Data recensione
25/02/2011
Cucina
8
Ambiente
8
Servizio
8

Scrivere qualche impressione su un “bistellato” e “tri...

Miramonti l'Altro recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 104 €
Recensione
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Scrivere qualche impressione su un “bistellato” e “triforchettato” è già impresa ardua per chi non è esperto di cucina, se poi la critica e il pubblico sono concordi nei giudizi diventa per me quasi impossibile aggiungere qualcosa di interessante e utile. Il “Miramonti l'altro” mette infatti d'accordo un po' tutti, l'ambiente e i piatti di Philippe Lèveillè sono stati descritti in ogni modo possibile; il menu inoltre non varia con una frequenza tale da poter dare significative informazioni, se poi si scelgono i “classici” del locale viene meno anche la descrizione di qualche nuovo piatto.
Anticipo subito, quindi, che questo mio passaggio al Miramonti ha confermato semplicemente tutte le considerazioni già sentite o lette sul ristorante di Costorio di Concesio.

Sull'ambiente non mi dilungo, già ampiamente descritto in altre recensioni: villetta in zona residenziale, l'impressione è quella di una casa privata, all'interno elegante sala con vetrate sull'antistante giardino.
Siamo in due persone, un amico che si è sobbarcato oltre 200 chilometri per giungere a Costorio di Concesio e il sottoscritto; prenotato poche ore prima del nostro arrivo, accolti all'ingresso dalla patron Daniela Piscini, ci accomodiamo in uno dei due tavoli al lato opposto dell'ingresso nella sala, con vista sul giardino adiacente.

Ci vengono portati menu, acqua naturale Valleverde e dopo mia esplicita richiesta su quale fosse l'aperitivo proposto in carta, due calici di aperitivo Franciacorta San Cristoforo, vino che onestamente non ha colpito né il sottoscritto (la cui ignoranza in materia però è pressochè totale e quindi non fa molto testo), né il mio commensale che invece di vino qualcosa dovrebbe capire. Forse semplice questione di gusti personali, forse aperitivo non all'altezza del blasone del Miramonti, forse sarebbe opportuno avere qualche scelta in più: alla fine solo quisquilie.
Scegliamo il menù “I Classici del Miramonti”, che prevede la scelta di un antipasto, un primo e un secondo tra quelli proposti all'interno del menu stesso. Il dolce sarà il celeberrimo gelato alla crema.
In accompagnamento i due vini proposti con il menu stesso, gentilmente rabboccati senza aggiunte sul conto finale.

Il benvenuto della cucina, anticipato da un ricco cestino di squisiti pani, è il Gambero con emulsione di pomodoro, basilico e mozzarella di bufala, piatto con ottima materia prima ma leggermente troppo salato.

Antipasti.
Per me: Lumache di vigna al Franciacorta, salsa di acetosella, scalogno e dragoncello.
Sul piatto sono disposte singolarmente sette lumache, la salsa è alla base di ciascuna di esse; presentazione minimale per un piatto di grande equilibrio.
Per il mio commensale: Crema e confit di anatra all'aceto di mele verdi.
Si tratta di una crema a base di fegato grasso di anatra, se non erro, con emulsione di aceto, sottili pezzettini di confit e piccoli pop-corn, entrambi di anatra. Davvero riuscito.
Vino in accompagnamento: Soave, uvaggio 100% Garganega di un piccolo produttore della zona (Soave appunto), di cui come al solito non ricordo il nome. Bottiglia già aperta, vino che presenta un colore quantomeno sospetto, rapidissima quindi la sostituzione del bicchiere e apertura di una nuova bottiglia.

Arriva a questo punto un gradevolissimo fuori programma, un assaggio di Cotechino e polenta taragna, entrambi spettacolari. La polenta viene realizzata con robiola, fontina e giusta quantità di burro.

Primi piatti.
Perchè siamo venuti oggi al Miramonti? Principalmente per assaggiare il famoso risotto. Ecco quindi arrivare il vassoio contenente il Risotto ai funghi e formaggi dolci di montagna. Piatto che vale sia la fama sia il viaggio.
Impiattato direttamente al tavolo, la tentazione sarebbe quella di chiedere immediatamente il bis. I funghi porcini sono tagliati a sottili lamelle, i formaggi utilizzati sono formaggi bresciani non in commercio.
Cremoso, suadente: non saprei esattamente come descriverlo, mi vengono in mente mille aggettivi al solo pensiero e forse non tutti azzeccati. Tornerei subito al ristorante anche solo per un risotto (anzi due....minimo per due persone recita il menu).

Secondi piatti.
Per me Galletto nostrano alla griglia con agretto all'aglio e al prezzemolo.
Galletto grigliato, accompagnato con agretto versato direttamente al tavolo e in accompagnamento un rosti di patate e uno spiedino di durelli del galletto stesso. Qui faccio un mea-culpa per la scelta, perchè potevo effettivamente scegliere una portata diversa; non fraintendiamoci, qui non si tratta di piatto non gradito, ma forse a questi livelli vale la pena dirigere le scelte in altre direzioni e in piatti di diversa concezione.
Per il mio amico Stracotto di cappello del prete di manzo al vino rosso e scalogno confit.
Carne tenerissima, ottima l'abbondante salsa di accompagnamento, sopra la carne una sottilissima chip di polenta essicata, alla base lo scalogno.
Vino in abbinamento a primi piatti e portate principali: un vino rosso con uvaggio 85% Merlot e 15% Shiraz, cantina nella zona del Garda, sponda bresciana, ma ovviamente il produttore rimane per me un mistero e non per colpa del personale di sala (d'altra parte vado al ristorante per rilassarmi e godermi il pranzo, preferisco non ricordare qualche dettaglio).

In un lasso di tempo a mio modesto parere un po' troppo ristretto arriva al tavolo il vassoio con il mitico Gelato alla crema del Miramonti.
Avrei preferito aspettare qualche minuto in più, visto che non sono un gran “mangione” e tra piatti precedenti, ottimi pani e assaggi offerti iniziavo a perdere colpi.
Tuttavia la vista del gelato mi fa immediatamente riprendere quota, annuisco pure alla richiesta di un'ulteriore aggiunta alla quantità presente nella mia coppa di servizio e chiedo cortesemente di non aggiungere il cioccolato fuso.
Altro piatto che vale il viaggio e la fama!

Terminato il servizio del dessert, ci viene portata al tavolo la piccola pasticceria, con dolcetti tipici di carnevale (i cui nomi sono diversi da zona a zona), dei fantastici cannoncini alla crema, delle ottime meringhe (e se lo dico io che non le amo di certo) e un bicchierino con mousse di banana e granita di lime e menta che avrei gradito come predessert, proprio per fare il sofista e che si è dimostrato comunque gradevolissimo anche post-gelato.
Chiudiamo felicemente “stremati” con un discreto caffè.

Il conto finale recita: due menu “I Classici” 150 euro, due abbinamento vini 30 euro, due aperitivi 16 euro, due caffè 8 euro, una bottiglia di acqua 4 euro. Totale di 208 euro per due persone. Rapporto qualità/prezzo che definirei buono.
Cosa aggiungere? Il cliente sempre al centro dell'attenzione, nessuna differenza “papabile” tra clienti abituali e non, personale di sala composto oggi da Daniela Piscini, dalla simpaticissima sommelier di origine asiatica e da due giovani camerieri molto educati.
Cucina solidissima, forse a scapito di qualche “sperimentazione”, ma ciascun locale a questi livelli credo debba avere una propria identità e quella del Miramonti mi sembra sia davvero ben definita.
Curioso il fatto che non abbiamo visto sfilare il maestoso carrello dei formaggi in nessuno dei tavoli occupati oggi e che non ci sia stato chiesto se gradivamo un assaggio degli stessi. Visto il grado di sazietà, non ci siamo azzardati a chiedere nulla!
La prossima “sfida” sarà portare qui mia moglie, per farle provare una cucina molto ma molto distante dalle sue “corde” (termine in auge tra chi veramente di cucina se ne intende e che rubo per un istante).
Rimango con una forte curiosità, anzi due: come si farà mai ad arrivare alla fine del menu più completo, quello del “Goloso Curioso” e inoltre cosa direbbero coloro che sono fermamente convinti che a certi livelli si esca sempre con la fame: se provassero il Miramonti?



Mappa

Miramonti l'Altro

Via Crosette, 34

25062 Concesio (BS)