Data recensione
23/06/2012
Cucina
8
Ambiente
7
Servizio
8

Domani c'è il pranzo dei Mangioni a Malcesine ed il viaggio...

Miramonti l'Altro recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 189 €
Recensione
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Domani c'è il pranzo dei Mangioni a Malcesine ed il viaggio, per un ligure sempre più pigro, è lungo: una tappa di ristoro lungo la via è indispensabile, dal momento che c'è una temperatura africana e sarebbe bene mangiar leggero. Il Miramonti mi sembra l'ideale. Ma prima vorrei fare un piccolo spot a favore degli eventi dei Mangioni, i quali sono incredibilmente, almeno nelle mie esperienze, tutti molto simpatici, appassionati ed alla mano, molto diversi dall'idea che ci si potrebbe fare navigando sul forum; non spaventatevi, si sta veramente bene, al punto di far alzare il posteriore ad un sedentario come me. Fine spot. La villetta dove si trova il ristorante è graziosa, ma il quartiere e la posizione non sono certo ammalianti. Tuttavia la vetrata della sala che si apre sul giardino interno incornicia bene il panorama esterno. Sono accompagnato nel bovindo, a fianco di una coppia di immancabili giapponesi, dalla gentile e sorridente padrona di casa, che mi offre del Franciacorta Bersi Serlini come aperitivo. Un'occhiata alla carta, ma ho idee precise: due baguette di lumache e crescendo di agnello. Le chiedo di aggiungere qualcosa a discrezione della cucina, senza esagerare, ed accollandomi il rischio che qualcosa possa non piacermi. Problemi invece con la carta dei vini per uno solo come me: niente mezze. I vini a bicchiere ci sono, ma non mi entusiasmano e una bottiglia dovendo ancora guidare... Così mi arrendo e provo con il male minore; un Montepulciano d'Abruzzo, forse Riseis Agriverde, ma non essendomi piaciuto granchè, non lo ricordo.
Benvenuto dalla cucina: piccolo hamburger di tonno, leggermente troppo cotto per i miei gusti. Ed ora i piatti a sorpresa:

-"Terrina di anatra selvatica col suo fegato grasso, cipolle caramellate, gelatina di mele al Calvados". Non sono un grande amante del foie gras, ma è assai piacevole il sottile gioco di consistenza della terrina col fegato ed il tutto con la dolcezza infinita della gelatina al Calvados insieme alla più comune cipolla; un poco di insalatina al balsamico pulisce la bocca.
-"Variazione di foie gras". Caramella di panure fritta con all'interno il fegato liquido, da mangiare in un sol bocccone: ottima. Segue poi un cioccolatino di foie e gianduia che non prevarica, ma che prolunga il sapore del fegato in bocca. Intrigante, infine, un bicchiere da Martini con crema di fegato e gelatina di Picolit. Non so, da bambino non amavo le minestre ed ancora oggi tutti i cibi liquidi mi colpiscono poco. Finito il vino: mi piace sempre poco, ma mi rassegno e continuo con lo stesso. Almeno spero di bere con moderazione.

-Il nome di questo piatto non lo conosco, ma erano quattro cosce di quaglia con quattro "ovette" in fila, in camicia, strapazzate, sode e fritte, su cui mi sono subito avventato. Poi con calma e usando le mani mi sono dedicato alle cosce dalla perfetta e saporita cottura.
-"Farfalle con frattaglie di agnello da latte e tartufo nero". Magnifiche, gusto intensissimo, grande e molto francese l'amplesso del tartufo nero, molto presente, con le carni dal sapore ricco. Per me, pastasciuttaro innamorato di qualunque tartufo, è il piatto del giorno.
Deve ancora arrivare quanto da me ordinato e francamente sono sazio. E poi questo vino mi sta rovinando il pasto: alzerò un poco il livello, a caro prezzo, con un vino, certo buono, ma non nelle mie corde; Langhe rosso 1997 di Gaja, 45 euro al bicchiere.
-"Lumache all'acetosella e baguette di lumache ai sapori mediterranei e mozzarella di bufala". Buone quelle all'acetosella ma la baguette la mangio con le mani. L'olio cola, ma il sapore mi pervade: non è di lumache, né di mozzarella, non so di cosa sappia, ma è buonissima.
Arriva il piatto forte, ma sono in ginocchio io con il mio fegato che implora pietà: ecco su un carrellino un piatto col carrè d'agnello e sette pentolini.
-"Crescendo di agnello con finale di suo carrè". Si scoperchiano i pentolini ed il carrè viene circondato da cervella impanata e fritta, fegato, animelle, trippa, groppetto (carne fra le coste), rognoncini, filetto col suo fondo di cottura e non basta: a lato, piedino grattato al gratin. Sono stremato, ma riesco a mangiare il carrè, ottimo e solo ad assaggiare tutto il resto. Non mi piace il piedino, ma malgrado sia al limite, trovo stupendo il filetto col suo fondo.
Guardo solamente i bellissimi carrelli dei formaggi giunti per i miei vicini giapponesi, ma non rinuncio ad un assaggio della famosa crema con fragole, che forse non sarà la miglior crema d'Italia in assoluto, come molti dicono, ma è certo fra le migliori. Caffè e piccola pasticceria per concludere, di cui provo un piccolo cannolo che sarebbe buono, ma ormai non mi godo più nulla.

Conto: 110 per il cibo, 71 per il vino, 4 per il caffé, 4 per l'acqua, totale 189 euro. Ottimo rapporto qualità/prezzo per un bistellato nonché per la quantità delle porzioni.
Servizio, non c'era il fratello, ma tutto è filato liscio; cordiale anche la sommelier giapponese, come la maggior parte di questo popolo quando si riesce a superarne il riserbo iniziale.
Cucina dall'impronta molto personale, tra la francese e la bretone (almeno nei miei piatti di terra), e quindi dai sapori decisi, intensi; la leggerezza non abita qui e la tecnica non si discute. Credo due stelle meritate. Io, come spesso mi accade quando sono solo, ho sbagliato la scelta del vino nell'intento di bere poco, inoltre non si può dire che sia stata una cucina "estiva": se questi fattori hanno inficiato la piacevolezza di questa esperienza, la colpa è solo mia.



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Miramonti l'Altro

Via Crosette, 34

25062 Concesio (BS)