Data recensione
30/01/2015
Cucina
9
Ambiente
9
Servizio
9

Grande qualità costante per tutta una cena infinita

Miramonti l'Altro recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 165 €
Recensione
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Dopo un po’ di tempo ho deciso di recensire questa memorabile cena.

Non mi dilungherò molto, specialmente sui piatti, considerato che la serata è già stata mirabilmente raccontata da un amico “mangione” presente alla stessa tavolata, motivo per cui in un primo tempo pensavo di soprassedere.

Era la mia seconda volta al “Miramonti l’Altro”. Già nella prima circostanza, con una scelta alla carta, ero rimasto favorevolmente colpito dal servizio e dalla qualità delle preparazioni che ho potuto ancor di più apprezzare nella circostanza grazie ad un ampio menù degustazione.

Infatti dopo un po’ di disertazioni, la tavolata è di 11 persone, abbiamo optato per il Gran Menù, proposto a 120 euro che volendo abbinare 3 vini, passa a 150 euro. Tra le degustazioni, che vedono, oltre un menù bambini e uno lavoro, un “sapori di Stagione” a 100 euro e “i classici del Miramonti” a 80, è quella più ricca e articolata con 8 portate oltre alla selezione di formaggi e dolci.

Degustazione ampia che abbiamo comunque fatto arricchire del piatto, che compreso nei “classici” la tavolata rimpiangeva più degli altri, vale a dire il “risotto ai funghi e formaggi dolci di montagna”.

Serata indubbiamente impegnativa che è durata quasi 5 ore senza mai momenti di stanca e con un servizio all’altezza della qualità delle preparazioni prolungatosi fino ad ora tarda solo per la nostra tavolata, ultima a lasciare il locale poco prima dell’ una e mezza.

La disponibilità del ristoratore ha consentito anche qualche piccola variante individuale. Ricordo che piu’ di un commensale ha sostituito il piatto a base di lumache con la “variazione di anatra al pepe Sichuan, miele e aceto balsamico”.

Personalmente, in luogo dello “stracotto di capello del prete al vino rosso e scalogno confit”, che mi è sembrato un piatto un po’ banale rispetto al resto e che si può degustare ben fatto anche il ristoranti meno rinomati, ho optato per un piatto dalla carta, “Due servizi di piccione alla brace, interiora di piccione, arance candite e fondo di capperi”, che non mi ha fatto certo rimpiangere la scelta.

Un gran piatto, servito in due tempi, prima il petto adagiato su una gelatina fatta con le interiora e poi, su un cucchiaio, da mangiare in un sol boccone, la coscetta disossata.

Ritornando al menù, dopo un benvenuto che non ricordo, sono partite le portate che cito semplicemente con la descrizione riportata sulla carta:

“astice con lenticchie e spuma di lenticchie, salsa allo zenzero e lemongrass”

“Merluzzo sfogliato, morbido di baccalà, cipolle in agrodolce e sorbetto di gazpacho”

“Composta di capesante e topinambur morbidi e croccanti”

“Gin fizz”

Risotto aggiunto, servito con gran generosità e possibilità di bis.

“Ravioli d’anatra e verza brasata come una cassouela nel suo brodo”

“Variazioni di fegato grasso”

“Lumache di vigna al Franciacorta, crema di aglio dolce, spinaci, olive nere e chips di farro”

Il mio Piccione, già raccontato

Tutti piati indubbiamente ben eseguiti e graditi. Se devo fare due osservazioni particolari che mi hanno colpito al momento, oltre alle sensazioni positive diffuse, dico che ho avvertito nel piatto con l’astice un eccesso di lemongrass e che merita una citazione particolare, anche se si tratta di un dettaglio, la bontà del brodo del Raviolo d’Anatra, sublime.

Si è cosi arrivati alla selezione di formaggi alla quale non si può resistere nonostante la quantità di portate già consumate.

Si è infatti di fronte ad un carrello, anzi due, di assortimenti di formaggi tutti italiani in grande quantità con produzioni anche di nicchia.

Non ricordo altri ristoranti con un’offerta altrettanto ampia.

Imbarazzante la scelta che mi ha portato, con un po’ di vergogna, superata dalla golosità, ad avere, tergiversando spudoratamente, 7 piccoli assaggi accompagnati da mostarda di pere o di pomodori e, in chiusura, un sorbetto alla mela per prepararsi al dessert.

Per finire i dolci serviti in tanti piattini o vassoi di ardesia con meringhe con panna, piccola pasticceria, cannoli con la crema, macarons, nocciole glassate e il famoso gelato mantecato alla crema.

Solo a questo punto la comitiva ha mollato leggermente la presa avanzando qua e la sul tavolo qualche pasticcino.

Quanto ai vini, avendo preverito scegliere direttamente, con qualche consultazione tra i commensali più esperti assistiti dalla sommelier, abbiamo optato per:

-Vorberg Pinot Bianco, Cantina terlano

-Montevertine 2010 dell’omonima cantina del Chianti.

-Rouge Coteau Barrage 2012

-Nebbiolo D’Alba 2009, cantina Bruno Giacosa.

Concludendo una bella serata che conferma la qualità di questo Ristorante sia nelle preparazioni che nel servizio.

Conto finale 165 euro a testa per il menù, i vini, l’aperitivo (8 euro) e i caffè (4 euro), non da tutti i giorni ma intonato al livello e alla quantità. A mio avviso, la cosa un po’ m’infastidisce, trovo eccessivo il prezzo dei caffè che questo livello di locali spesso applica, quanto non e' accompagnato da una qualità o preparazione particolare.

Infine ritornando alla quantità del cibo devo riferire, nonostante anche l’ora tarda,non senza un po’ di piacevole sorpresa, che il post cena è stato di assoluta tranquillità per l’apparato digestivo. Un’ulteriore conferma della qualità.

Foto della recensione


Mappa

Miramonti l'Altro

Via Crosette, 34

25062 Concesio (BS)