Data recensione
09/01/2019
Cucina
9
Ambiente
8
Servizio
8

Buona Cucina nella veranda sul Lago

Taverna del Pittore recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 65 €
Recensione
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Cena di famiglia da organizzare per festeggiare un compleanno, la situazione no nè così semplice come sembra, locali chiusi il Mercoledì, locali chiusi per ristrutturazione, locali chiusi per ferie dopo il tour de force natalizio, locali che hanno solo menù degustazione, locali che hanno solo pesce. Alle 16:00 ho esaurito tutte le possibili scelte nel raggio di 25 chilometri dalla sponda magra del Lago e mi torna in mente la Taverna del Pittore che tante volte avremmo dovuto frequentare quando avevamo la barca e sempre abbiamo rimandato. Qualche titubanza per la mancanza del menù on-line, non amo le foto esposte, qualche titubanza per la paura di trovare un posto troppo ingessato, po si dice che “il Lago è il Lago e da solo giustifica la visita e si procede con la prenotazione.

Mercoledì ed ad Arona si trova parcheggio anche abbastanza vicino, dall’altra parte del Corso ma è una passaggiata che si fa sempre volentieri, la solita Piazza con il Porto Vecchio con le bellissime decorazioni Natalizie ancora accese, la casa d’Epoca con il suo “pomposo” baldacchino all’ingresso. Entriamo e veniamo subito accolti dal personale, l’interno è quello della casa d’epoca del Lago, con tanti mattoni e sassi, confesso che guardo poco perchè vengo più distratto dalla fila delle bottiglie di vino disponibili al calice. E dopo di quello ci spostiamo sulla veranda.

La veranda è uno dei punti forti del locale, il marcatore del suo DNA, direttamente sul lago con il pontile privato per l’attracco delle barche, vista stupenda, Angera con la sua Rocca, le luce del Porto Vecchio, il colpo d’occhio da Ranco a Sesto. Sarebbe da mangiare a luci soffuse o spente per godersi il paesaggio, ma giustamente l’illuminazione è forte e l’ambiente è luminoso perché comunque la priorità è mangiare, non godersi il panorama.

In veranda due file di tavoli, quelli vicini alla finestra sono da due ed occupati ovviamente da coppie, ( ed hanno la candela a centro tavola ) quelli vicino alla parete sono da quattro e qui ci accomodiamo. Colori dominanti sul bianco, soffitto bianco, intelaiatura bianca, coprimacchia in cotone bianco opaco, bicchieri pesanti color acquamarina, calici per il vino e posate in acciaio.

Arriva subito l’acqua ed arriva subito il menù, questo è vario, ben distribuito fra carne e pesce con una prevalenza di quest’ultimo, qualche variante locale ( Filetto di Luccio Perca con Ratatouille di verdure ), una sezione riservata ai crudi di pesce ed ai crudi di carne. Proposte che vengono incontro a tutti I gusti, si punta sugli ingredienti, niente fughe in avanti ma comunque qualche combinazione coraggiosa, soprattutto nella parte dei crudi.

Carta dei vini ampia, ben costruita, non è il caso però di prendere una bottiglia intera e si preferisce andare al calice dove la proposta è sorprendentemente vasta, due pagine per venti etichette fra bianchi, rossi, rosati, metodo Classico e Metodo Charmant, Comunque non facile fare un abbinamento, i Rossi tendono ad essere sul lato corposo, ma ci si riesce partendo dal Rosso Toscano ( Pian Di Remole dei Marchesi Frescobaldi, assemblaggio di Sangiovese e Cabernet )per la moglie. Per me ed il figlio maggiorenne invece un bianco, il Collio Friulano ( e chiamiamolo col suo nome, Tocai ) di Venica&Venica, vino con un naso interessante, noci, frutta, erba, in bocca morbido con una lieve acidità, una mineralità ben percepibile e forti sentori di pera. Primo giro positivo.

Arriva subito anche una foglia di ceramica con grissini artigianali, lisci e con i semi di papavero, paninetti verdi e paninetti con la pancetta, buoni e cerchiamo di non abusarne per non rovinarci l’appetito.

Mosaico di Piovra, pinoli e pesto delicato, piatto molto bello come il titolo fa presagire, il tentacolo del polpo tagliato sottile arrangiato a cerchi che vanno a comporre un lungo rettangolo, un assemblaggio di diverse verdure dai colori intensi e di pinoli, le strisce di pesto chiaro. Sapore come l’aspetto, molto delicato.

La moglie prende una Terrina di Foie Gras con confettura di Rose e Pane Brioche fatto in casa, un piatto bianco dai contorni ellittici incavati con tre fette spesse di prodotto ed una chiazza di gelatina di rosa. Il figlio l’assaggia, io non riesco, mi raccontano che è buona con la confettura di rose molto molto elegante sebbene particolare.

Il Ragazzo più giovane prende Uovo in Camicia, Asparagi verdi, Fonduta di Parmigiano e Bottarga di Muggine, piatto importante con l’uovo al centro e diverse strisce di bottarga a decorare. L’uovo si rompe ed il tuorlo va a mischiarsi con la fonduta, la combinazione dei sapori potrebbe sembrare estrema ma invece si abbinano perfettamente anche se con un risultato che è abbastanza prepotente nel gusto e con l’asparago che forse sgomita un po' troppo.

Per me Baccalà Mantecato all’Extravergine su rondelle di Patate, un piatto non della nostra tradizione ma che ho voglia di provare per mettere alla prova il ristorante visto che ultimamente l’ho provato in diversi posti ed occasione. La presentazione è ben curata, baccalà sagomato a cucchiaio, appoggiato su una patata, decorato con erba cipollina e germogli, tante chiazze di olio EVO e qualche pomodorino tagliato in pezzi piccoli ( poco correlato col piatto, se si può dire ). Piatto sorprendente, baccalà morbidissimo, ti solletica la bocca, gusto pieno, appagante, lungo a cui germogli aggiungono un quid in più. Uno dei migliori baccalà che abbia mai mangiato, come detto, una sorpresa.

Si passa poi ai secondi per me ed i figli ed al primo per la moglie, loro si fermano con il vino mentre io prendo un secondo bicchiere. Non facile abbinare l’anatra arrosto con Foie Gras, servirebbe un rosso di medio corpo un po' acido per l’anatra ed un bianco aromatico od un rosso invecchiato per il Foie Grass, sono tentato di desistere e prendere un Buio ( Carignano del Sulcis, forte ma elegante, non c’entra nulla ma è tanto che non lo bevo ) ma poi decido per un Ripasso delle Cantine Valpolicella Negrar. Diciamo subito che l’abbinamento riesce, il vino è buono, al naso frutti rossi e frutta matura, in bocca un tannino piacevole con una apprezzata sensazione amarognolo.

Per la moglie Gnocchi di Patate fatti in casa al Ragù di Coniglio, gnocchi di dimensione giusta, ragù marroncino, molto liquido con carne a pezzettini piccoli, avvolgente, saporito, equilibrato. Consistenza del gnocco perfetta secondo mia moglie che ne apprezza la morbidezza, un po' troppo pastosa secondo me, in ogni caso buon piatto.

Per i figli Filetti di Maialini con salsa alle due senapi e pure di patate viola. Tre blocchi, uno strata di purè viola, il filettino ricoperto da tanta salsa piena di grani. Carne morbida, senape che da sapore senza coprire, i ragazzi apprezzano.

E veniamo a me con un Magro di Anatra Arrosto, salsa di Foie Grass, Spinaci ed Uvetta. Cinque blocchi disposti a croce ciascuno con due pezzi d’arrosto appoggiati sugli spinaci ed una salsina chiara a legare tutto. Carne di un rosa uniforme con un dito di grasso bianco e la sua pelle. Morbida, saporita, succosa specialmente nel grasso, amo l’anatra. Ottimo compendio la crema di Foie Gras, un tocco di gusto in più, indeciso sugli spinaci, discordanti di gusto ma utili per dare più cremosità al tutto.

Siamo pieni ma non è possibile esimerci dal dolce, io non devo guidare e posso anche non esimermi dal vino da dolce. Buon elenco di calici ( e tante bottiglie ), nessun Barolo Chinato che avrei bevuto volentieri e decido per un Moscato Dindarello di Maculan, vino pieno, elegante, perfetto sui dolci, molto complesso e con uno spettro di sensazioni olfattive e gustative molto vasto, pera, caramello, zagare, limone, tante ma con un gran equilibrio ed una sensazione generale di potenza.

Semifreddo di torroncino con croccante per me, due tronchetti uniti da un coltello di biscotto ed appoggiati su uno strato di cioccolato fondente e di croccante. Perfetto per la mia golosità.

Il cameriere suggerisce l’Ananas Flambè , dice che è una delle poche occasioni rimaste in zona per vedere cucinare in sala ( effettivamente l’ultimo ricordo era uno storione da Cesarino ), è un compleanno ed effettivamente non possiamo non mettere un tocco di scenograficità. L’Ananas è di quelli che arrivano via aerea e quindi la qualità delle materie prime è assicurata. Arriva il patron con tavolino ed attrezzatura, fornello in rame, pentola in rame, bottiglia del liquore, esibizione molto scenografica con le fiamme che si levano dalla pentola, molto anni 80, un vero tuffo nel passato. Impiattamento e dosi pesanti. Le fette di ananas, la salsa del flambe, cioccolata calda a profusione, buono, con perfette combinazioni di gusto, ma assolutamente non leggero e non facile da affrontare dopo un pranzo, il ragazzo cede e devo dargli una piccola mano.

Sono stranamente il solo a prendere il caffè ma la piccola pasticceria arriva per tutti, arancia candita, meringhette, piccoli tartufi, “rosa del deserto” ovvero nocciole ricoperte di cioccolato ed assemblate a ricordare la formazione rocciosa, buoni e graditi anche se siamo veramente troppo sazi per finirli.

Bilancio finale più che positivo, posizione stupenda ( anche se forse di giorno il panorama del lago si gusta meglio ), servizio attento, lavorazioni impeccabili, assolutamente da tornarci. Dimenticavo, conto finale 65 euro a testa che è giusto sommando tutto.

Foto della recensione


Mappa

Taverna del Pittore

P.zza del Popolo, 39

28041 Arona (NO)