Data recensione
17/06/2018
Cucina
8
Ambiente
7
Servizio
8

Tradizione in cucina

Trattoria della Raibetta recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €
Recensione
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Domenica sera, dopo uno spettacolo teatrale, ci aggiriamo nei vicoli a ridosso del porto antico di Genova e ci viene in mente questa trattoria, rinomata, ma mai visitata da noi in precedenza.

Il vicolo è appena dietro i portici di Sottoripa (più o meno) lato levante; per fortuna i metri da percorrere sono pochi che separano dalla via più larga e trafficata. Le due luci dell'esercizio lasciano intravvedere tavoli apparecchiati, un pilastro centrale e volte in mattoni; sui vetri delle porte molte, troppe vetrofanie (o decalcomanie) di guide turistiche. Entriamo, siamo in due, gentilmente veniamo fatti accomodare a un tavolo addossato alla parete.

Il patron e una cameriera svolgono il servizio di sala. Oltre alla sala principale ce n'è una più dietro, dopo il banco di mescita, a ridosso della cucina e... dei servizi igienici. Visitiamo questi ultimi, trovandoli in ordine e sufficientemente puliti, ma una ventata d'aria fresca non farebbe male.

La tovaglia è di stoffa, i tovaglioli in tinta, ma di tnt. Stoviglie e bicchieri non appariscenti. Alla lavagna c'è un piatto del giorno. Ci viene portato il menu, con la storia della trattoria e del nome, e anche una lista di vini. Prendiamo solo un calice di buon vino bianco Cortese imbottigliato espressamente per la Raibetta. Dalmenu vorrei il minestrone, ma ... questa sera non c'è. Opto per l'antipasto della casa, che sarà costituito da una fetta di polpettone di fagiolini e patate, una fetta di torta di verdure miste, una fetta di torta di bietole e prescinseua, un'acciuga ripiena fritta, uno zucchinetto e un peperone ripieni.

Serviti tiepidi e di buonissimo sapore. La mia commensale opta per la brandade di baccalà, servita con crostini di pane: è una pietanza che sceglie spesso quando la trova perciò può fare i confronti; questa della Raibetta è sicuramente, buona, il baccalà si sente, ma non è particolarmente entusiasmante rispetto ad altre assaggiate di consistenza più cremosa.

Il cestino del pane arriva in ritardo: meno male che se n'è accorto prima che glielo facessimo notare! L'acqua minerale è in realtà quella dell'acquedotto, trattata e addzionata di gas. Mi attira il plat du jour: ombrina al forno con porcini freschi; in effetti i due tranci di ombrina, l'intingolo, le patate e i funghi, soprattutto questi, ancorché non nostrani, sono uno spettacolo di gusto. La mia commensale preferisce le acciughe ripiene fritte, in numero di quattro (doppie, il ripieno sta fra due acciughe), e le apprezza assai.

Non vorremmo prender dolci, ma la crema della Raibetta ci è tanto decantata che la provo (in coppa, a base di panna e uovo, con caramello fatto in casa e un canestrello di compagnia). Godibilissima. Lei invece prende la torta al cioccolato (Vahlrona) morbida, con marmellata a parte. Squisita.

Un amaro Camatti ci viene offerto prima di andar via. Cena deliziosa, servizio premuroso, affabile ma non invadente. Conto non spartano, ma forse a Genova è difficile trovare questa qualità a meno. Diconsi: 80€ in due, di cui 5€ di coperto (ah il vecchio vizio...). Leggendo a posteriori la recensione di un altro mangione di dieci anni fa, noto che poco è mutato. Ma va bene così, quando c'è la materia prima buona e la lavorazione è all'altezza delle tradizioni.

Chi vuol mangiar genovese, e bene, venga pure, sarà accontentato. Astenersi creativi e artisti delle schiume e delle croccantezze e delle composizioni floreali e dell'impiattamento suggestivo e dei mille pani fatti con miscele di grani diversi e delle mode vegane e della cucina molecolare ecc. ecc.



Mappa

Trattoria della Raibetta

Vico dei Caprettari, 10/R

16123 Genova (GE)