Data recensione
08/04/2010
Cucina
7
Ambiente
7
Servizio
7

"Dal Bancone alla Brace". Torniamo sulla via dettata da Oste...

Trattoria il Quinto Quarto recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €
Recensione
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"Dal Bancone alla Brace". Torniamo sulla via dettata da Osterie d'Italia, testando la cucina di questa new entry della guida del 2010, in quel di Bosisio Parini. Parcheggiamo la nostra auto in un comodo posteggio nella piazza centrale del paesino dove, alle 13 del giovedì, non vola una mosca.
Pochi passi prima di intravvedere l'insegna della Trattoria Quinto Quarto, sentiamo un vociare all'interno del cortile dove sono stati apparecchiati dei tavoli in legno con tovaglia color ocra.
Ci viene incontro un signore che ci squadra e ci indirizza verso il nostro rustico desco, il suo sguardo sembra dire: "Vi sistemo io!" e il nostro: "Siamo prontissimi".
La locanda, per chi non lo sapesse, è aperta dal lunedì a venerdì a pranzo, con relativo menu di lavoro a 10 euro, e al sabato, solo su prenotazione.
Visto il nome del locale e la fama (i proprietari sono macellai e salumieri), vorremmo puntare su ciò che di più tradizionale offre la casa: affettati, interiora e tagli nobili.
Partiamo dunque col consultare la carta dei vini. L'elenco più nutrito è quello del Piemonte, regione ove Arnaldo si reca tutte le settimane per scegliere le bestie da macellare, poi Toscana e Lombardia e le altre; qualche bottiglia di bianco, qualche bollicina e vini da dessert con ricarichi davvero onesti, in aggiunta vino della casa e al calice (su richiesta).
In prima istanza ci dirigiamo in Toscana, vorremmo stare anche qui sull'abbinamento tradizionale, ma per puro caso l'occhio ci cade sulla Lombardia e sulla cantina Ar.Pe.Pe, più precisamente su un Rocce Rosse Riserva 1997. Mi tornano alla mente le parole dell'amico produttore: "Aprilo un giorno prima". Ma il prezzo onestissimo, 28 euro, ci porta a rischiare.
Con questo punto fermo possiamo ordinare qualche manicaretto. Chiediamo lumi direttamente in cucina, esce Alessandra (la sorella di Arnaldo) che ci dà qualche ragguaglio. Dunque abbiamo detto: affettati, un bell'antipasto classico con qualche sott'olio; frattaglie, per me frittura di agnello; tagli nobili, una bella costata per joe.
Ci viene servito il vino. Sulle prime la "chiusura lampo" non permette a questo nebbiolo valtellinese di esprimersi. Decidiamo di dargli un po' di tempo, forse il calice non aiuta, un baloon più ampio avrebbe dato una mano.

Giungono gli antipasti. Affettati misti in ordine di preferenza: coppa, scioglievole; salame, gustoso; lardo, dolce (per il mio gusto da preferirsi tagliato più sottile); pancetta e bresaola, con una particolare speziatura. Accompagnati da: insalata russa con verdurine croccanti, insalata capricciosa e cipolline agrodolci sott'olio.
Il pane, nel suo sacchetto tipico, è a pasta bianca, semplicissimo.
Un antipasto all'italiana a tutti gli effetti che non delude, se ben confezionato come in questo caso.

Frittura di coratella d'agnello. Trattasi di un misto di interiora di agnello: milza, polmone, fegato, cuore e rognone saltati in padella con burro, cipolla e salvia. Un tratto accomuna tutte le parti dell'animale sacrificato, dolcezza ed estrema morbidezza. Escono dal coro il fegato, con la sua ferrosità, ed il cuore, con la sua piacevole croccantezza. Gustato fino all'ultimo boccone (li vedrei bene ridotti in crema su un bel crostone di pane casereccio abbrustolito).

Costata di fassona piemontese. Una "sberla" da un chilo o giù di lì. Saporita e morbida, qualità essenziali per un taglio del genere. Sale grosso della Camargue e olio evo per condirla a piacimento.
Il vino si sta pian piano aprendo, ben si sposa con la succulenza della carne e sprigiona aromaticità con polmone, milza e cuore.
Scambiamo qualche parola con il responsabile del locale: patron, macellaio, salumiere, buongustaio e ricercatore delle materie prime utilizzate in questa trattoria e con sua sorella che cura la preparazione dei piatti. Tra un racconto e l'altro decidiamo di saltare il formaggio e di passare ad un dolcetto caldamente consigliato.

Colomba con salsa "troiosa". La salsa, dal nome di fantasia che è tutto un programma, è piuttosto fluida, profumatissima, ci puccerei anche il pane. Quando si dice...le cose semplici.
Joe non può rinunciare ad una grappa, cominciamo con due bicchierini di grappa di moscato di Mazzetti , morbidissima e di acquavite di Barolo Montanaro molto più secca e decisa, da centellinare, servite con due caffè fatti con la moka. Dopo poco ci viene mostrata una bottiglia di Serafino Levi, grappa da collezione con la tipica etichetta disegnata a mano.
Chiediamo il conto che recita: antipasti per due 24 euro, coratella 14 euro, costata 20 euro (normalmente costerebbe di più, visto il peso), Rocce Rosse 28 euro, dolce 5 euro, caffè 2 euro, acqua 2 euro, grappe offerte. Totale 95 euro, scontato a 90 euro.

Conclusioni.
Cucina: le cotture rapide di questo pranzo del giovedì sono state perfettamente eseguite, l'ottima materia prima ha fatto il resto. Il sabato, a cena, la varietà di proposte si amplia.
Servizio: tenendo conto della formula del mezzogiorno e del conseguente numero di avventori, è stato molto corretto. Il punto in più lo da il tempo prezioso che Arnaldo ci ha dedicato (senza averci mai visti nè sentiti) fino alle 16, orario di apertura della macelleria.
Ambiente: non essendo entrato in sala mi limito a giudicare la parte esterna che si fa apprezzare nella sua semplicità. Unica miglioria la tovaglia un po' ballerina, per via delle dimensioni ridotte rispetto al tavolo.
Un locale che entra meritatamente nella cerchia nelle osterie slow food per passione, cura e dedizione. Sono curioso di vedere come evolverà nel tempo, io intanto lo consiglio e ci tornerò sicuramente.



Mappa

Trattoria il Quinto Quarto

Via B. Appiani, 8

23842 Bosisio Parini (LC)