Data recensione
20/03/2010
Cucina
8
Ambiente
8
Servizio
8

Stasera ci rechiamo ad Ambivere, piccolo paese poco a nord d...

Antica Osteria dei Camelì recensito da

Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 130 €
Recensione
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Stasera ci rechiamo ad Ambivere, piccolo paese poco a nord di Bergamo sulla direttrice per Lecco, a visitare l’antica osteria dei Camelì. Il locale è ubicato al centro del paesello e ricavato in una ben restaurata e ben illuminata corte cinquecentesca. Posteggiamo l’automobile comodamente nell’ampio cortile interno e, passati per la rustica aia, accediamo all’interno del ristorante dopo aver suonato alla bella porta di vetro.
L’ingresso dove veniamo accolti è molto elegante e ben curato, vi è un bel tavolino in legno con funzione di cassa ed alcuni divanetti; il soffitto in legno antico ed i pavimenti scuri donano note calde. Verificati gli estremi della nostra prenotazione, la gentile cameriera ci accompagna al desco a noi riservato dopo aver preso in consegna i nostri soprabiti.
La sala in cui desiniamo ricalca lo stile dell’attigua reception ed i tavoli ivi presenti son ben distanziati.
La mise en place è d’ottimo livello: tovaglia lunga bianca, vetreria Spiegelau, posateria argenté Sambonet perfettamente lucida, sotto piatto e piattino per il pane in fine ceramica bianca.

Seduti ci vengono porte le carta delle vivande e chiesta la nostra preferenza per l’acqua.
Nell’ampio menu troviamo diversi piatti legati al territorio ma rivisitati in alcuni aspetti e vi sono inoltre due menu degustazione, di cui uno dedicato alle paste fresche ed uno denominato “di primavera”, su cui cadrà la nostra scelta, proposto al prezzo di 80 € comprendente tre portate ed il dessert.
La carta dei vini è articolata, profonda e ben consultabile con diverse etichette di pregio ed un’ottima selezione di Champagne. Balzano agli occhi i forti ricarichi applicati. Per la cena odierna scelgo un Gewürztraminer alsaziano cuveé Theo prodotto da Weinbach proposto a 75 €. Al naso spiccano i classici profumi floreali e stupisce in bocca l’elegante struttura e la gradevole sapidità.
Effettuata la comanda è servito l’aperitivo offerto, composto da un squisita crespella al nero con totani e pomodoro, un modestissimo flûte di champenoise della Val Calepio e da una focaccina fatta in casa di cui le doti si fermano nelle lusinghiere parole del maître.

Il pasto si apre con la tagliata di tonno su crema di formaggio caprino e capperi croccanti.
Servita in un ampio piatto di ceramica bianca, la finissima tagliata di tonno rosso è adagiata sulla crema di caprino e sopra il tutto alcuni capperi essiccati; fa da contorno una “salsina” leggermente piccante a base di soia ed olio. Ottima la materia prima impiegata e bello il gioco di sapori, dolce-piccante-saporito che si crea in bocca, variabile ad ogni boccone.

Il primo.
Arriva al tavolo il piatto meno convincente della serata. Sei casoncelli, dal ripieno a base di mortadella del presidio, son disposti ordinatamente in fila in un bel piatto di porcellana e distanziati l’un l’altro da delle punte di asparagi. Dei pistacchi a centro stoviglia abbelliscono la pietanza. Buoni, ma qui si arrestano le virtù del piatto. La pasta è spessa e porosa, il ripieno buono ma un poco saporito.

Ed è ora il momento dell’ultima portata principale: costolette d’agnello da latte con profumi di senape e patate.
Anche in questo caso ben curata la presentazione; tre costolette son ben disposte sopra una “spennellata” di salsa di senape, tre patate al forno sono allineate al lato della bella stoviglia in porcellana.
Morbido e saporito l’agnello che ben si abbina all’incontro con il gusto della senape. Le patate vengono servite ad una temperatura altissima, sicché attendiamo alcuni minuti prima di gustarle.

Ordiniamo il dessert gustando degli ottimi sorbetti, uno alla pera ed uno alla mela, serviti a palline su dei piccoli coni gelato.
Il dolce.
Mousse di cioccolato fondente leggera con gelato alla cannella.
Nel preparare la mousse non sono impiegati né latte né panna così da renderla molto leggera. Bella l’armonia di sapori accostando la crema al cioccolato con il gelato alla cannella. Il dolce è ben accompagnato da un’ottima Vernaccia di Oristano.

Mi affido al maître per la degustazioni di formaggi, chiedo di voler assaggiare qualche cosa di stagionato, e per la scelta del vino da abbinare.
Nel giro di pochi istanti son serviti su di un bel piatto di ceramica bianca quattro ottimi latticini da degustare nell’ordine: taleggio vecchio, strachitunt, silter ed un caprino molto stagionato; il tutto accompagnato da un convincente Pineau des Charentes Cuvee du Petit Buis.
La cena si conclude con un caffé Jamaica blue mountain, scelto dall’ apposita carta, accompagnato da una “piccola” petit patisserie.

Il conto è di 260 € di cui 160 per i due menu di degustazione e 90 per la cantina.
Il servizio è stato svolto con indiscutibile maestria, benché svolto da due sole persone, e curato in ogni aspetto, dai tovaglioli cambiati prima del dessert, al pane servito al tavolo dalla gentile cameriera.
Di livello la cucina, dove si adoperano materie prime di assoluto valore ed escono pietanze cucinate con coscienza.

Matteo e Patrizia



Mappa

Antica Osteria dei Camelì

Via G. Marconi, 13

24030 Ambivere (BG)