco e raramente mi è capitato! Da urlo alcuni crudi e tutti i primi piatti.

La Carta si può definire ampia, completa e con buone scelte, mentre abbiamo dei Prezzi decisamente interessanti per i degustazione; a la carta, a parte un paio di piatti “fuori misura”, i prezzi si avvicinano più a quelli di un locale monostellato.
Per quanto proposto questa sera (due appetizer, un predessert e otto piatti tutti di ottima qualità), il rapporto Q/P non posso che giudicarlo buono.

Rispetto all’ultima visita ho trovato un interessante e gradito miglioramento della cucina, mentre il servizio si mantiene sugli alti livelli cui mi aveva abituato.
Ci ritornerei? Dopo avere passato quattro ore di puro godimento, la risposta non può che essere affermativa.



Mappa

La Peca

Via Giovannelli, 2

36045 Lonigo (VI)